Bisogna pretendere la negoziazione

guardian

Leggo le interessanti riflessioni di Luca sulla decisione del Guardian di interrompere la ‘collaborazione’ con Facebook per la sua app sociale.

Premetto che sono molto interessato al tema del social reading e alla sua evoluzione. Sono inoltre molto intrigato dal grafo sociale di Facebook e dagli esperimenti in atto (vedi Repubblica on line, su tutti) e, ovviamente, dentro a Pionero ne stiamo discutendo con l’editore.

Il tema è complesso e credo che anche il risvolto radicale (ogni editore e ogni testata può dedicarsi allo sviluppo di un app sociale) non risolva il problema …….. fra l’altro, il recente flop di Murdoch con il Daily non aiuta i coraggiosi.

Parto come sempre da una considerazione che, forse, aveva spinto quelli del Guardian verso la scelta: ‘go where clients are!‘ …..e gli utenti stanno già nei social network.

Il problema è la scarsa propensione a negoziare che, badate bene, è tipica di tutto ciò che viene erogato nel cloud. Facebook mette a disposizione le sue API per lo sviluppo e il grafo sociale come infrastruttura per le relazioni IN/OUT che poi lo stesso Facebook gestirà con le sue regole. Prendere o lasciare!
Perchè dico che è tipica di chi è nato nel cloud, perchè è proprio così. Provate a guardare i Termini di Servizio di tutti i servizi cloud, non ammettono nessuna negoziazione e quando cambiano alcuni articoli dei loro TOS, ti chiedono semplicemente di aderire o di dileguarti.

Questo protegge il loro business, perchè ogni negoziazione avrebbe un costo, insopportabile.

Le cose, però, stan cambiando e molti provider di servizi cloud hanno capito che rischiano di perdere i fornitori di contenuti.
La favola che i social media e i social network possono sopravvivere SOLO con gli user generated content, è finita. Ergo le parti, prima o poi, si siederanno a un tavolo, dinamica che nel cloud rappresenta un vero paradosso.

Che ne pensate?

8 Comments

    1. Non lo avevo letto, moooooolto interesante. Devo dire che mi manca Geocities :)
      L’idea di un luogo comune dove non disperdi la tua autonomia, non era male.
      Un orticello dove coltivare il tuo modello con un occhio e un attenzione su quello degli altri, dove il web era infrastruttura e non regole rigide.
      Grazie per la dritta.

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  1. Io penso che il coltello dalla parte del manico ce l’abbia facebook.
    Senza content provider “prestigiosi”/di qualità, facebook non perde utenti in modo significativo. Senza facebook chi produce contenuti invece perde un sacco di visibilità (quella data dagli utenti che non si attivano a cercare i contenuti fuori da fb, ma che ci si imbattono casualmente all’interno).
    Se facebook fosse puramente un network che gira attorno per esempio ad articoli di giornale, come quelli del guardian, allora le testate avrebbero potere di negoziazione. Ma facebook è un universo più ampio, per cui se per esempio sparissero i giornali, ok, ci sono tanti utenti che condividono articoli ogni giorno, e che sarebbero scocciati, ma la buona parte non se ne andrebbe, e rimarrebbe lì a comunicare con gli amici, a caricare e commentare foto, a condividere immagini idiote per il proprio divertimento, a giocare coi giochini, e così via.

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    1. In questo gioco non bisogna dimenticare gli altri attori (Flipboard, Zite, Pocket e molti altri) che stanno sgomitando per aggregare e poi condividere contenuti nei vari SN. Secondo me il panorama è ancora troppo affollato e giovane, per capire cosa succederà.
      Inoltre bisognerà capire l’andamento, in termini di interesse e di circolazione, dei contenuti dal basso. Ovvero, quanto e quando le notizie degli utenti saranno più importanti di quelle dei provider specializzati?
      Possiamo solo osservare, provare e percepire piccoli mutamenti. Il bello deve ancora venire……. e ci fermiamo qui, perchè se mettiamo dentro anche la tv, o la social-tv, non è più finita.

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      1. Sì, è vero che il panorama è molto giovane, il mio infatti è chiaramente una riflessione sul breve termine, una constatazione della situazione attuale. Però è anche vero che facebook è molto solido e non si farà scalzare facilmente, per cui… boh… staremo a vedere

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