Fuga dal cloud storage?

Il campo del cloud storage (per lo meno quello consumer) è ormai affollatissimo e le nuove proposte fioccano a colpi di offertissime: spazio sempre maggiore sulla nuvola, app per apparati mobili che sincronizzano, condividono, riproducono, ecc.

I grandi player sono tutti sul campo da Apple con iCloud, a Google con Gdrive, Microsoft con SkyDrive e Amazon con il suo Cloud Drive.

La parte del leone, però, la fanno aziende specializzate come Dropbox, SugarSync e Box, tralasciando un centinaio di aziende minori che stanno sgomitando, alcune delle quali riusciranno a sopravvivere grazie ad accordi con i produttori di servizi e di apparati di storage esterni (Lacie, Seagate, Western Digital, ecc.).

Qui infatti sta un po’ il paradosso visibile nei comportamenti della gran massa degli utenti. Sembra non esserci cloud storage senza una ulteriore sicurezza (visibile, tangibile e di prossimità) rappresentata da NAS, DAS e varie tecnologie di storage personale da gestire a casa o in ufficio (Tonido e Pogoplug fra tutti).

Ancora non è chiaro se sia il cloud storage un add-on per lo storage esterno o lo storage esterno un add-on per il cloud storage.

Ma andiamo con ordine. Cosa succede quando salviamo un file su un disco esterno? Semplicemente ne facciamo una copia. E cosa succede quando sincronizziamo i nostri files, per esempio, su Dropbox? Semplicemente ne facciamo più copie sui vari apparati e concediamo ai signori di Dropbox di tenere una copia nel loro Datacenter (di solito pezzi di Data Center che Dropbox affitta da fornitori di infrastruttura cloud).

Quindi tante, tantissime copie dello stesso file che, alla bisogna sincronizziamo con dei servizi di back-up personali oppure on line.

Tempo fa, sempre per restare nel campo  del mondo consumer, Microsoft proponeva un servizio che si chiamava Live Sync diventato poi Live Mesh e, recentemente scomparso per scelta aziendale di spostare tutte le energie su Skydrive).

Di quel progetto (e di  altri analoghi) rimaneva l’idea di fondo di non copiare files sulla nuvola e dunque di non concedere copie dei nostri documenti al fornitore di servizio, ma di sfruttare solo le capacità P2P a livello personale, attraverso un gestore che curava il servizio di puntamento, di condivisione e di streaming.

Oggi un bel progetto che parte da Mountain View (CA) e che ha già raccolto 1.28 Milioni di dollari di finanziamenti (c’è anche il colosso Cisco fra questi), sembra andare nella giusta direzione e raccoglie l’eredità lasciata da Microsoft.

quik

Si tratta di http://quik.io che, come ben esplicitato nelle Faq: ‘ … does not require you to upload files to a cloud storage services. This means that there is no wait whey streaming and downloading files with Quik.io, we give you instant access. Because we do not store your files, they are always under your direct control for complete privacy. Think of Quik.io as a smart, virtual thumb drive, for getting at PC/Mac files from an Ipad – no thumbs required

Unico svantaggio? I computer che espongono le cartelle da sincronizzare, o dove sono attaccati i dischi esterni, devono essere sempre on-line.

Ma per me questo non è un problema, in quanto il computer è come il frigorifero. Perchè dovrei spegnerlo?

2 Comments

  1. Interessantissimo, grazie della segnalazione. Anche per me il PC è come il frigorifero, enrtambi però, a furia di stare sempre accesi contribuiscono alla richeista di energia e al riscaldamento globale…. in questa stagione, le arance le tengo fuori dalla finestra, non in frigo… ;-)

    Mi piace

    Rispondi

Lascia un commento

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione / Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione / Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione / Modifica )

Google+ photo

Stai commentando usando il tuo account Google+. Chiudi sessione / Modifica )

Connessione a %s...