Feed reader, nulla sarà più come prima

img credits http://googlesystem.blogspot.it/

Pronti con i pop corn? Come promesso ieri su Twitter, post lunghissimo sul futuro dei lettori di feed.

Il 2 Luglio è più vicino di quanto sembri, dunque la settimana entrante sarà quella fondamentale per scegliere il sostituto di Google Reader, sovrano regnante e incontrastato leader dei lettori di feed RSS che, proprio quel giorno, lascerà il trono senza indicare successori.

Quali sono le funzioni che hanno reso insostituibile il re dei re dei lettori di Big G?

A) Gestione cloud e indipendenza dai client.
Questo è ciò che ormai viene riconosciuto come valore assoluto per poter gestire le proprie sottoscrizioni senza dover riempire la cache di un software, di un client di posta o peggio ancora di una cartella del proprio disco fisso.

B) Single Sign On
Chi non ha un account Google? Quanto è semplice accedere a Google Reader senza dover digitare login e password?

C) Organizzazione in cartelle
La vera forza di Google Reader è la tassonomia personalizzabile. Ognuno di noi negli anni ha taggato le proprie fonti per organizzare al meglio il proprio lavoro e questo ha creato una gestione molto comoda delle proprie sottoscrizioni a cui è difficile rinunciare

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D) Condivisione sociale
Molte funzioni già embedded e selezionabili, nonchè un linguaggio di scripting per aggiungere ulteriori condivisioni personalizzate

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E) Funzioni di publishing
Con possibilità di visualizzare pagine web o i widget o ancora blogroll personalizzati.

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F) Moltissime modalità di visualizzazione
Compatta, estesa, media, ecc.

G) Supporto di API per sviluppatori
Anche se mai sistematizzate, collezionate ed esposte per bene, le API di Google hanno permesso a migliaia di sviluppatori di creare applicazioni basate su Google Reader. (Vedi unofficial site: http://undoc.in/)

H) Notevole velocità
Il rendering sul browser (specialmente Chrome) è davvero performante al punto che, personalmente, leggo sempre i feed in visualizzazione estesa, immagini comprese.

I) Integrazione con Feedburner
e grande capacità di accettare tutti i vari protocolli con i quali vengono esposti i feed

L) Funzionalità statistiche

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M) Scorciatoie da tastiera per la lettura veloce.

e mille altre funzionalità che sarebbe paradossale elencare tutte ora che il servizio chiude ma che, nel tempo, ci hanno fatto amare questo servizio nei tempi in cui i tablet e i palmari non la facevano da padrone.

Perchè aggiungo questa considerazione? Perchè la variabile fondamentale per la decisione da intraprendere viene influenzata molto dalla predisposizione e dall’attenzione che dedichiamo alla ‘mobilità’ quando decidiamo di leggere, di diffondere o, meglio ancora, di curare i contenuti.

Dunque, in attesa del 2 Luglio abbiamo due alternative:

  • La prima è abbandonare il metodo pregresso basato sull’uso del browser desktop e accettare nuovi paradigmi e nuovi servizi (tornerò su questo argomento ma vi invito a leggere quello che scrivevo a Settembre dello scorso anno quando ancora non era stata annunciata la chiusura di Google Reader)
  • La seconda è cercare un clone di Google Reader per ritrovare tutte queste funzionalità, aggiungendo anche quelle mobili.

E partiamo dalla seconda. La guerra dei cloni che è appena cominciata, rilevando come molti di questi siano ‘browser centrici’ e pochi abbiano predisposto ANCHE una soluzione mobile come evoluzione del vecchio e morente Google Reader.

Ad oggi abbiamo una serie di competitor minori e alcuni Big che stanno scaldando i motori in attesa del 2 Luglio. Prenderò in esame solo quelli che permettono di importare le nostre precedenti iscrizioni su Google Reader, non potrebbe essere altrimenti. Non prendo nemmeno in considerazione il dover ricominciare tutto da capo riselezionando le fonti e censirò solo quelli che mantengono inalterate tutte, o quasi, le caratteristiche del vecchio Google Reader.

1) Inoreader https://inoreader.com/

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Un po’ lento nel refresh delle sottoscrizioni, spesso perde la sessione e si è costretti a reinserire le credenziali di accesso.
Ha un ottimo look and feel e permette di scegliere anche ‘themes’ diversi per una miglior personalizzazione. Dispone di un’ampia scelta di bottoni sociali per la condivisione e questo favorisce sicuramente chi fa attività di ‘link spraying‘.

