Non è mai troppo tardi – La visione di Salvatore

Ospito su questo blog il quarto articolo dell’amico Salvatore. Sto cercando di convincerlo a diventare coautore. A voi il giudizio.

Simpatico l’ultimo pezzo di Gigi e molto interessanti i commenti che hanno stimolato in me diverse riflessioni che avrebbero fatto la loro figura in differenti rubriche di questo blog. Infatti questo post potrebbe essere un post “crossover”. E parla di due persone che hanno lasciato il segno: Alberto Manzi e Cliffod Stoll.

Parla dell’educazione informatica e della voglia di imparare di quelli che…” son fatti per seguire virtude e canoscenza”.

Non è mai troppo tardi era il titolo di una trasmissione della Rai degli anni ’60 tenuta da Alberto Manzi un grande pedagogista; nome oggi, quasi sconosciuto alla maggioranza degli italiani.

In un periodo di grande analfabetismo, una delle sue prime lezioni, fu quella di prendere un bicchiere, poggiarlo sulla lavagna, tracciare con il gesso lungo il bordo, togliere il bicchiere dalla lavagna e dichiarare” ecco, abbiamo fatto una O”. Lo sapevate voi, che da quel lontano giorno del 1960, in Italia, quando si vuol rinfacciare a qualcuno di avergli insegnato tutto da zero, si dice “ti ho insegnato IO a fare la O con il bicchiere!”.

Ora, dopo questa introduzione che apparentemente non ci azzecca con l’informatica e con l’alfabetismo digitale, vi voglio presentare Cliffod Stoll.

Come avrete tutti arguito dal suo aspetto, dagli occhi spiritati e dal modo in cui porta i capelli (uhm…mi ricorda un importante fisico tedesco di cui ora non ricordo il nome), deve essere uno davvero intelligente oppure un povero barbone.

Per me, che mi appassiono di reti e sicurezza informatica, è stato il primo autore di un romanzo che parlava di una intrusione informatica, per di più avvenuta realmente “The cuckoo’s egg”. Clifford Stoll,…… ed ora arrivo al punto, è anche l’autore di un agile libro “Confessioni di un eretico high-tech”, che naturalmente consiglio di leggere a tutti.

In special modo yutti quelli che fanno pedagogia con l’informatica. In questo libro Stoll, esprime tutti i suoi dubbi sull’idea che le nuove tecnologie mantengano veramente la promessa di risolvere tutti i problemi della scuola.

L’uomo rimane sempre un primate. In fondo l’informatica è tecnologia, mentre l’umanità con l’informatica non sta raggiungendo un nuovo stadio evolutivo.

Un saluto a tutti da parte di Salvatore, il vostro amichevole primate tecnologico.

2 Comments

  1. io conosco il maestro manzi (eppure son giovane per averlo potuto vedere)! Però mi occupo di e-learning e quando vai a leggere la storia dell’evoluzione della FAD nel tempo è da là che si comincia. Usare le tecnologie disponibili come strumento e veicolo per fornire nuove conoscenze a chi non le possiede.L’involuzione umana non è dovuta solo all’informatica, ma alla mancanza di gente che come il maestro manzi si metta pazientemente a spiegare le cose e come va il mondo. E’ quando le tecnologie anzichè includere, isolano. Magari ci scrivo un post su queste cose

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  2. Magari l’involuzione umana comprendesse SOLO l’informatica! Oggi ragazzi di 15 anni scrivono come trogloditi al primo stadio. Mi vergogno per loro…

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