Senso di responsabilità

Ormai più che un appello sembra una supplica: “Date ascolto alla CAI e al premier, non c’è più tempo, vi state infilando in un vicolo cieco“.

E non si sottrae nessuno, a destra, al centro e a sinistra. Perchè?

Premesso che un analisi sulle colpe dello sfacelo avrebbe bisogno di più tempo. Premesso che i vari dati andrebbero analizzati, confrontati e studiati: ruolo dei sindacati, ruolo della politica, ruolo delle varie lobby (fornitori, categorie, enti/società areoportuali, ecc.) …ne deduco che il “vicolo cieco” è stato preparato ad hoc. Con tutto questo stress e questa fretta, ci dimenticheremo dei Cimoli, delle OO.SS. maramalde, dell’assunzione di scagnozzi di partito alla Magliana, di sub-appalti piuttosto “grigi” e di tante altre porcherie.

IMHO, penso che tutto sommato una soluzione straniera sarebbe logica, intelligente e auspicabile.

La prima considerazione da fare è la seguente: SIAMO IN EUROPA O FACCIAMO FINTA DI ESSERCI? Non mi sembra che altri paesi abbiano sofferto la perdita di asset strategici. Sta nelle regole dell’Europa. Non possiamo continuare ad occuparci di tutto e a fare profitto su tutto.

La Svizzera, il Belgio hanno rinunciato alla compagnia di bandiera e si sono riattrezzati per far rinascere delle compagnie più leggere a carattere regionale. La Spagna si è accordata con l’Inghilterra (BA e Iberia), la Francia con l’Olanda (Air France e KLM). Che c’è di male?

Mia figlia ha 21 anni e gira per l’Europa senza chiedersi se la compagnia con la quale vola ha una sede e un capitale italianio ma, scegliendo di volta in volta, quella che costa meno e le offre i servizi su misura.

Dove sta scritto che dobbiamo avere una compagnia di bandiera nel 2008?
Abbiamo forse la grande distribuzione che avevamo? O siamo in mano ai francesi.
Avevamo la telecomunicazioni che avevamo? O abbiamo venduto Olivetti.
I nostri prodotti alimentari sono ancora italiani o sono in mano alla svizzera Nestlè? Ah già, ce ne siam dimenticati.

Motta? Buitoni? Perugina? ecc…date, date un occhiata! Al made in Italy!

Perchè su alcuni asset rinunciamo (o giustamente ci riconvertiamo) e su altri no? Perchè ci incaponiamo per considerarlo un asset strategico quello che non è.

Ok, qualcuno dirà che l’Italia è un paese che vive di turismo e indotto sul turismo. Quindi bisogna favorirne lo sviluppo. Certo, giusto, e poi quando il turista atterrà a Roma come ci arriva a Reggio Calabria?
O se passa per Napoli che spettacolo vede?
Siamo un paese che non è ancora in Europa. L’Italia ha ancora il “culo” in Africa.
Lo dicono le mafie che si stanno spingendo sempre più verso Nord.
Lo dice il degrado culturale e politico che ci fa tornare indietro di secoli.

Lo dice la scarsa attitudine a creare “sistema” su ogni cosa.

Queste carenze le paghiamo. Le pagheremo sempre e non è giusto attrarre turisti con una compagnia di bandiera che si divide il traffico fra Milano e Roma e non è in grado di garantire un volo da Genova a Venezia o da Torino a Trieste.

Deve ridimensionarsi, come appendice di un grande vettore europeo del calibro di Lufthansa o Air France. Punto.

Tutto il resto è una furbizia per assecondare gli interessi finanziari di un gruppo di imprenditori vicini al premier ma anche all’opposizione. Una serie di furbetti che hanno distrutto questo paese dal punto di vista economico.

Che non hanno mai combattuto veramente il pizzo. Che non hanno mai esportato i capitali al Sud. Che non hanno mai investito le loro rendite e, soprattutto, che hanno sempre avuto dalla loro parte una classe politica assecondante con aiuti di stato e salvataggi a spese dei contribuenti. Come questa volta. Per l’ennesima volta ancora.

Prepariamoci, perchè la pacchia è finita. Per andare a Los Angeles o Buenes Aires bisognerà fare scalo a Francoforte. Ed è giusto e sacrosanto così. Siamo in Europa e non mi sembra che i tedeschi abbiano mai preteso di esportare il vino o il pomodoro a nostro discapito.

