Da Facebook non c’è ritorno

Avendo tre figli, di cui una maggiorenne e una quasi, entrambe con account su Facebook, sto cercando di stimolare con loro una discussione costruttiva sugli strumenti del web, ben oltre la curiosità e puntando, se possibile, sull’uso consapevole. Credo che questo sia un preciso compito dei genitori.

Infatti, se gli stili di vita sono condizionati dagli strumenti del web, i genitori devono farsene carico. IMHO.

Ieri, parlando con loro, ho chiesto se mai avessero letto il disclaimer di Facebook, ma anche di Netlog o di altri cazzabubboli sociali. La risposta è ovviamente no!

Riprendo il tema trattato anche da Dario per convenire che la miglior cura è la prevenzione e per prevenire è necessario conoscere. Leggere con attenzione i termini d’uso di ogni servizio web e chiedere in giro quando si è insicuri o indecisi.

Ma tornando ai figli, sono molto preoccupato sulle priorità. Ieri cazzeggiavo con mia figlia sull’uso del cellulare e sulla capacità di quest’ultimo di essere usato come terminale web. La sua preoccupazione, ovviamente, era tutta rivolta al “credito residuo”!

L’attenzione al “credito residuo” è molto alta, mentre quella relativa alla pubblicazione di contenuti personali è bassissima. Anzi, assente! Forse l’assunto potrebbe riassumersi così: “L’adsl è già pagata in bolletta e quindi ci faccio di tutto senza farmi particolari problemi. Il cellulare è a traffico, quindi ci penso su due volte!

Ho provato poi a far notare che gli atteggiamenti ammiccanti che tutte (o quasi) le ragazzine tamarre postano su Badoo o Netlog (la bocca a culo di gallina per capirsi) possono indurre illustri sconosciuti a reazioni assolutamente non controllabili. Prima fra tutte il salvataggio della foto e la riproposizione su altri circuiti.

foto linkata da Google Images Search

Non credo sia un discorso da bacchettoni il mio, piuttosto è una constatazione reale, confutata dai fatti. Ma le avete viste le foto su Netlog e Badoo? Non ce ne una, dico una ragazzina che non si proponga con INCONSAPEVOLI?????? atteggiamenti ammiccanti!

Ora questa modalità sta invadendo anche Facebook e, come la maggior parte di noi sa, da Facebook non c’è ritorno. Ciò che hai postato, hai postato. E non è più tuo!

IMHO sarebbe molto interessante far capire a chi si approccia a questi strumenti, specialmente in questi tempi di marketta virale che, forse, sarebbe meglio far interoperare Facebook con altri sistemi. E’ molto meglio, infatti, postare le foto su Piacasa o su Flickr (o i video su Youtube o Vimeo) e settare questi contenuti con tutti i crismi di privacy, diritti di distribuzione, ecc. e poi, solo dopo, far accedere Facebook a quei contenuti attraverso un applicazione. Troppo dura da spiegare?

Sinceramente preferisco evitare tutto ciò che è torbido nei disclaimer ……..“You may remove your User Content from the Site at any time. If you choose to remove your User Content, the license granted above will automatically expire, however you acknowledge that the Company may retain archived copies of your User Content”.

O forse no?

3 Comments

  1. "Piacasa" sarebbe il nome ideale per un social network le cui linee guida fossero approvate dalla CEI (in risposta all'uso consapevole dei social network invocato dal Cardinale Sepe).Scherzi a parte, mi piace il tuo approccio, anche se penso che con figli maschi probabilmente l'approccio sarebbe diverso (o mi sbaglio?).Ciao/m.

    Mi piace

    Rispondi

Lascia un commento

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione / Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione / Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione / Modifica )

Google+ photo

Stai commentando usando il tuo account Google+. Chiudi sessione / Modifica )

Connessione a %s...