Ho ritrovato il mio blog

Lennon

Erano giorni freddi anche in quel Dicembre del 1980. Avevo 22 anni, dunque ero un bambino in un corpo da uomo e la mia stanza rappresentava, ed esaltava ancora, le passioni della giovinezza.

A dire il vero mia madre aveva già chiesto, più volte, di levare i poster dal muro e, soprattutto, di eliminare tutte quelle foto dei Beatles attaccate con il nastro adesivo sui mobili. Io resistevo, perchè la mia collezione di album e bootleg del quartetto di Liverpool non avrebbe mai accettatto di vivere fuori da quel mausoleo. Era davvero un dicembre freddo e noioso, di quelli che si vedono solo a Venezia.

Anche a New York, un certo Mark Chapman che da anni era un fan dei Beatles e di Lennon in particolare, forse non riusciva a staccarsi dalle sue passioni. Per Chapman la passione era, però, una vera ossessione, arrivando al punto di sposare una donna americana di origine giapponese che gli ricordava Yoko Ono. Col tempo si convinse che Lennon aveva tradito gli ideali della sua generazione e si sentì investito della missione di punirlo.

Fu forse per noia o più semplicemente per stupidità, che l’8 Dicembre 1980, Chapman sparò 5 colpi a John Lennon e lo uccise. Al momento dell’omicidio, aveva con sé una copia de Il giovane Holden. Dopo aver sparato, rimase impassibile sulla scena del crimine, tirò fuori la sua copia del libro e si mise a leggere fino all’arrivo della polizia. Il custode del Dakota Building, Mr. Perdomo, gridò a Chapman: «Lo sai che cosa hai fatto?», al ché Chapman rispose freddo: «Si, ho appena sparato a John Lennon».

Con quegli spari, credo, uccise anche il bambino che stava imprigionato nel mio corpo. Di colpo mi crollò addosso il mondo, e uno dei miei eroi mi lasciò per sempre. Uno degli eroi del nostro tempo, lasciava l’umanità attonita. Era stato ucciso un buono, era stato ucciso un poeta, era stata uccisa la speranza.

Ricordo che ritagliai un articolo dal Corriere della Sera, scritto da Gabriel Garcia Marquez, per conservarlo dentro una moleskina che rappresentava un po’ il mio diario, forse era un blog di carta, chissà! Oggi memore che mancano solo due giorni al trentennale di quell’episodio tragico, mi son messo a rovistare tutta la casa per trovarla. Non ci riuscivo, ero disperato, era come aver perso la memoria, la giovinezza, la nostalgia ……..

Poi, finalmente, rovistando fra migliaia di libri e quaderni l’ho vista/o ed è stato come ritrovare il mio blog.

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