2) The old reader http://theoldreader.com/

Old reader team

Localizzato in italiano, semplice ed intuitivo, integra la funzione ‘read it later’ con Pocket ma permette di condivider solo su Facebook. Per ovviare a ciò (come nel mio caso che indirizzo sempre il flusso di condivisione prima su Twitter) è necessario utilizzare un bookmarklet specifico. Resta comunque uno dei cloni migliori, dai quali non aspettarsi grandi evoluzioni perchè, come sottolineano i ragazzi che lo gestiscono: ‘As all of you probably know, The Old Reader is something that we do in our spare time, and obviously the amount of work we can do is heavily influenced by our day jobs, personal life, and air dates of our favorite TV shows. So while we usually are quite open about our plans, we prefer not to promise any release dates

3) Commafeed https://www.commafeed.com

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E’ quello che ad oggi preferisco. Fosse non altro per la sua interfaccia pulita e minimalista che mi ricorda il vecchio reader di Big G.
E’ un progetto open source ospitato su on GitHub. Espone in modo chiaro le API e la documentazione relativa e, se volete dare una mano per la traduzione, basta che vi tiriate su le maniche.

4) FeedBooster http://feeds.qsensei.com/

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Social login (anche OpenId), immediata importazione delle sottoscrizioni di Google Reader via ‘remote-login’ protetta SSL al proprio account di Google (attenzione se avete attivato la verifica in due passaggi su Google, dovete creare password specifica) o in alternativa con l’importazione del file OPML.

Molto veloce, visualizzazioni e filtri personalizzabili, social sharing e, soprattutto, la funzione molto comoda di ‘similar article search’.
Lo sto usando da un po’ ancora non mi convince del tutto ma è indubbiamente il migliore dal punto di vista dei filtri. Inoltre non ha nessuna pubblicità di disturbo che spesso intriga negli altri lettori con vista a ‘pannelli’.

Ammetto di averne provati anche altri, ma non mi dilungo nella lista dei cloni perchè vorrei approcciare anche altre analisi sul contesto prima di suggerire una scelta. Dunque, per i più curiosi, ci sono delle liste che girano in rete, una delle più curate sulle varie alternative a Google Reader è questa: http://t.co/omAAsMYhkB gestita in modalità crowd.

E ora veniamo a quelli che stanno scaldando i muscoli.

Digg ha promesso, già dal giorno dopo l’annuncio della chiusura di Google Reader, che avrebbe messo le sue truppe al lavoro. Per la precisione 5 dei suoi ingegneri che, con tanto di foto, ci stanno raccontando sul blog come va la vitaccia da quelle parti ma, ad oggi, non c’è nemmeno lo straccio di una beta.

Certo se si muove un colosso come Digg l’aspettativa è alta, anche se nelle ultime ore son stati bruciati dalla velocità di un altro big, ovvero AOL.

Il big dei big degli internet service and content provider, avrà pensato ai suoi 30 milioni di utenti orfani di un servizio ad alta fidelizzazione come Google Reader e dunque ha immediatamente lanciato la beta privata del suo reader: http://favorites.my.aol.com/ e domani la renderà disponibile al grande pubblico, comprese le API per gli sviluppatori.

Certo, i più attenti ricorderanno che ci provò anche 8 anni fa con esiti infausti, ma val la pena offrirgli un altra chance se questa addolcirà i nostri palati di consumatori di notizie in rete.

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Accertato ora che Facebook non si getterà nella mischia, l’altro grande competitor, cresciuto notevolmente approfittando degli spazi lasciati liberi proprio da Google Reader è Feedly che dopo aver vissuto sugli allori come estensione per i browser e applicazione mobile molto apprezzata, ha deciso di approfittare della chiusura di Google Reader per lanciare il suo servizio in cloud.

Qui siamo di fronte a un sistema ibrido e al tempo stesso complesso che, secondo me, non ha ancora raggiunto la maturità e rischia grosso proprio a ridosso dell’uscita annunciata dei due Big di cui sopra.

Ammetto che l’integrazione con le app mobile, la scelta di andare sul cloud e l’ibridazione fra il concetto di feed reader e digital magazine ha molte carte in regola per assicurarsi un ruolo nel mercato della content curation ma, ad oggi, mi sembra che ancora non si sia fissato uno schema maturo e originale tale da convogliare la maggior parte degli utenti verso questo mini ecosistema.

Mi lascia ancora perplesso la mancata sincronizzazione fra le letture cloud sul browser e quelle mobile. Non son mai riuscito ad ottenere la perfetta sincronizzazione e, in pratica, mi ritrovo a rileggere su mobile quello che ho già letto sul desktop.

Delle varie modalità di lettura sulla versione browser, sono obbligato ad utilizzare solo quella ‘full article’ per poter accedere ai bottoni sociali per la mia attività di spraying compulsivo :)

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Feedly resta comunque un servizio importante che sta occupando spazi interessanti in questo scenario ed è sicuramente un precursore nell’ibridazione fra i mondi desktop e mobile.

