Moriremo sincroni

Per il sottoscritto l’email non è mai stata asincrona. Oddio, forse lo era quando usavo Eudora con il modem a 300 bps. Ok, ok, mi fermo qui, altrimenti tiro fuori dalle ragnatele momenti e feticci nostalgici.

Dunque da sempre sono abituato a consultare la posta elettronica in real time e possibilmente a rispondere dallo smartphone, o da qualsiasi cazzabubbolo a disposizione, immediatamente. Ripeto: IMMEDIATAMENTE!

L’email è uno strumento, un mezzo, un supporto, un servizio di relazione sociale oltre che professionale e dunque non vedo nessuna differenza fra esso, un social network, piuttosto che un telefono o il campanello di casa. Mi cerchi, hai bisogno di me, mi proponi qualcosa? Eccomi, pronto e sincrono convinto.

Certo che lo strumento ‘posta elettronica’ nel tempo si è evoluto molto e, pera quelli che come me ne fanno un uso sincrono, sicuramente migliorato. Lo uso molto come sistema di alerting magari collegato con il calendario, piuttosto che la sveglia o le notifiche. A volte lo uso come sistema per la lettura posticipata (read it later) o anche per l’archiviazione di documenti e discussioni (San Gmail ci ha abituati bene).

Ma mille altri usi sono legati a questo strumento che ormai ci accompagna da 25 anni. Considerarlo un sistema di messaggistica elettronica è un po’ riduttivo.

Che anche a Mountain View si siano accorti di questo è indubbio, e allora Inbox ha un suo senso.

Ma chiariamoci meglio le idee, da dove siam partiti? Forse dai client mobili che per primi hanno rivoluzionato il modo di gestire questi servizi.
Ogni smartphone permette di gestire gli account di posta con una sola applicazione, e non mi sembra cosa banale. La mia, ad esempio, è questa:

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Mi trovo bene con al mia applicazione mobile. Ho tutto sotto controllo, gestisco i vari account in modalità push e grazie a Spotlight posso fare ricerche sui messaggi in un battibaleno.

Ma andiamo con ordine. C’è chi preferisce tenere un app separata per ogni account, e allora può scegliere di usare l’app di Microsoft per gli account gestiti con un server Exchange, quella di Google per Gmail e così per Yahoo, ecc. Son scelte, legate anche alle funzionalità estese che spesso queste app portano in dote.

Poi esiste un’altro mondo che è quello dei client smart, come il defunto Sparrow (acquistato proprio da Google) o l’emergente Mailbox di Dropbox che mi ha intrigato non poco.

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Proprio dalla sperimentazione di questo client/app ho maturato alcune considerazioni che si legano perfettamente alla gestione sincrona.

L’idea è quella di mettere l’esperienza della messaggistica al centro della gestione giornaliera delle attività. Ovvero il client di posta diventa anche un gestore di attività (task) e di progetti.

L’introduzione delle funzioni associate allo swipe (tendina a scomparsa) è diventata pian piano uno standard grazie proprio a Sparrow e poi Mailbox che per primi l’hanno introdotta per specifiche azioni, fino ad allora non previste nella gestione dei client di posta.

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immagine tratta da iMore

Dunque questo è il primo elemento di relativa novità sia per l’usabilità che per la programmazione e sfruttamento del servizio. L’email non è più solo email ma è un Personal Assistant! Solo che quel PA siamo noi. E non mi sembra molto innovativo.

Yahoo ha intrapreso una piccola deviazione da tutto questo ragionamento, con la nuova app mobile. In questo caso oltre alle succitate funzionalità legate all’organizzazione personale ha deciso di spingersi oltre verso l’ibridazione con le notizie che, molto spesso, leggiamo con altri sistemi, lettori di feed o app dedicate.

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Ma il problema (o l’opportunità) rimane. Overo, cos’è oggi l’email?

