Spending review

Oggi su NOISEFROMAMERICA: http://noisefromamerika.org/articolo/due-commenti-sfogo-sul-settore-pubblico-aspettando-giarda c’è un lungo post che analizza il costo del pubblico impiego.

E’ da leggere attentamente, anche se non tutto è condivisibile. I dati, comunque, sono dati.

Un passaggio prova a far comprendere che le Regioni, ma non solo, sono ormai riempite all’inverosimile di consulenti, Co.co.pro., strutturati a fattura (che significa esterni messi provvisioriamente in pianta organica), ecc. Cito la frase: ‘ Occhio anche alle regioni: Formigoni non ha costruito il grattacielo per farci atletica indoor , bensì per riempirlo di persone, fra le quali molte amiche.’.

Lo so benissimo che la casalinga di Voghera non fa distinzioni e vede nel pubblico, giustamente, il suo insieme. Ma l’orgoglio e l’appartenenza mi porta a distinguere e a ribadire che questi signori NON SONO dipendenti pubblici.

I molti amici sono spesso dei trombati della politica e/o imprenditori???? falliti che si fanno collocare dal politico di turno, per poi approfittare di regolamenti….. A SANATORIA, e rimanerci dentro a vita!

Meditate gente, meditate, i fannulloni sono nella società, non in un dominio specifico della stessa.

 

6 Comments

  1. non sono del tutto d’accordo, si rischia in questi casi di fare di tutta un erba un fascio..mi spiego.
    Leggo con cura il post, ma bisogna distinguere con attenzione da PA a PA…le Regioni forse procedono in questo modo, ma altri Enti centrali o locali ricorrono a forme di collaborazione per gestire una flessibilità (buona) che deriva da progetti e iniziative che non riescono a coprire con personale interno qualificato…non è vero che i consulenti/collaboratori rivestono sempre alte posizioni, anzi, il più delle volte, sono sfruttati e pagati due lire in ruoli invisibili e che si smazzano non poco.
    a mio parere, tutto deriva dal blocco del turn over, da tempi lunghissimi per espletare i concorsi, da un’età media piuttosto alta dei dipendenti, dalla scarsa cooperazione orizzontale tra aree e uffici differenti per migliorare la produttività e da molto altro. Attenzione, non difendo le Regioni, anzi, gli amici degli amici vanno cacciati a pedate, ma nel marasma generale c’è gente (anche esterna) che si sbatte e che cerca di fare, non lustrare le scarpe al potente di turno. L’operazione da fare è chirurgica, non dobbiamo sparare nel mucchio. Eliminare le co.co.pro? Allora facciamo concorsi seri, trasparenti e veloci. e non dimentichiamo il famigerato spoil system, uscito dalla porta ma rientrato dalla finestra

    Qui bisogna decidere cosa gli vogliamo far fare alle PA. Progetti? allora, mettere gettoni e assumere rapidamente. se invece vogliamo che gestisca burocraticamente l’esistente, allora si, tagliamo tutti i collaboratori/consulenti e non facciamo concorsi, anzi asciughiamola progressivamente e valorizziamo i dipendenti che restano…. si tratta, insomma, prima di capire la mission che vogliamo dargli, poi decidere di conseguenza.
    Poi, fatemi dire, ma perchè la riforma del mercato del lavoro non si applica da subito anche al pubblico impiego? non sarebbe forse meno discriminatorio nei confronti di quelli che fanno scarpe, mobili e asciugamani che possono essere espulsi per incapacità gestionali dei manager delle aziende per cui lavorano? e qui entrano in gioco i vari Camusso, Bonannni Angeletti…con due pesi e due misure (bocca mia taci!).

    Insomma, la questione è molto articolata e va analizzata PA per PA…paghiamo il prezzo di decenni di un impostazione sbagliata di una PA “spugna” di clientelismo e malaffare.
    Come potete vedere, ho le idee un po’ confuse, ma d’altronde sono esterno alla PA; le problematiche che vedo, però, spesso sono sempre quelle. tutto parte da una politica invadente, clientelare e mafiosa, incapace di fare il suo mestiere ma attenta a dare posti in cambio di voti. E’ da qui che dobbiamo partire….i consulenti di troppo, sono una conseguenza, meno una causa…ne riparliamo con piacere

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    1. Purtroppo Ugo, a parte casi di eccellenza e, anche fra i miei consulenti ce ne sono, la spugna è inzuppata all’inverosimile e son d’accordo con te che questi consulenti sono una ‘conseguenza’ ma ti assicuro che si adattano subito e rinunciano a tornare a competere come sarebbe giusto. Per quello che vedo io, poi ovvio che c’è quello che non vedo e che non so.

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  2. @gigicogo.
    Purtroppo i buracrati a cui fai riferimento tu, sono ormai una razza in via di estinzionementre proliferano quelli che fanno di tutto per compiacere l’amministratore di turno, malgrado da questo non siano stati a suo tempo scelti e spesso confondono legittimità e opportunità politica

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  3. Condivido tutto, e tante altre cose ci sarebbero da dire… Hai notato che gli “esterni” non occupano mai posizioni basse o intermedie, ma sempre di vertice! Chissà perchè? :(

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    1. Perchè chi viene dall’imprenditoria, anche se fa fallire 10 aziende, mette in crisi centinaia di famiglie, accede ai contributi statali ed europei sperperandoli, è sempre meglio di un burocrate pubblico che ha il solo torto di applicare le leggi che la politica sceglie, non certo lui.

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