Infatti, non nascondiamoci che…………
…….tra cinque anni Cai avrà registrato una cospicua plusvalenza patrimoniale, gli azionisti venderanno e incasseranno. Cai entrerà a far parte di un bel “network” internazionale, tedesco o franco-olandese, perché nell’economia globale non c’è posto per una compagnia di volo come Alitalia, troppo grande per esser piccola e troppo piccola per esser grande. Così saremo tornati alla casella di partenza avendo perso un sacco di soldi e di tempo. Intanto il pifferaio suona il suo piffero e gli allocchi lo seguono incantati.
blog it

Non mi faccio ingannare dai proclami degli zerbini della CAI che, vestiti da ministri o da oppositori dialoganti, non fanno altro che portare per l’ennesima volta gli interessi di una classe imprenditoriale incapace, avida e provinciale come non mai.

CAI:

– Roberto Colaninno (attraverso IMMSI), Presidente

– Gruppo Benetton attraverso Atlantia

– Gruppo Aponte

– Gruppo Riva

– Gruppo Fratini attraverso FINGEN

– Gruppo Ligresti attraverso FONSAI

– Equinox

– Clessidra

– Gruppo Toto (Airone)

– Gruppo Fossati attraverso FINDIM

– Marcegaglia(Presidente di Confindustria)

– Caltagirone Bellavista attraverso Acqua marcia

– Gruppo Gavio attraverso ARGO

– Davide Maccagnani attraverso MACCA

– Tronchetti Provera

– Intesa Sanpaolo

3 Comments

  1. sento direil problema è che l’alitalia perde due milioni di euro al giornol’italia non può permettersi perdite di questo genere.ma questo non il solo problema che l’italia deve affrontareun’altro dei grossi problemi dell’italiaè la Tirreniache perde al giorno molto di piùdi alitaliacirca 75.000 euro al giorno di perdita per dipendentee se non fosse stato per giannantonio stella e sergio rizzo(quelli della casta e della deriva)neppure io lo avrei saputoperchè il governo non convince una cordata di imprenditori a rilevare la tirrenia?non è anche quello un problema da affrontare?chi decide che problema risolvere e quale lasciare incancrenire?quante altre realtà italianehanno perditechi conosce la realtà delle società italiane che hanno perditedi questo genere?chi è tenuto a saperle?c’è un registro delle società in perdita?chi è tenuto a risolverle?quali sono le regole, le procedure “normali” con cui si devono risolvere questo tipo di problemi?realizzare una cordata di imprenditori amici a cui si promettere grandi guadagni è la procedurea normale?la attuale realtà dell’alitalia è che la “polpa” dell’alitaliacioè la parte della società privata dei debitie snellita di dipendentiè un gran bel boccone o bottinoche dir si vogliache promette grandi, grandi guadagnii debiti di alitalia non piacciono a nessuno e dato che i “fessi” finora i debiti li hanno sempre pagati. possono continuare a pagarli.tra cinque anni la “polpa” di alitalia privata di ogni vincolosarà sul mercato disponibile per essere vendutaad un valore di molte volte superiore al costo sopportato da quel club esclusivo chiamato “cordata di imprenditori”.pure a me piacerebbe diventare imprenditore cosìpochi rischiguadagno sicurole perdite e i debiti tutte ai fessi

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  2. solo Cuccia perchè pare che sia davvero morto, per il resto abbiamo tutti i bancarottieri di sempre.. Anche il grande capitano Gardini se non si fosse sparato sarebbe stato della partita.. Da noi gli avvoltoi non corrono davvero pericolo di estinzione..

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  3. E di certo facendo scalo a Francoforte si risparmia. Anni fa scoprii che per andare a Edimburgo la via più economica passava da Malta!La fretta con cui si vorrebbe chiudere l’affare con CAI puzza di marcio. Si sta facendo del terrorismo facendo balenare negli occhi degli italiani disastri apocalittici, come se gli ultimi provvedimenti governativi fossero meno pericolosi. Si usa lo spauracchio dello “straniero” a sproposito, come dici tu in modo più che sacrosanto. Si tenta di addossare colpe politiche a piloti e assistenti, che saranno quelli che pagheranno il prezzo più alto: non mi risulta che i ministri pagheranno qualcosa per i licenziamenti. Forse, per assurdo che possa sembrare, i facinorosi della CGIL hanno visto giusto: solo attraverso un sollecito al commissario (che non ha potuto rifiutare) e l’apertura di una gara si possono ottenere condizioni migliori. Scusate, ma quando una PA deve acquistare o vendere qualcosa, la norma è di fare una gara oppure di accordarsi separatamente con un solo soggetto (con a capo uno famoso per smembrare e svendere le società che acquisisce)? E per finire: l’atteggiamento di questo governo in questa faccenda è per favorire questi amici oppure considerano normale agire sempre così, in barba alle più elementari regole del mercato e della concorrenza che essi stessi declamano?

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