Talebani convinti

E’ da prima delle ferie che tenevo in bozza il clip di Zamardino. Poi, seguendo gli stimoli e la coda lunga generata dall’articolo di Atlantic, le elucubrazioni su questo blog si sono spostate sul senso generale di “cultura approssimativa” che il web partecipativo di seconda generazione tende ad affermare e stimolare.

Tanto rumore, poco valore. Potrebbe essere uno slogan che mi sono inventato al momento ma in cui spesso mi trovo a riflettere. Fra l’altro, sarebbe interessante su questi temi seguire la discussione generata da Leo su Codice Internet. Purtroppo l’estate ha bruciato la coda…………

Ma torniamo all’articolo di Zambardino che pone alcuni quesiti e sostiene alcune timide tesi sugli attori protagonisti di questo clima post-culturale.

Intravedo una velata critica agli abitanti della rete che, di fatto, sembrano sordi e complici, rispetto agli ormai palesi obiettivi di Big G.
Dalle conseguenze ma, soprattutto dai comportamenti relativi alla vicenda Microsoft/Yahoo, appare ancora una scarsa propensione, degli abitanti stessi, a fare ammenda sul credito incondizionato concesso a Google in questi ultimi anni.

Dal punto di vista delle persone che usano internet, il fatto che Google “attacchi” i diversi business della conoscenza è una buona notizia. Molti in internet pensano di sapere di più perché con la ricerca possono verificare che un giornalista ha scritto un’inesattezza oppure possono costruirsi il proprio menù di informazione, saltando la gerarchia conoscitiva data dai giornali. Nel senso di onnipotenza che viene sentito come proprio dagli utenti del web, c’è molta ideologia-Google.

Ed è un fatto che l’entità creata da Brin e Page non venga avvertita con quel senso di oppressione autoritaria che si riservava alla Ibm o alla Microsoft (ve lo ricordate lo spot di Apple del 1984 con il Grande Fratello che viene distrutto dal martello della ragazza liberatrice?). Ora il Grande Fratello è arrivato, è invisibile e funziona bene. Soprattutto ti dà in cambio molto, non l’illusione ma l’esercizio reale di un potere. Il Grande Fratello non solo ti ama, ma ti vuole indipendente perchè ti conosce. Che dietro di questa conoscenza ci siano alcune pratiche assai dubbie, al “cittadino della rete” non interessa nulla. E’ affare di chi il danno lo subisce. Ma si sbaglia.

blog it

Gli abitanti più “talebani” considerano ancora Microsoft come EVIL, nonostante il palese cambio di rotta in senso “sociale” che, a Redmond, hanno ormai intrapreso da anni. E non ci son santi e non ci sono momenti di ascolto. Solo Google è social o vuol presentarsi come social?

Infatti, qualsiasi rendita di posizione, qualsiasi sconfinamento, qualsiasi perdita di identità, di ambito, di senso cognitivo, di differenza fra valore e rumore non viene considerata un pericolo. Perchè?

E’ vero, anche Bill Gates voleva partecipare a questo business. Lo voleva fare con gli utenti di Yahoo. Voleva usare i “partecipanti” (massa di utenti attivi sul web) come potenziali consumatori. Come sta facendo Google da quando è nata. Ma alla fine non ci è riuscito o, il prezzo era troppo alto.

Ma almeno i competitori sarebbero stati due. Ora, il pericolo che si avverte è che uno solo sarà il padrone del web e potrà condizionare i suoi utenti. Se vorranno farsi condizionare!……….Ma questo dipende molto dall’intelligenza e dalla capacità delle persone di seperare i dubbi dalle certezze.

3 Comments

  1. Penso di rientrare nella tua classica definizione di “talebano”, ma lo considero un complimento. :DDetto questo, Microsoft si è dimostrata il male da tanti punti di VISTA e non bastano quatro crocchette ai suoi cagnolini per convincermi del contrario. No, decisamente non bastano.Google, dal canto suo, è partita con il piede giusto ma mi spaventa. La differenza è che i suoi servizi funzionano bene, ed è una differenza non da poco.No, Google non è il bene e probabilmente si rivelerà essere peggio di Microsoft, ma ho la palla di cristallo in manutenzione e non saprei fare una previsione attendibile.Quello che posso dire con certezza, però, è che mi sarebbe molto più difficile rinunciare a Google che a Microsoft (si, anche sul lavoro): questo è senza dubbio il fatto che mi spaventa di più.

    Mi piace

    Rispondi

  2. considerando che conosco tantissima gente al di fuori degli abitanti della rete che conosciamo entrambi, persone reali, che usano comunque internet, intendo…considerando che questa gente usa il messenger MSN…(e ci fa le stesse cose che facciamo noi con il web 2.0 eh)…io dico si evviva google…ma anche quella è rete

    Mi piace

    Rispondi

  3. Alla fine ci troveremo a tifare Microsoft; ma questo ormai io lo so da tempo. Ma in realtà dovremmo tifare per l’intelligenza dei navigatori. Si tratta solo di risvegliargliela…

    Mi piace

    Rispondi

Lascia un commento

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione / Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione / Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione / Modifica )

Google+ photo

Stai commentando usando il tuo account Google+. Chiudi sessione / Modifica )

Connessione a %s...