La prima volta

Un po’ stanco di affrontare questi temi (già trattati da molti blogger in queste ultime ore) mi trovo costretto a buttare giù un paio di considerazioni dopo un assalto di irritazione conseguente alle parole del vecchio e stanco Bersani. Il vecchio giaguaro sconfitto ci fa sapere che aveva chiesto ai suoi parlamentari di spegnere cellulari, palmari e tablet perchè …. ‘la politica non si fa via Twitter‘!

E allora, con un po’ di boria, facciamo la lezioncina a questo vecchio signore e a molti suoi colleghi:

Il governo partecipato (GOVERNO 2.0 o Open Government) si basa sul dialogo e sul confronto continuo. Non esiste più il concetto di delega totale e incondizionata. Governo 2.0 significa partecipazione e co-progettazione. Ascolto, sondaggio e monitoraggio continuo. Misura e controllo dell’output su ogni decisione legislativa. Raccolta di feedback, emendamenti e correzioni in corsa. ‘Leggi’ come ‘documenti aperti’ che si migliorano nel tempo grazie all’azione di controllo esercitata dagli elettori stessi.

Ogni parlamentare dovrebbe rimanere in contatto con i suoi elettori (e non solo) prima e dopo l’elezione. Oggi per colpa di una legge elettorale ‘porcata’ conosciamo solo il nome e il volto di colui che è stato assegnato alla nostra scheda elettorale. Alcuni paesi propongono policy specifiche in questo senso anche con i social network. Personalmente, nell’attuale legislatura, sono in contatto con 4 parlamentari che hanno scelto di mantenere un rapporto digitale reciproco con me, e ovviamente non solo con me, via Twitter e Facebook. Con loro riesco a dialogare anche in queste ore calde, caldissime. Caro Bersani, essi sono perfettamente in grado di farlo, credimi, lascia pure il cellulare acceso anche tu.

Il mezzo è asettico, non ha capacità proprie di influenza. Dunque se oggi è Twitter, domani sarà qualcos’altro ma la differenza la fa il contenuto delle conversazioni fra delegante e delegato. Content is king, media is only media. That’s all!

Dunque è stata la prima volta, e fa male! Ma una certa influenza va riconosciuta al potere della conversazione e al potere della sentiment analysis a cui nessun parlamentare 2.0 vuol sottrarsi.

Certo, non sempre il contenuto sarà di valore, mi riferisco in particolare alla dinamica degli insulti (vedi bacheca Facebook della Finocchiaro) ma ciò accade anche nei salotti televisivi dove l’insulto è portatore di audience. Come mai caro Bersani non ti è mai venuto in mente di chiedere ai tuoi parlamentari di partecipare meno ai salotti televisivi e di scendere più spesso fra la gente….anche via Twitter?

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