E’ sempre stato così

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Ormai mi sento come una macchina usata (56 anni non sono bazzecole) e dunque son costretto a ricorrere ad alcune pastigliette per la pressione e il colesterolo.

Per accedere a queste cure è necessaria, ovviamente, la prescrizione medica e dunque ogni due mesi circa devo recarmi in ambulatorio e chiedere cortesemente alla segretaria del medico di farmi prescrivere le solite pastiglie che, puntualmente, il giorno dopo posso ritirare in farmacia previo nuovo passaggio in ambulatorio per il ritiro della ricetta.

Così succede da alcuni anni ma stamane, visto che non c’era coda in segreteria all’ambulatorio, chiedo cortesemente alla segretaria: ‘Senta ma per noi diversamente giovani, non si potrebbe evitare questa liturgia e richiedervi le prescrizioni via email? Tanto son ripetitive, è sempre la stessa prassi. Sa eviterei di recarmi qui da voi due volte.’

Lei gentilmente concorda con me e mi racconta anche che in un altro studio professionale questa è la prassi ma, in questo ambulatorio, alcuni medici non sono tanto d’accordo sull’uso dell’email.

Così mentre rimugino fra me e me, mi torna alla mente il giorno in cui chiesi al mio avvocato come mai non mi rispondesse a un email inviata ormai da 15 giorni. Lo stesso mi disse: ‘Ho talmente tanti canali aperti, telefono, fax, ricevimento in studio, che l’email per me diventerebbe solo un ulteriore problema‘. Ovviamente disse proprio ‘per me’!

E così succede spesso quando il sangue mi ribolle nelle vene. Succede mediamente 3/4 volte al giorno (… citofonare ai miei collaboratori …) negli uffici dove lavoro. Qui le procedure analogiche con tanto di passeggiate per raccogliere firme o compilare moduli a macchina (giuro che c’è proprio scritto ‘compilare a macchina o in stampatello’) mi affrontano a duello ogni giorno, e di solito vincono loro. Le procedure.

La risposta dei colleghi è più o meno la stessa: ‘E’ SEMPRE STATO COSI’ o ABBIAMO SEMPRE FATTO COSI”.

Ora è chiaro che rispetto a una notizia come quella che la BBC ha riportato e che Wired ha ripreso, sulle dichiarazioni di Minna Harmanen e sulla volontà di abolire la scrittura a scuola dal prossimo 2016, le perplessità siano molte perchè è ovvio che, finora: E’ SEMPRE STATO COSI’!

Ora io non posso bullarmi di competenze che non ho, e lascio dunque ai pedagoghi, ai sociologi, agli psicologi e persino agli antropologi il compito di analizzare questo switch-off in salsa finlandese che, però, di primo acchito mi piace tantissimo.

Quello che mi piace e per certi aspetti mi crea profonda invidia è l’approccio sfidante che da noi non è nemmeno immaginabile.

Da noi prevale quella che io chiamo ‘sindrome del freno a mano tirato‘. Sindrome che tutti i giorni combatto con grande dispendio di forze.

Partire dalla consapevolezza che nulla sarà per sempre è il primo passo per abbracciare il futuro con la speranza che le cose miglioreranno e non con la paura di perdere dei vantaggi. Quasi sempre vantaggi solamente personali.

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