Costruttivismo e voglia di rimettersi in gioco

Ieri ho partecipato al convegno Login/Logout a Treviso.
Il tema era l’eLearning e tutta una serie di prospettive. Io dovevo portare l’esperienza di cooperazione fra Regioni Italiane e poi il tema del riuso e altre belle cose come ……eLearning per gestire il change management, eLearning per l’eGovernment, ecc.

Ero pronto con le mie slides puntate su slideshare, quando mi son seduto ad ascoltare chi mi precedeva. Dalle parole che sentivo, mi è stato chiaro quasi subito che mi ero perso l’intervento di un qualcuno o qualcosa che forniva anche Learning Objects e un altro intervento sul tema della “produzione”. Il professore universitario che mi precedeva decantava gli LO, la multimedialità e bla, bla, bla.

Guardando poi la platea e le decine e decine di studenti/digital-natives, così su due piedi mi son detto: “ma dai facciamo uno show e diamo una scossa”.
Infatti ho parlato pochissimo di quello che volevo presentare e mi son messo a confrontare gli stili di vita di ieri e di oggi, ho parlato di crowdsourcing, di informal learning, si customerization, di social media, di web delle persone, di social network e relazioni e di tutto un rapporto che cambia se si impara ad ascoltarsi a vicenda. E alla fine ho lanciato l’ormai vecchio, ma sembre buon video “The machine is us“!

Ovviamente la scossa c’è stata e da li si è entrati subito nel vivo del dibattito perchè il mio speach è stato definito “pura provocazione”. Infatti lo era.
E quindi vai con gli altri relatori in difesa degli LO, della produzione, dell’autorialità e poi l’aderenza scientifica alle fonti e bla, bla, bla.

Peccato che alla fine, moltissimi professori mi abbiano circondato dicendomi: “noi vogliamo rimetterci in gioco e capire tutto quello di cui ci ha parlato e ci ha mostrato. E soprattutto vogliamo capire cosa usano e come lo usano i giovani“.

Infatti, i giovani studenti si aspettano che ogni giorno in classe sia un giorno diverso, quasi speciale. E invece, come diceva una bravissima professoressa a pranzo: “Se oggi fosse catapultato nel nostro mondo un uomo di 100 anni fa, non riconoscerebbe i trasporti, le fabbriche, le case, le città, ecc. Ma, entrando in un aula, capirebbe subito che quella è una scuola!”

A quel punto gli ho consigliato di chiamare il mio amico Gianni :-)

13 Comments

  1. Gigi nel mio caso non si tratta di essere Mosè (arrossisco, lusingata) ma di essere pratica. E sottoscrivo quanto ha scritto Gianni. Dipende da cosa si intende per apprendimento e da cosa intendiamo per usare le tecnologie.

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  2. Intervengo dopo qualche giorno dalla pubbliaczione di questo post e ringrazio Gigi per avermi citato indicandomi come una "risorsa", spero non solo perchè abito a pochi km da TV ….

    Per chi mi conosce, anche attraverso le mie tante persenze in rete, sa che sono contrario a ciò che si chiama e-learning (anche se il termine sta sempre piiù perdendo di un significato univoco) ed ai suoi figli prediletti, i LO.

    Le ragioni sono numerose. Nel 2003 pubblicavo su Sviluppo & Organizzazione il saggio "Oltre l'e-learning"

    http://www.scribd.com/doc/230894/Oltre-l-elearnin

    Nel mio blog http://www.giannimarconato.it ho più volte ragionato sul tema.

    Ne ho lungamente discusso, fino a quando c'è stata volglia di lavorqre in quel network di pratica in Orientamenti & Disorientamenti negli usi didatti delle tecnologie in http://orientamentiedisorientamenti.ning.com/

    Quindi, in breve, sono giunto alla conclusione che tutto è legato all'idea che si ha di apprendimento.

