Riforma non è cosmetica

Un grandissimo Gianni, con il quale mi trovo spesso in armonia ed affinità elettiva (fede calcistica esclusa), oggi richiama all’ordine sul concetto di RIFORMA:

‘….. riforma significa assegnazione di una nuova forma, una presa d’atto che modifica in modo importante un soggetto assegnandoli una forma nuova, una nuova immagine, anche molto differente dalla precedente

da non confondersi con mere operazioni di facciata, ovvero …

operazioni di restyling, in cui il cambiamento, la trasformazione, è risultato minimo, a volte invisibile, rispetto la dimensione totale dell’oggetto.

Detto questo, avevo pensato di scrivere un post articolato sul perchè NON SCRIVERO’ una sola parola sulla riforma della PA voluta dal duo Renzi/Madia e non invierò nessuna mail di proposta a rivoluzione@governo.it

Cari Ministri, lasciateci in pace, fate politica, assegnatevi sedie e prebende, continuate a fare cosmetica, assegnate e riassegnate incarichi inutili a fantomatici consulenti/rivoluzionari.

Ma lasciate a noi riformare la PA giorno dopo giorno, subendo tutto quello che stiamo subendo e rischiando in prima persona per ogni lotta, rifiuto o cambiamento non concordato con i vertici.

Voi dedicatevi pure alla cosmetica che al resto ci pensiamo noi disubbidienti. As usual.

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