Comunità

Il dizionario Treccani la definisce: ‘insieme di persone che hanno comunione di vita sociale, condividono gli stessi comportamenti e interessi‘.

Ripenso a questa definizione ogni volta che affronto temi legati a comportamenti che, dalla maggior parte dei miei connazionali, vengono tollerati e dei quali viene minimizzato l’effetto a lungo termine.

Constato spesso di persona come qualsiasi riferimento alla buona educazione e al senso collettivo stiano sparendo. Ultimo episodio pochi giorni fa quando feci osservare, CON ESTREMA GENTILEZZA, a un giovanotto che aveva parcheggiato su un marciapiede, come tale azione impedisse il transito a una mamma con carrozzina che stava li sopraggiungendo. La riposta del giovanotto fu lapidaria: ‘Ma non puoi pensare ai cazzi tuoi?‘.

Questo pensare ai casi propri è ormai dominante, maggioritario e senso comune largamente condiviso in un territorio che non riesce più a riconoscersi come comunità.

Michele Serra ne scriveva proprio ieri sui fatti di Torino:

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e io non posso che concordare con l’amico Roberto con il quale condivido la passione per altri luoghi. Mi vergogno. Mi vergogno tanto di questa collettività italiana che non riesce ad evolvere in comunità.

Ormai convinta che gli unici diritti siano quelli individuali e gli unici doveri quelli degli altri, possibilmente stranieri.

Mi vergogno perchè chi mi circonda mi cogliona. Mi dice che mi preoccupo troppo, che in fondo l’etica, il buon senso, l’educazione e i comportamenti civili sono piccoli problemi per i quali non val la pena di sbattersi. Insomma mi deride per il tempo che ci perdo e per la bile che accumulo.

E rimango sempre più convinto che Aristotele aveva ragione: Il tutto è maggiore della somma delle sue parti! E la somma delle nostre piccole e quotidiane vergogne sta diventando un peso insopportabile. Un enorme vergogna collettiva ben più grande della somma della stesse.

Sempre ieri a Treviso tutto ciò è sfociato in barbarie [video]. Il presunto diritto di un individuo è stato difeso da un gruppo di invidui. La collettività si frantuma in clan e ogni clan prevarica i diritti della collettività a suo piacere.

Era questa la comunità Italia che sognavamo?

 

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