Sarà l’aria settembrina

Mannaggia, per chi vive la blogosfera dal di dentro (proverò poi a spiegare questo termine dal mio punto di vista), son giorni tosti. Volano i piatti per non dire qualcos’altro.

Cosa succede? Nulla di nuovo, più o meno quello che ciclicamente succede ogni anno e a cui anche il sottoscritto ha partecipato, subendo la sua buona dose di schizzi digitali.

La differenza, quest’anno, l’ha fatta la contaminazione con lo star system radio televisivo, e l’ondata di polemica sembra non placarsi. Cos’è successo di strano? Nulla, più o meno quello che predico da sempre……………si è tentato di mettere in contatto mondi diversi.
Ogni blogger, si spera, non vive di solo “pane digitale” ma di solito frequenta altri sistemi. Gianluca Neri ha organizzato la Blogfest portando alcune starlet televisive, giornalistiche, aziendaliste, ecc.

Mica niente di male in se. Io, nel mio piccolo lo faccio ogni anno mettendo insieme università, aziende e pubblica amministrazione durante il venetobarcamp, perchè conosco quei mondi……..punto.

Ma, come ben argomenta Vincenzo Cosenza, la cosa non è semplice perchè mondi diversi hanno approcci diversi alla contaminazione e al farsi contaminare. Forse andavano approfondite le similutidini e, magari, si poteva lavorare su quelle piuttosto che sulle diversità inconciliabili.

Ma cos’è la blogosfera italiana? Secondo lo scrivente è un sistema in movimento. Fatto di moltissime anime e di alcuni sottosistemi che si autoreferenziano in ambiti ben precisi. Il blog è un mezzo, lo abbiamo detto 1000 volte. Il bloggare è un esercizio che può dar valore in diversi contesti: aziendali, ludici, culturali, tecnologici, informativi, comunicativi, markettari, ecc. ecc.

Ma per alcuni è più riconoscibile se la referenza viene enfatizzata da una cornice visibile e alla quale gli aderenti si riconoscono. A questo punto chi sta fuori dal recintro si chiede cosa non funzioni fra il dentro e il fuori. Si chiede perchè nonostante la buona volontà e la forte voglia di socializzare il nucleo non si espanda.

Non nascondo che per molte bellissime e degnissime persone che abitano questi contesti (e che stimo davvero) queste argomentazioni sembrano sterili e lasciano il tempo che trovano. Ma non è così per tutti. Specialmente per il codazzo dei fan! Quelli ci credono davvero che entrando nel cenacolo degli eletti si possa poi scalare le vette della celebrità.

E’ interessante anche lo spunto offerto da Paolo Valdemarin che invita a non soffermarsi sul chi spinge verso l’innovazione (anche se non bastano gli UGC a generare innovazione, come ho argomentato ieri) ma a guardare avanti. I pionieri, più o meno influenti, sono una testa di ponte, è inutile vederli come una nuova classe di geek-giornalisti “vergini” e “illuminati”. Non è così. Forse alcuni di loro sono solamente delle scimmie in pigiama. Altri sono davvero delle belle eccellenze. Come in tutti i contesti della società, c’è del buono e anche no. Carry on! Non soffermiamoci sulle celebrazioni.

Mi resta però però un dubbio. Come in tutte le culture, in tutte le società, in tutte le grandi organizzazioni, stiamo assistendo al ricambio? Vogliamo il ricambio? Non intendo solo il ricambio generazionale ma, soprattutto, quello dei contenuti generati dal DI DENTRO la blogosfera. Ma, come arguisce anche Marco Mazzei, sembra proprio di no. E su questo continuo ad essere maledettamente pessimista perchè come propinato fino allo sfinimento ai miei, lo dimostra la logica del meme che ha due modelli precisi e cristallizzati:

a) Agganciarsi al mainstream
b) Agganciarsi alla blogstar di turno

Sia chiaro poi che non intendo negare il fatto che la socialità delle feste blog, la fitta rete di relazioni, il cazzeggio fotografico e le raffiche di link siano un male. Anzi, sono una forma di casino digitale che, per lo meno, stabilisce relazioni solide. Ma non è tutto! Il valore potrebbe nascere da una certa influenza che queste persone sarebbero in grado di portare a miglioramento del sistema. E qui casca l’asino, ancora non si vede.

L’esempio trito, ritrito e già portato più volte è quello relativo alla semantica e alla raffigurazione stessa del movimento: “Scusi signore, cos’è un blog?
Risposta: “Un blob? Beppe Grillo”!

p.s. ho scritto blob intenzionalmente

6 Comments

  1. Io adoro i link. I link sono il sale ed il significato di Internet. Quando, come hai fatto tu ti permettono di rendere una argomentazione immensa come mai potrà esserlo un comunicato di diverso genere.E molti sfruttano questi meccanismi per avere “potere”. Potere mediatico e referenziale.Un potere che, non fingiamo di non saperlo, si trasformerà in potere anche su media più tradizionali che, ancora oggi ed anche per chi è web-addicted, rappresentano il vero punto di approdo.

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  2. @gigi quoque tu? a parlar dell’argomento della settima…scherzo, anzi ottimo postil problema più che ricambio generazionale (che è già avvenuto, anche il mio fornaio ha un blog e pure mia cugina di 7 anni) io direi incapacità a guardare fuori dallo steccato del proprio giardino.Il giardino fino all’altro ieri poteva ospitare solo tot persone (con qualche deroga, di quelle che danno i vigili del fuoco quando danno l’ok per la sicurezza di un locale e per i posti a sedere ammessi…come dici? c’era alla festa blogger il locale VIP a ingresso limitato? ma dai?)Già ieri il giardino diventa uno dei tanti giardini (ma non si guarda nel giardino del vicino anche se l’erba potrebbe essere più verde e si potrebbe imparare quali tecniche utilizzare per coltivare meglio il nostro o attuare sinergie e collaborazioni per fare dei due giardini uno migliore, più grande, più ampio e pronto ad accogliere).Già ieri accanto ai giardini (che purtroppo hanno sempre uno steccato) si son aperti campi e pascoli nuovi, anche liberi, dove nuovi blogger, nuove generazioni, nuove persone hanno cominciato a scrivere, condividere, comunicare. Uscendo ed entrando…come un grande campo o prato ad un concerto gratuito. Nonostante i pareri di sicurezza dei vigili del fuoco, ai concerti gratuiti c’è sempre almeno il doppio della capacità preventivata…e nessuno si lamenta, anzi si invita altra gente a passare una bella serata al concerto con noi.Fuor di metafora…meno male che ognuno di noi col blog può fare quello che gli pare, e fino a che questo governo oltre ai tagli sulla scuola metterà anche un limite al numero di blog che un blogger può possedere…evviva la libertà d’espressione.Evviva anche questi incontri tra bella gente, e siamo tanti. Evviva quando si organizza anche una banale blogpizza, blogbeer, o ci si prende un caffè insieme.Evviva i barcamp, perchè comunque son formule nuove che han fatto incontrare e mettere in relazione tanti di noi.Alla faccia di chi ancora non ha capito che è inutile spangare il giardino

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  3. @antoniovergaraanch’io vado oltre :-) Anche Sofri li chiude, anche Grillo non commenta, anche mio figlio linka chi gli pare……nel senso che non mi pongo problemi. Ognuno fa come gli pare, le conversazioni si sviluppano in molti modi e lo sai: Blog, RSS, FF, MEME, ecc. ecc.Ecco se volevi farmi dire che uno “spunto chiuso” è una “sentenza” non lo so, lo devi chiedere a lui :-)

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