Un tram che si chiama deleterio

Solo chi vive a Mestre può capire, sigh! Abbiamo finalmente il tram…… “in esercizio“.

n.b. post per mestrini e veneziani……..abbiano pazienza i miei lettori ma la passione per il Civic Hacking, non viene mai meno :-)

Dopo 5 anni di disagi che sarebbe riduttivo elencare in un post (per quanto mi riguarda penso solo alle ore perse in coda durante i lavori e alla prima caduta in bicicletta lungo i binari), dopo un anno circa di rinvii, dopo decine di manifestazioni, indignazioni, lettere ai giornali, cause intentate da comitati e da individui, ieri è partito il tram di Mestre.
Ovvero è partita una tratta, anzi un segmento di tratta. Sul resto si vedrà. Il tram non arriva a Venezia, il tram non arriva alla stazione dei treni, il tram non arriva in ospedale, il tram non arriva all’areoporto. Complimenti. A chi serve questo tram?

Ma non è finita. Oltre alle mille follie che nemmeno un libro riuscirebbe a raccogliere, va detto che il tram non ha corsie preferenziali, per la maggior parte non è assistito da piste ciclabili parallele, sta in coda dietro alle auto, ergo è un elemento IN PIU’ nel traffico quotidiano. Uno dei punti critici è il semaforo fra Via Ca’ Rossa e Via Fradeletto, dove quei premi nobel del Comune di Venezia hanno ristretto la carreggiata, diminuito il numero di corsie per la svolta a dx e sx e hanno piazzato le fermate del tram a ridosso del semaforo.

Il web ha memoria, e grazie a Google Maps/Street Wiew, ho tirato fuori questa la bella immagine sottostante, che testimonia lo scempio di quella famigerata corsia: http://tinyurl.com/carossa

Dunque, la situazione, ORA, diventa questa illustrata dalle foto sottostanti, ovvero perchè il tram riesca ad attraversare l’incrocio con il verde fra via Ca’ Rossa e Via Fradeletto, ci vogliono una media di 15 minuti. Quando, invece, la careggiata doveva ancora essere ridotta, i binari del tram insediati e le fermate spostate, tutto scorreva liscio. Bel colpo no?

tram

tram

Ora ringraziamo per lo smog e per il tempo perso. Non era meglio un autobus elettrico o bassa emissione? Nella prima foto si vede il tram in coda alle auto, il semaforo è talmente distante che ancora non si scorge, Nella seconda ci sono le persone in attesa e il tram è invisibile sullo sfondo, anche lui in coda in mezzo allo smog.
Da notare che andando a piedi, ho fatto lo stesso percorso del tram e sono arrivato a destinazione (in piazza Barche) con 5 minuti di anticipo.

Queste situazioni si ripetono in altri luoghi della nostra città e il saccheggio dei marciapiedi, le soste selvagge per la riduzione di punti di carico/scarico, gli incidenti dovuti alle biciclette incastrate sui binari, ecc. stanno delineando uno scenario assurdo, davvero fuori da ogni logica.

Per quanto mi riguarda, sono contrarissimo a queste perversioni talebano/ecologiste che si basano su pure suggestioni. Il tram ha inquinato il nostro arredo urbano con chilometri di fili e centinaia di pali. Ha diminuito la sicurezza e ha aumentato lo smog causato dalle code, ha ridotto la sicurezza dei ciclisti, ha aumentato i tempi di percorso e dunque lo stress delle persone. Inoltre ha aumentato la conflittualità dei comitati e delle associazioni di categoria. Qui prodest? Ci vorrebbe una bella indagine della magistratura, non basta certo l’indignazione.

Comune di Venezia #fail

Cacciari #fail

Giunta di centro sinistra?????? #fail

 

 

13 Comments

  1. Per tirarsi un po' su il morale, copio e incollo poche righe tratte da uno degli articoli del Gazzettino di oggi. Forse, almeno per questo, ne è valsa la pena.

    ..Giro di boa in via Sernaglia. C’è chi prova a restare a bordo malgrado il capolinea. L’autista con il microfono invita tutti a scendere. Si riparte per tornare a Favaro. E subito ecco una delle cose belle del tram. Un papà con i suoi tre figli, una di loro in sedia a rotelle. Se fosse stato un bus non sarebbe stato così facile salire a bordo. Grazie al tram invece, basta un gesto ed ecco fatto, tutti in carrozza. Alla fermata dei Cappuccini un’altra carrozzella, questa volta il figlio spinge il padre anziano. Sorride una volta a bordo e dice al papà: «Dicevi sempre che non lo avresti visto correre e invece guarda, sei a bordo. Ho vinto io la scommessa»…

    Avrei voluto fare anch'io così con mia madre, ma ormai, allettata da molto tempo, è molto, molto difficile portarla fuori da casa…

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  2. Assolutamente d'accordo.

    Sarebbe anche da valutare la corretta progettazione delle piste ciclabili. Che senso hanno nell'asse Vespucci – Fradeletto – Cimitero? Servono solo per favorire i tumori dei ciclisti?

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  3. Solo una considerazione, che esula dal tema tram. Una parziale soluzione dei problemi del traffico ci sarà solo quando, più per convinzione (utopia?) che per costrizione, tutti coloro che non devono recarsi in un luogo che altrimenti non potresti raggiungere non decideranno di percorrere altre strade che corrano esternamente. Per fare un esempio, che solo i residenti capiranno: chi da San Giuliano dovesse andare in zona Auchan, non deve percorrere Vespucci-Fradeletto-Verrazzano ecc., ma via Martiri della Libertà. Personalmente mi reco abbastanza spesso da casa mia (via San Dona'- zona Coop) a Chirignago. Non farò mai il percorso per i Quattro cantoni, via Circonvallazione, via Miranese. Prendo la tangenziale a "Terraglio" ed esco a "Miranese": forse due chilometri in più, ma perché devo gasare quelli che abitano in via Circonvallazione?

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    1. Quotissimo!!
      Abito nella stessa zona e anch'io faccio così… e avrai notato che il semaforo di via Pasqualigo (che già dura pochissimo) è sempre più congestionato.
      Almeno il passante ha smaltito un po' del traffico della tangenziale, altrimenti avrei dovuto usare un deltaplano.

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  4. Le bestemmie che ho tirato per i lavori del tram non si contano, pur venendo a Mestre una volta ogni tanto. Un progetto del tutto inutile che tutti sapevano essere perfettamente inutile, anzi dannoso. Tranne quelli che, con una fermezza mai vista nella storia recente di Mestre, l’hanno portato avanti nonostante tutto. Pazzesco.
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