La Saggezza Convenzionale

di Salvatore Valerio

Quest’oggi parliamo di saggezza convenzionale. A coniare l’espressione “saggezza convenzionale” fu il coltissimo economista statunitense di origine canadese John Kenneth Galbraith. Che è possibile conoscere in italiano a questo linke in inglese a questo ben più ricco link.

Quando questo economista creò questo termine, non lo intese certo come un complimento. “Si tende ad associare la verità alla convenienza”, scriveva, “ossia con quanto non disturba il proprio interesse, il proprio benessere o il proprio comodo. Viene inoltre tenuto in grande considerazione tutto ciò che contribuisce all’autostima. Comportamenti economici e sociali”, proseguiva Galbraith, “sono complessi e comprenderne la natura è mentalmente estenuante. Ecco perché restiamo abbarbicati alle idee che meno rimettono in discussione le nostre convinzioni.”

La saggezza convenzionale risulta semplice, conveniente, comoda, ma non necessariamente veritiera.

Sostenere che la saggezza convenzionale sia sempre fuorviante equivarrebbe a un’idiozia; ma sottolineare i casi in cui la saggezza convenzionale rischia di essere falsa può rappresentare un ottimo punto di partenza per poter giungere alla verità.

C’è da guradarsi bene quando qualcuno ci dice che siamo Saggi. In base alla saggezza convenzionale potrebbe essere un gran complimento ma…, potrebbe in realtà trattarsi di un insulto.

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