Artigiani digitali

L’altro giorno dissertavo su vantaggi e bisogni. Ovviamente le mie riflessioni riguardavano il digitale, i suoi paradigmi e le sue presunte economie.
Per chi si fosse perso quel post straripante di dubbi, consiglio di leggerlo e di farci una riflessione.

Ora vi racconto di Sergio, un carissimo amico da lunga data che ha un laboratorio di maschere a Venezia.
Ci conosciamo da 35 anni e condividiamo la passione per gli USA, la musica country, ecc. Insomma veri amici ‘storici’ con radicate passioni analogiche :-)

La scorsa settimana, presso la sua bottega artigiana, ci raccontiamo un po’ delle nostre ultime avventure. Lui mi racconta delle sue mostre in California, della sua consolidata amicizia con Jackson Browne ed altri artisti.
E’ bello ascoltarlo, seguire le sue passioni e vederlo imbastire maschere che vende in tutto il mondo.

Poi tocca a me, gli racconto degli artigiani digitali, di Appsforitaly e della metafora delle botteghe artigiane associate ai nuovi sviluppatori del codice.

Mi sorride e mi dice che il suo sito web, nemmeno lo guarda. Sa che lo cura un amica americana. Lui non usa la posta elettronica e lascia il cellulare a casa anche nei giorni lavorativi.
Mi racconta che non ha profili sociali (Facebook, Twitter, sa a mala pensa cosa sono), che non usa l’eCommerce, e che nemmeno sa che tipo di vantaggi potrebbe avere dal digitale. Ma nemmeno li cerca.
Ecco volevo raccontarvi anche di questo. Per riflettere sulle certezze.

Nel video Sergio e suo fratello mentre costruiscono delle maschere

Nel frattempo, dopo aver salvato questo post in bozza, son passato per un panificio artigianale del mio quartiere, un bel panificio gestito da due signore, con il forno nel retrobottega. Vendono solo pane, e hanno degli scaffali in legno vecchissimi. Mi son presentato con 50 Euro e non ho nemmeno chiesto se avevano il bancomat. Nel darmi il resto, una delle signore mi ha chiesto di attendere e si è recata dall’altra parte della strada per farsi cambiare i 50 euro in moneta. Son uscito a guardare la scena della tizia con il cappello e il grembiule da fornaio che attraversava la strada con i 50 Euro in mano. Ho sorriso.
Quando è tornata, mi ha chiesto scusa per l’attesa, mi ha dato i soldi di resto e ha continuato a servire i suoi clienti.

Tornando indietro mi son fermato da un artigiano riparatore di mobili. Lui non ha nemmeno la cassa, mi fa i preventivi a voce, ma mi ha detto che è pieno di lavoro. E ci credo, chi compra mobili in periodo di crisi. Io stesso devo farmi riparare due sedie impagliate.

Sempre per riflettere, perchè continuo a non aver certezze sul digitale e, pur continuando a crederci, non posso pensare che saremo tutti destinati a fare gli artigiani digitali o a vendere merci con i sistemi di eCommerce……..ricordo ancora che tutti questi pensieri partono da qui.

Buon week end

8 Comments

  1. Scusa Gigi ma questo tuo ragionamento è esattamente come dire che non c’è la crisi perchè ci sono gli Yacht, i ristoranti pieni e le code in auto. E’ vero, ci sono attività che, PER ORA, possono permettersi di non cercare di migliorare perchè, PER ORA, la loro attività non ha bisogno di migliorare. Che a qualcuno, PER ORA, possa non servire la rete e le sue potenzialità è vero ma non significa che questo dimostri che sia inutile anche per gli altri.

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      1. che però non potrebbe campare aspettando di girare i colletti delle camicie di quelli del suo quartiere. E anche ce ne fosse uno che ha abbastanza colletti da girare da campare tranquillamente, perchè è il più bravo giratore di colletti del mondo, gli altri giratori di colletti dovranno in qualche modo cercare i clienti in altro modo. Il problema non è se serva o meno l’artigiano ma se serva o meno a loro la rete. Ad alcuni no, PER ORA, ma agli altri si, tantissimo.

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      2. Roberto, sto facendo delle analisi proprio in queste ore. Le certezze che abbiamo noi ‘élite’ non sono le stesse che hanno le aziende. E devo capire il perchè! Il digitale è un opportunità, ma non una panacea. Per crescere, se è giusto crescere, servono soprattutto infrastrutture fisiche: porti, areoporti, vie di comunicazione, distretti, ecc. My 2 cents

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      3. E’ vero che il digitale non è LA soluzione, altrimenti ci arriverebbero tutti velocemente. :) E’ uno strumento, non il solo, non l’unico ma di certo uno degli strumenti che possono aiutare, e molto, le aziende. Dire che non serve è esattamente come dire “serve assolutamente”, un estremismo. Se poi vogliamo parlare di priorità, di scala dei valori ecc. il discorso cambia ma entra in ballo il contesto, gli obiettivi e tanti altri fattori su cui ragionare. Come noi parliamo e proponiamo il digitale per risparmiare e migliorare, cosi l’artigiano che gira i colletti, va dai suoi clienti proponendo di girargli i colletti. Il fatto che ci siano clienti a cui non serve perché hanno abbastanza camicie da cambiare finché campano e altri a cui non serve perché usano solo magliette, non significa che il lavoro dell’artigiano non serva. Cosi come il nostro. :D

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      4. Son convinto che anche il nostro serva a persuadere. Il mio messaggio finale è: NON DIAMO PER SCONTATO che con il digitale il mondo migliori e l’economia farà passi da gigante. Son passati solo pochi decenni e non è facile fare previsioni. Guarda la fine che sat facendo il modello capitalista e potrai convenire.

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  2. Stra d’accordo con te Gianluigi.
    Il problema è che qui c’è sempre più un distaccamento tra mondo digitale e mondo reale.
    Pensiamo come se vivessimo nella Silicon Valley quando dietro casa c’è il negoziante che non ha nemmeno il bancomat e non sa cosa sia l’email.
    Io dico che si deve iniziare da 3 cose:
    1) Alfabetizzazione informatica di massa, possibilmente gratuita
    2) Investimenti in infrastrutture tecnologiche
    3) Riduzione del carico fiscale per le PMI e le startup

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