Agenda digitale

agenda_digitale_328

Molti osservatori, proprio oggi, fanno presente che il Decreto Legge 179/2012 ‘Ulteriori misure urgenti per la crescita del Paese‘  conosciuto anche come ‘ Decreto Crescita 2.0’ o ‘Agenda Digitale’, a un anno dalla sua entrata in vigore si dimostri l’ennesima incompiuta all’italiana.

C’è del vero, sia chiaro. Noi italiani siamo maestri di complessità e dopo aver legiferato troviamo mille modi per dilatare i tempi, rimandando a successivi decreti attuativi, linee guida, regolamenti, gruppi di studio e di coordinamento o cabine di regia.

Però va anche detto che ciò che a stento la legge cerca di normare, tutti i giorni si incammina autonomamente verso quella innovazione che è difficile fermare perchè fa parte della logica delle cose. E’ l’innovazione tecnologica o di prodotto che, sempre più spesso, incide fortemente nei cambiamenti e negli stili di vita.

E’ vero, siamo un paese poco connesso, poco alfabetizzato e anche un po’ pigro, ma stiamo cambiando perchè i nostri figli son già cambiati.

La politica delle decisioni è ancora lenta e poco smart ma le persone che dovrebbero accelerare il processo mi sembrano di grande spessore. Ho avuto il piacere di conoscere Agostino Ragosa direttore Agid e di incontrarlo in diverse occasioni e mi sembra molto competente, serio e tenace. Non ho mai conosciuto Francesco Caio (Commissario del Governo per l’attuazione dell’Agenda digitale, ) ma ne ho sentito tessere le lodi da molti amici insospettabili (segue video che ho ascoltato con grande interesse).

Possiamo affermare che le redini sono state affidate a persone competenti e dunque non è un problema di persone ma di tempi.

I tempi, però, si evincono, anche in considerazione di due fattori, fondamentalmenti:

– groviglio burocratico

– scarsità di risorse

Sul primo punto è difficile intervenire perchè i bizantinismi tipici di una legislazione tutta tesa alla prosopopea e poco attenta all’azione atuattiva sono ormai  incancreniti. Le liturgie che seguono i decreti legislativi, per elabarorare linee guida, decreti attuativi e altre spinte che dovrebbero essere propulsive, poi, non ve li descrivo nemmeno.

Sul secondo invece c’è poco da aggiungere a quello che è sotto gli occhi di tutti, ovvero scarsità di risorse nazionali e incapacità di sfruttare appieno quelle europee. Su questa tematica, inoltre, c’è attualmente una partita aperta sulla priorità di destinazione delle risorse europee fra PON e POR, ovvero fra piani operativi nazionali e regionali (una bella lezioncina sui Fondi Strutturali è stata elaborata dal Formez)

Tornando alla spinta propulsiva e all’ottimismo, sono reduce da due manifestazioni fra le più importanti a livello nazionale (Premio eGov e Smart City Exibition) dove ho visto entusiasmo, passione ed energia. E tutto ciò per merito dei territori che stanno portando avanti agende digitali basate su progetti dal fortissimo impatto innovativo, molti di questi si configurano come veri e propri switch-off che lo Stato Centrale non potrà mai coordinare o pre-ordinare.

Sono soprattutto progetti che cambiano la testa e l’approccio e usano quallo che già c’è, ovvero la tecnologia disponibile per vivere meglio.

Dunque non sono pessimista, anzi sono molto ottimista. Nei prossimi mesi descriverò meglio alcuni progetti che mi stanno intrigando, compresi alcuni che mi vedono direttamente impegnato perchè, come molti amici hanno avuto modo di osservare, mi sto concentrando molto di più sul fare e soprattutto mi sto relazionando con chi davvero si tira su le maniche tutti i giorni.

Lascia un commento

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione / Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione / Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione / Modifica )

Google+ photo

Stai commentando usando il tuo account Google+. Chiudi sessione / Modifica )

Connessione a %s...