Una parte di me

Mi manchi, lo sai?

Mi manchi tanto. Mi manca la tua compagnia, la sicurezza che mi infondi e il tuo modo discreto di essermi sempre utile, fedele e d’aiuto, nei momenti belli e in quelli brutti.

Ti hanno portato via con la forza, con la furbizia, con l’inganno e il distacco è stato traumatico. Sappi solo che ti penso sempre, in ogni momento.

I detrattori potrebbero affermare che il mondo è pieno di grandi problemi e il nostro, in fondo, è solo un problema minore, piccolo piccolo, legato alle cose futili e senza valore intrinseco. Come potremmo dargli torto. Noi sappiamo però, che la nostra relazione aveva basi solide, solidissime. Quindi li ignoriamo perchè non possono capire, non possono capirci.

Mi aiutavi nel lavoro, nelle relazioni e soprattutto nei momenti liberi. Ieri sono tornato in palestra e quando ho realizzato che avrei corso e sudato da solo, ti ho pensato tanto. Mi davi allegria, suoni, colori e immagini, mi aiutavi a rimanere in contatto con gli amici e con i famigliari. Eravamo un tutt’uno.

Quanti viaggi abbiamo fatto assieme e quanti ricordi abbiamo condiviso. Quante volte non avevi la carica giusta e io ti ho risollevato. Quante volte mi son distratto dagli impegni, dagli appuntamenti, dalle attività importanti e tu eri li a darmi la sveglia a incitarmi per correre e andare avanti.

Io ti ho tenuto sempre aggiornato su tutto e non ti ho mai nascosto che un giorno avrei optato per qualcosa di più grande, ma non ora, non così, non in modo così traumatico.

Avrei preferito un distacco consensuale e comunque ti avrei tenuto nella famiglia allargata, per non perderti di vista.

Vili, dannati voi che ci avete separato! Non c’è perdono, non può esserci pietà.

Di te vorrei conservare lo spirito perchè il tuo corpo ormai non mi appartiene più.

Ovunque tu sia, ciao amico mio!. Delle poche immagini che ho di te mi piace ricordare quella che ti ritrae riflesso negli occhiali di mio figlio. Ciao amico fedele.

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8 Comments

  1. Arthur Miller nella Morte di un commesso viaggiatore:

    “The apple cannot be stuck back on the Tree of Knowledge; once we begin to see, we are doomed and challenged to seek the strength to see more, not less.”

    Molte somiglianze ma qui è “Morte di un riflesso viaggiatore”, là apple qui Apple, là Tree of Knowledge qui WebEConoscenza ma consolati vedrai more, not less!

    Un salutone, bellissima foto e simpatica metafora, Gianluigi, ciao!

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