Certo, ogni provider spinge l’utilizzo oltre la banalità legata alla semplice gestione della messaggistica e cerca di attrarre l’utilizzatore verso altri servizi. Dropbox spinge verso gli allegati e il suo cloud, Yahoo verso le news e/o il meteo che sono suoi specifici servizi di punta.

Dunque l’email è un identificativo, un sistema di provisioning e di identity per attrarre gli utenti verso i servizi core del provider di turno.

Le funzionalità della gestione multi account, lo swipe, il read it later, l’organizing, la gestione degli allegati e chi più ne ha più ne metta sono solo degli add-on che seguono la naturale evoluzione tecnologica o sono dei cavalli di troia per portarci verso la fruizione di servizi?

E qui entra in gioco Inbox che sto provando da un paio di giorni.

Cos’è Inbox?
Il nuovo Gmail? No, forse. Ma anche si, #ecchisenefrega se tutti dicono il contrario.

Inbox è mobile. Ovvero non solo mobile, ma l’esperienza d’uso e i vantaggi che si traggono dall’utilizzo della app sono tutt’altra cosa che la fruizione via web.

Dunque sembra nato, voluto e studiato per la posta sincrona. E questo mi piace.

Inbox lavora per noi. Si, fa delle cose senza che gli e le diciamo. A dire il vero le impara dalle nostre esperienze d’uso. Possiamo dire che si tratta di Intelligenza Artificiale? Non lo so, certo che alcune analogie con Google Now sono davvero evidenti. Ad esempio gli Highlights mi sembrano proprio ingegnerizzati per questo.

Inbox si organizza per boundle e pin. Che poi son le vecchie tab di Gmail e la stellina. Nulla di nuovo, solo che facendo ciò, Inbox apprende e te lo ripropone la prossima volta. Non male dai.

– Inbox ama gli allegati più del testo. Nel senso che li mette in maggior evidenza a discapito proprio del body. Scelta discutibile ma che cercherò di analizzare meglio.

Inbox non ha la pubblicità (per ora). E vi sembra poco?

Considerazioni finali.

Non è proprio una rivoluzione. Ci scommetterei non so cosa che dietro c’è il teem di Google Wave, ricordate? Molte idee son nate li.

Su iPhone, dove l’ho stressato io, l’accessibilità è scarsa. Tutto piccolo, iconcine e scorciatoie impercettibili. Devo comprarmi un 6 plus?

La strada, comunque, è quella giusta solo che da sincrono convinto mi aspetterei anche una versione assistita da voice. Ok, sto esagerando. O forse no!

p.s. dimenticavo una scenetta della scorsa settimana: Nominato rappresentante di classe ho chiesto a tutti i genitori di consultare la loro casella di posta almeno una volta al giorno per coordinarci con le comunicazioni. Ho rischiato il linciaggio!

 

Enjoy

2 Comments

  1. Ciao Gigi, mi piace l’argomentazione! Non credo che la posta elettronica possa essere trattata in modalità “sincrona”, non lo è più nemmeno la chat o gli sms (almeno dal momento in cui si iniziò ad avere spazio a sufficienza per conservarli!). Credo che oggi la convergenza sia verso il “calendario e cose da fare”, perchè a mio modesto parere anche rispondere a un emal *è* una cosa da fare. IxGmail ha grandi potenzialità e come detto più volte da altre parti, lo ritengo più un companion che non un client di posta puro, che la sua integrazione culmini con il nuovo calendario di Google (prossimamente su Android/Iphone) e Google Now in visione (quasi una battuta!) dell’avvento in Italia dei Google Glass (+World Lens e +Goggles – dagli un occhiata). Salutoni.

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    1. Si, ho visto anch’io che stanno deployando il nuovo calendar sempre nell’ottica ‘To-do’. Sarà giusto così, non lo so, forse torneremo a scriverci mail lunghe sostitutive delle lettere cartacee, come si faceva una volta :)

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