    Se si è convinti che si apprenda trasmettendo contenuti, allora i LO vanno benissimo; sono contenuti digitalizzati + o – multimedailizzati

    Se si è convinti che si apprenda attraverso attività cognitiva, allora si approcecranno le tecnnologie come cognitive tool

    Se si è convinti che l'apprendimento sia una pratica sociale,a lloar ci si riferirà come concettie come pratiche al costruttivismo (sociale).

    Se si è convinti che apprendere è apprendere senza tanta distinzione, allora tutto fa brodo, anche le LIM

    Un secondo ordine di conclusione cui sono giunto relativamnente alle dispute sul senso delle tecnologie didattiche riguarda il cosa ci si aspetta dalla scuola: crediamo che la scuola debba perarare alla vita? O crediamo che la scuola debba riempire le teste di tante informazioni (spesso confuse con "conoscenze") lascando allo studente il compito di dare a queste un senso?.

    Tra le due visioni passa uno spartiacque, coma passa uno spartiacque tra le diverse concezioni che si hanno delle tecnologie.

    Ma il discorso si farebbe lungo e meriterebbe una vera e propria "conversazione", magari con gli insegnanti di quella scuola. Valentina, se la organizzi vengo, come si dice, a gratis

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  3. La strada non è più solo quella dei LO, nè dell'e-learning = piattaforma (moodle, docebo ecc.). E' anche il web 2.0 non basta da solo. Ma gli strumenti e i canali son tutti diponibili per creare insieme agli studenti dei percorsi significativi, nei quali, oltre a confluire oggetti didattici di vario tipo (soprattutto multimediali e connessi), possa trovare spazio il dialogo educativo, la conversazione, la velocità, la creatività da mettere in gioco.

    Banalmente è così facile per uno studente, anche a mezzanotte, chiedere via chat di facebook al suo prof "Prof mi spieghi un attimo, se hai tempo, questa cosa che non ho capito stamattina in classe" e per il docente in questione "trasmettere" il concetto sempre via chat o via messaggio di Facebook…che tanti LO ben fatti, ben costruiti, ben distribuiti…o la funzionalissima moodle di istituto…ma sganciati da quella che è la relazione docente/discente, che ha solo bisogno del canale comunicativo giusto per essere efficace e raggiungre l'obiettivo.

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  4. è sicuramente il momento di coniugare i due paradigmi (anzi i tre: LO, e-learning, web 2.0) nella scuola soprattutto dove la situazione strana è che noi docenti che vogliamo innovare la didattica attraverso le nuove tecnologie ed il web abbiamo davanti un pubblico, i ragazzi di oggi, che le tecnologie le usa molto meglio, ma non ha la grammatica giusta per comprendere che possono anche essere da canale per l'apprendimento, per migliorare la loro intelligenza, per imparare a stare al mondo…

    Noi docenti siamo chiamati non tanto ad utilizzare le tecnologie per far vedere quanto siamo bravi e belli e al passo coi tempi, ma a dare valore all'esperienza didattica che non può prescindere dalle tecnologie e da internet.

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  5. Gentile Gianni, sono Valentina Meli, si ricorderà di me perché sono tra i docenti organizzatori del convegno.
    Ci siamo conosciuti a pranzo ma purtroppo temo che lei non trattenendosi anche al pomeriggio non abbia sentito il mio e gli altri interventi.

    La sua provocazione è stata senz'altro utile a smuovere il dibattito, anche se effettivamente non avendo lei sentito gli interventi prima non ha potuto valutare che invece si ribadiva porprio il contrario di quello che scrive: mi spiace questa interpretazione perché l'enorme sforzo che abbiamo fatto come docenti era quello di orgnanizzare un confronto aperto e ricco di spunti per uscire proprio da quella formazione autoreferenziale che riempie la testa dei ragazzi di buona e ottima cultura ma lascia poco spazio allo sviluppo di competenze trasversali di cui invece la società ha bisogno.
    Sarebbe quindi stato bello avere un contronto e non un mordi e fuggi…
    Tra l'altro il che lei ha presentato, ci piace particolarmente tant'è che lo avevamo già fatto vedere ad inizio anno.

