2 giugno: festa della Repubblica (delle banane?)

Secondo articolo di Claudio Marino, ospite su questo blog, nell’ottica di rendere “webeconoscenza” uno spazio sempre più cooperativo.

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Cosa c’è da festeggiare? Una memoria che oggi è tale solo nei vecchi, ma nei più giovani echeggia come un flebile suono, neanche tanto pieno di significato?

E’ importante la memoria, mantenerla e diffonderla: per noi che ci crediamo, per i valori che porta con sé.

Repubblica cioè res publica, cosa pubblica, di tutti: ma per il beneficio di tutti, non a disposizione di tutti per poterla calpestare e manipolare a piacimento.

Secondo Wikipedia, nella repubblica la sovranità è del popolo ed il potere esecutivo è esercitato da rappresentanti eletti per un periodo di tempo determinato. Popolo sovrano? Tempo determinato? Ha ragione Wikipedia, oppure siamo legittimati a pensare che a volte le cose stiano un tantino diversamente?

Certo, quando un senatore, non uno qualunque, uno importante, sostiene che la Costituzione contiene tutto il nostro paese, quando lui è famigerato per la paternità di un lodo dichiarato incostituzionale, scappa un po’ da ridere. Così come fa sorridere chi dall’altra parte lo critica, senza però dimostrare, con i fatti, di essere granché diverso.

Quando un pentito di camorra, notizia di ieri, viene ucciso prima di testimoniare ad un processo, perché non rientrava in un programma di protezione, viene invece da piangere. Non mi consola, nonostante i suoi meriti, il messaggio di Antonio Saviano, che sembra fare presa, ahime, solo su quelli che non contano (una teoria dice che la scuola è fatta per chi non ne ha bisogno).

Quando la Sicilia decide di votare come presidente un soggetto condannato per reati contro la cosa pubblica, è segno di una memoria che forse non è più tanto condivisa, di una morale che viene interpretata in modo distorto.

Quando alcuni sedicenti ambientalisti alzano barricate contro le infrastrutture per l’energia eolica (perché deturpano il paesaggio), spianando la strada ai pronipoti di Oppenheimer, spero sempre di aver capito male.

Ho letto diversi articoli del blogmaster su questi temi, mi permetto di dire la mia perché sono convinto che il nome dato a questo spazio, web e conoscenza, esprima anche il bisogno di disseminare valori che nel mondo reale incontrano ostacoli chiamati politica, compromesso, opportunità. L’idea che il web riesca a superare alcune barriere e a raggiungere target altrimenti inimmaginabili, devo confessare che prima mi spaventava, la vedevo come una distorsione del mondo reale.

Oggi, mi accorgo che la prima distorsione è il cosiddetto mondo reale, un mondo che spesso non lascia spazi vitali, di speranza, di conoscenza. Quindi, aldilà della politica, della religione, delle bandiere e dei colori, benvenuto a Beppe Grillo, a Milena Gabanelli, al Dalai Lama, a Aung San Suu Kyi, a Karol Wojtyla e a tutti coloro in grado di aprirci gli occhi quando noi, presi da mille impicci, tendiamo a dimenticarlo. E se ciascuno di noi può contribuire a diffondere un po’ di conoscenza, penso che i nostri figli domani potrebbero essercene grati.

2 Comments

  1. La diffusione della conoscenza sta facendo passi da gigante, garantito al limone :-)La capacità di farne qualcosa, della conoscenza di cui disponiamo, va invece sempre più a rilento. Diventerà probabilmente la prima distorsione del mondo virtuale .. se la diffusione della conoscenza non avviene come parte di un processo, compatibile con i mille impicci che ci impediscono altrimenti di parteciparvi .. ;-)

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