Aspettando i droni

Sotto la voce generale eCommerce possiamo ascrivere una serie di aspettative molto alte e significative che possono determinare un vero e proprio cambio di passo della nostra economia e dunque della nostra ripresa.

Vi è soprattutto un nuovo modo di intendere il rapporto fra domanda e offerta, un sensibile calo dei prezzi dovuto a una competitività molto accesa, nuovi stili di vita, sviluppo di app dedicate, utilizzo di denaro elettronico e/o virtuale ecc. Vi è però una grande voce che spesso viene sottovalutata ma che di fatto può esaltare o affossare il paradigma. La logistica: ‘ l’insieme delle attività organizzative, gestionali e strategiche che governano nell’azienda i flussi di materiali e delle relative informazioni dalle origini presso i fornitori fino alla consegna dei prodotti finiti ai clienti e al servizio post-vendita‘.

Guardando agli usi dei più giovani ho notato che la rapidità di consegna vale spesso più del prezzo finale e non è condizione da sottovalutare.

Il 4 dicembre scorso (esattamente 20 giorni fa) decido di acquistare un prodotto su Amazon. Si, ho scritto AMAZON, che per molti è sinonimo di eCommerce e di distribuzione.

Grazie alla tracciatura della spedizione vengo informato che lo stesso pacco parte con regolarità dalla Germania e dopo pochi giorni arriva in Italia. Esattamente il giorno 10 Dicembre a Milano.

Morale della favola, il mio regalo di Natale si blocca in quel di Milano per ben 13 giorni che sommati ai 6 per arrivare dalla Germania all’Italia allunga i tempi di distribuzione a ben 24 giorni.

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La scelta di Amazon di scegliere come partner italiano della logistica Poste Italiane SPA è davvero discutibile. Non nascondo però che ogni qual volta nomino, scrivo o leggo Poste Italiane i famosi cavalli nitriscono (cit. Frau Blücher). Dunque son prevenuto, avvertiti.

Non so quali siano le motivazioni che hanno spinto Bezoz ad affidarsi a un’azienda che non riesce ad uscire dai pantani del ‘900 che la avvolgono e la trattengono in un abisso di inefficienza senza fondo.

Ma torniamo al regalo che, ieri sera, finalmente viene indirizzato al destinatario finale.
Qui riprendo un tema già trattato più volte, ovvero l’empowerment obbligato delle nonne che assumono, di fatto, la funzione di broker fra l’azienda di distribuzione e il destinatario finale.

E’ quasi una scelta obbligata indicare l’indirizzo della nonna che, in pensione, garantisce una presenza pressochè continua a garanzia del distributore. Io non potrei permettermi di rimanere a casa ad aspettare l’agente di Poste Italiane anche perchè un servizio di alerting via SMS non è previsto e/o anche se pubblicizzato sul sito di Amazon, non viene applicato.

A supporto di questa dinamica puoi anche indicare ad Amazon alcune coordinate a supporto che io spesso formulo con una semplice frase: ‘ATTENZIONE: Persona anziana, pregasi attendere dopo aver suonato al campanello‘. Pensate che questa frase abbia efficacia?

No, l’agente suona, attende pochi secondi, giusto il tempo di schiacciare un pulsante sul suo cazzabubbolo digitale e stampare il mitico AVVISO DI GIACENZA! Olè.

Avviso di giacenza significa dunque: preparati a usare l’auto per raggiungere la periferia dove spesso vengono dislocati gli uffici di distribuzione di Poste Italiane, spendi un po’ di benza, mettiti in coda e prega nel Signore.

Dunque, essendo il 23 sera, raggiungiamo la nonna, prendiamo in consegna il mitico AVVISO DI GIACENZA e cominciamo a immaginare un percorso snello ed efficace per poter raggiungere l’agognato pacco.

Nell’ AVVISO DI GIACENZA non appare il nome del cliente, ma bensì il nome del destinatario. Questo aspetto non va sottovalutato. Mentre per Amazon (e per tutti i player di eCommerce) la distinzione fra i due soggetti è chiara e ben gestita, per Poste Italiane esiste solo il destinatario che, badaben è il broker nonna! Dunque è chiaro che, per Poste Italiane, il pacco non è destinato a me, bensì alla nonna e dunque devo farmi dare una carta di identità della stessa e farmi firmare una delega prima di poter prelevare ciò che è mio.

Son sicuro che se tentassi di spiegare (magari mostrando i dettagli dell’ordine Amazon) il contrario, l’operatore dello sportello Poste Italiane mi riderebbe in faccia. Ma non c’è problema, facciamo anche questo, mica ci fermiamo ai dettagli.

Rimane però ancora una considerazione. In un mondo ideale sarei portato a immaginare che il furgoncino delle consegne che non ha voluto aspettare la nonna dopo aver scampanellato, verso sera si rechi immediatamente al centro di distribuzione delle Poste Italiane, in modo che io il giorno dopo possa recuperare il pacco. Sbagliato!

Il furgoncino torna nel suo garage e il giorno dopo, nella mattinata, porterà pacchi e avvisi di giacenza alle poste.

Dunque, l’orario di apertura del centro di distribuzione non agevola il mio percorso tortuoso. In un mondo ideale avrei gioito del fatto che l’ufficio apre alle 8.30 e dunque, prima di andare al lavoro soddisferei in pieno la mia libidine e preleverei il pacco.
No, non funziona così. il pacco sarà disponibile (aggiungo un forse) dopo le ore 10.00 per cui dovrò prendermi un permesso dal lavoro, riprendere l’auto spendere ancora un po’ di benza e provare a ritirarlo il giorno della vigilia di Natale.

Ooops vigilia di Natale? Vuoi vedere che Poste Italiane adotta un orario pre-festivo? … to be continued.

p.s.:  a proposito, se avvistate un drone, fatemi un fischio.

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