Dunque affrontiamo la seconda parte dell’analisi, quella che si svincola quasi totalmente dal browser e prende in considerazione un dato assoluto: oggi leggiamo molto di più in mobilità, curiamo le notizie in mobilità e spesso editiamo pure, sempre in condizioni di estrema mobilità.

Come dicevo, ne scrissi abbondantemente a Settembre dello scorso anno, per cui invito a rileggere quel post  integralmente per convenire o criticare (a seconda delle opinioni) sulle nuove modalità che, negli ultimi mesi, mi hanno spinto ad abbandonare sempre di più la curation via desktop e dunque via browser.

In questo panorama è indubbia la presenza ingombrante ma di enorme spessore di Flipboard che nella sua evoluzione ci ha consentito di diventare tutti ‘editor da divano’. Mi spiego meglio. Flipboard è nato come aggregatore visual e social per dispositivi mobili. Ha vissuto di gloria grazie alle inserzioni native che i provider di news precaricavano nel suo directory ma non ha mai nascosto di sfidare apertamente Google Reader usando le sue API e favorendo la cross authentication alle sottoscrizioni del lettore di reader.

All’inizio anch’io non ho dato peso a questa funzione perchè preferivo sfruttare nativamente le funzionalità e, soprattutto, le metodologie implicite di Flipboard che mi permettevano di agire secondo la logica ‘SOCIAL FIRST’. Ovvero, seguivo le fonti e le condivisioni dei miei social friend, dando grande spazio a ciò che proveniva da Twitter, Linkedin, ecc.

Poi mi son concentrato sulla nuova funzionalità riviste che considero una delle più entusiasmanti evoluzioni della Content Curation di sempre e ho fatto anch’io l’editore dal divano, attività che mi piace un sacco e che cercherò di espandere in futuro.

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Ma in questi giorni ho ripreso in considerazione l’offerta di Flipboard a migrare dentro il suo ecosistema le mie sottoscrizioni di Google Reeder.

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Dunque, ho reinserito le mie credenziali di Google Reader sugli account collegati a Flipboard e ho reimportato tutto li dentro.

Cosa farò ora? Non lo so, per un po’ manterrò la vecchia sottoscrizione nativa di Google Reader come un ‘pannello’ di Flipboard, poi è altamente probabile che sposterò le letture su riviste dedicate o semplicemente sui pannelli dei miei ‘social friends’, lasciandomi guidare dal solo flusso che ha ormai senso in questi ambiti: Io leggo quello che tu consigli, lo aggrego e lo condivido su altri canali o su riviste dedicate. That’s all!

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Se non vi piace Flipboard le stesse funzionalità è possibile attivarle, prima del 30 Giugno, anche su Pulse o Zite, due aggregatori mobili che ho citato nel più volte menzionato post  di Settembre scorso.

Alla fine di tutta questa disquisizione, nel caso vogliate tenervi ancora qualche giorno a disposizione per riflettere,  non dimenticate di salvare i vostri dati di Google Reader al sicuro. La procedura è molto semplice:  https://support.google.com/reader/answer/3028851

Prima di salutarvi, vi chiedo di non esitare a mandarmi altri link di lettori rss che non ho menzionato Se li scovate e si li ritenete utili, basta aggiungerli ai commenti.

Buona content curation a tutti e, come hanno ben enfatizzato sul blog di GOS, ricordatevi che ora ….. ‘ the playground is now open‘ …… potete giocarci tutti!

p.s. mentre chiudevo il post ho provato anche http://app.swayy.co/ una nuova applicazione desktop che misura la popolarità dei contenuti aggregati dalle fonti sociali. Enjoy.

9 Comments

  1. Articolo ricco di spunti e riflessioni, complimenti.
    Da parecchio ormai ho abbandonato Google Reader come lettore, che però è rimasto il mio repository di feed. Come credo per molti infatti, la mia fruizione di contenuti è al 90% mobile, uso da molto e con soddisfazione Feedly, ma di Flipboard mi piace parecchio la possibilità di curare magazine, anche con altri utenti.
    Insomma, Google Reader rimarrà nel mio cuore, ma francamente non ne sentirò la mancanza.
    Volevo poi segnalare l’interessante Rockmelt (http://goo.gl/ARQCl), un aggregatore di contenuti tematici, con possibilità di importare feed da Reader – anche se va tutto a finire nel tritacarne dello stream – con spiccata propensione alla condivisione sociale, con tanto di possibilità di taggare gli item con roba tipo WTF, LOL, AWW che francamente mi lasciano perplesso. Ma l’app è davvero molto ben fatta, e vale la pena farci un giro.

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