    Spero possa esserci nuova occasione
    Valentina Meli

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  6. Assolutamente daccordo.
    Purtroppo anche a me è mancato l'approfondimento con il prima e il dopo e me ne dolgo.

    Ma son sicuro che sarà utile ritrovarci perchè non siamo molto distanti e la "chimica giusta", come potrà leggere anche dai commenti, penso sia quella di far conciliare i due paradigmi per dar valore ai LO con tutto quello nuovo e utile che sta emergendo, grazie al web sociale.

    Alla prossima

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  7. Gentile Gianni, sono Valentina Meli, si ricorderà di me perché sono tra i docenti organizzatori del convegno.
    Ci siamo conosciuti a pranzo ma purtroppo temo che lei non trattenendosi anche al pomeriggio non abbia sentito il mio e gli altri interventi.

    La sua provocazione è stata senz'altro utile a smuovere il dibattito, anche se effettivamente non avendo lei sentito gli interventi prima non ha potuto valutare che invece si ribadiva porprio il contrario di quello che scrive: mi spiace questa interpretazione perché l'enorme sforzo che abbiamo fatto come docenti era quello di orgnanizzare un confronto aperto e ricco di spunti per uscire proprio da quella formazione autoreferenziale che riempie la testa dei ragazzi di buona e ottima cultura ma lascia poco spazio allo sviluppo di competenze trasversali di cui invece la società ha bisogno.
    Sarebbe stato bello quindi avere un contronto e non un mordi e fuggi…
    Tra l'altro il video che lei ha presentato, ci piace particolarmente tant'è che lo avevamo già fatto vedere ad inizio anno.

    Spero possa esserci nuova occasione
    Valentina Meli

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  8. @CFDP, mi dispiace, ma se mi leggi con costanza i miei rss, hai sicuramente notato che nelle due ultime settimane avevo assunto le sembianze di una pallina da flipper. Piuttosto, devo assolutamente coinvolgere te, @Buoso e altri journalist su un grosso evento che stiamo progettando a Venezia per Ottobre. Voi uomini "ponte" fra old e new media sarete indispensabili :-)
    Ciao

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  9. A parte che in redazione non è arrivato neppure uno straccio di comunicato stampa sul convegno (capisco che noi siamo gli old superatissimi media, però…), cartellino giallo per essere venuto a Treviso e non esserti fatti vivo ;)

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  10. in questi giorni io al seminario Indire per la formazione di noi "esperti" che faremo da tutor all'uso delle LIM (lavagne interattive multimediali) che invaderanno le aule italiane da settembre, pare…bene in questi giorni ho visto tanti colleghi/e disposti a mettersi in gioco, ad usare la tecnologia non come "miracolosa" e non come la panacea di tutti i mali dell'insegnamento (oggi le LIM, ieri Moodle, l'altro ieri i Learning Objects, una settimana fa l'e-learning, prima ancora la formazione in rete e bla bla bla risaliamo al 2001, e sembra non sia cambiato nulla a volte eppure son passati anni, anni in cui le tecnologie sono non parte della nostra vita, ma estensioni senza cui la nostra vita non è completa)…
    Insomma ho visto tanti pieni di voglia di fare e imparare ad usare ciò che i ragazzi usano davvero per avere altri canali con cui, parlando la loro lingua, far breccia nella motivazione, nell'interesse, quindi nell'apprendimento.

    Ho visto anche altri ancora fissati sui learning object, chiusi, riproducibili, seriali…

    Hai fatot bene a provocare, gigi…ecco volevo scrivere questo, scusa la digressione

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    1. @catepol anche a me sembra che il mondo si sia fermato a 10 anni fa. O diamo una scossa e proviamo a far capire che il mondo “laffuori” sta cambiando, oppure la formazione individuale con tutte le sue declinazioni (PLE e dintorni) prenderà il sopravvento. Certo, non ci sarà certificazione delle competenze ma…..alla fine chi se ne frega.
      Se mi devono certificare su un LO, magari vecchio, non aggiornato, noioso, ecc. Ma che se la tengano.

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