Teologia degli Open Data

Ringrazio Luca Corsato, con il quale sto condividendo alcuni progetti Open Data in Regione Veneto e in Comune di Venezia che mi ha aperto nuovi orizzonti culturali legati al tema.

In particolare un approccio teologico, non irrilevante:

Non li temete dunque; perche’ non c’e’ niente di nascosto che non debba
essere scoperto, ne’ di occulto che non debba essere conosciuto
(Matteo 10:26)

Chiedevo l’altro giorno a Tom Steinberg fondatore di MySociety qual’è la percezione di trasparenza dei britannici. La domanda era più o meno questa: ‘Per i figli della perfida Albione, la trasparenza è un plus, un valore aggiunto, o la normalità?
Volevo capire se i cittadini britannici erano normali cittadini o civic hackers! Perchè gli hacker non prendono nemmeno in considerazione il fatto che qualcosa possa essere nascosto, inaccessibile, impenetrabile, non visibile, non consultabile. E anche qui c’entra eccome l’etica e la visione cristiana.

Sembrano paradossi, lo so, eppure mi serve capire perchè pronunciamenti di questo spessore vanno in contrasto con i tanti misteri Vaticani e gli innumerevoli misteri che ancora avvolgono la nostra giovane repubblica.
Il nuovo sindaco di Parma, proprio stasera, ha dichiarato che la principale azione di governo della città sarà nella direzione della trasparenza e dunque l’anello si chiude perchè il pensiero teologico si fonde con la missione politica e diventa Open Data by default!

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