Brunetta. Mio eroe.

Se qualcuno pensa che stia scherzando, si sbaglia. Davvero! Le proposte che faccio vanno viste in positivo. Per proseguire sulla strada tracciata dal neo-ministro.

Lodo e applaudo l’iniziativa del Ministro Brunetta sulla trasparenza:

Ecco qui i tassi di assenza dei dipendenti del Ministero per la Pubblica Amministrazione e l’Innovazione e sue strutture collegate.
Ed ecco, invece, le retribuzioni dei dirigenti per lo stesso Ministero.
Finalmente un uso del web utile alla trasparenza.

Seriamente, molto seriamente. E’ una cosa giustissima e va nella direzione obbligata della trasparenza. Propongo al ministro, che è anche mio concittadino, alcune integrazioni da fare nei prossimi mesi pubblicando delle ulteriori tabelle sul web:

  • Tabella con il numero di consulenti divisa per Ministeri, Regioni, Enti Locali minori e Aziende Pubbliche.
  • Tabella delle retribuzioni dei consulenti, con particolare cura ad evidenziare la durata, specialmente per quelli con incarichi rinnovati negli ultimi 30 anni.
  • Tabella degli obiettivi di Dirigenti e Funzionari con i progetti obiettivo e i risultati.
  • Tabella riportante il numero di “operatori privati” impiegati nella PA per appalti di servizi, commesse, body rental, outsourcing, ecc.. La tabella dovrà dimostrare quanti impiegati PA sono pubblici e quanti sono privati.
  • Tabella aggregata che quantifichi quanti milioni di Euro sono stati intascati dalle multinazionali e, dalle grandi aziende nazionali, per opere pubbliche. Forse la Marcegaglia potrebbe renderla già pubblica. Insomma, caro ministro, vorremmo sapere quanto ciuccia confindustria dalla “TETTA della Pubblica Amministrazione”.
  • Tabella delle eccellenze. Con tutti i progetti virtuosi e i nomi di chi li ha portati avanti.
  • Tabella con gli AWARDS di tutti i dipendenti pubblici che non hanno mai fatto un solo giorno di assenteismo e accanto lo stipendio che percepiscono!

Come giustamente dice Brunetta: “son soldi degli azionisti della PA, cioè dei cittadini“! Vogliamo sapere dove vanno. Tutti!
Avanti tutta Ministro. Non scherzo, ha anche il mio sostegno!

6 Comments

  1. La cosa divertente è che io, impiegato pubblico, assisto quotidianamente alla spremitura e frullatura di norme e fondi da parte di questo inviperito popolo anti-fannulloni (pubblici). Quotidianamente ci sentiamo (all’ inps) porre quesiti del tipo “Scusi, ma secondo lei mi conviene lavorare a nero o farmi assumere per finta da mio cognato?”, “Ho fatto un contratto con una finanziaria per la cessione del quinto e loro mi hanno mandato qui perchè voi vi state intascando i miei soldi!”, “Non è giusto che mi trattenete questi soldi sulla pensione solo perchè ho riscosso la pensione di mio marito dopo che è morto!”. Nello specifico malattia: seppure con i nostri pochi mezzi e possibilità di reali controlli, è risaputo che la malattia (come la cassa integrazione, la disoccupazione, i contratti cocopro, la mobilità, etc.) è spessissimo usata come forma di evasione contributiva e/o fiscale. E’ risaputo che moltissime pensioni integrate al minomo sono riscosse non da chi non altri mezzi, ma semplicemente da persone che hanno evaso contributi per una vita. Una signora le cui pingui sostanze sono ben note a tutti (naturalmente ora intestate a parenti) riscuote la pensione integrata al minimo, vivendo in una villa nobiliare, con parco annesso.Ieri allo sportello un nostro “utente”, provvisto di anello d’oro e rolex, pietiva il pagamento di una delle tante nostre prebende, pretendendo di parlare con un mio collega. Gli ho detto che in quel momento non era possibile in quanto era impegnato su un particolare problema. Il raffinato signore è esploso in un “Non ci credo neanche se lo vedo!”. Mi si consenta: ho avuto il forte istinto di approfittare del dislivello muscolare e di menarlo. Dopo ho chiamato una sostituzione e sono andato a calmarmi nell’archvio… Sì, ho fannullato per circa un quarto d’ora.L’aneddotica potrebbe continuare anche in maniera, per così dire, speculare: quale professionalità, efficienza o gentilezza mi viene riservata da parte di “privati”? La sensazione che ho (e che mi sembra piuttosto diffusa) è quella di avere a che fare con scarsissime professionalità e con una attenzione rivolta esclusivamente al mio portafogli.In un paese in cui il senso civico e della collettività (prima ancora che dello stato) è a dir poco una delle tragedie, casca come il cacio sui maccheroni l’espsizione al pubblico ludibrio dell’impiegato pubblico, senza avere neanche il buon gusto di distinguere il puro assistito assunto clientelarmente (da chi oggi strepita) dall’infermiera che aiuta il vecchino a defecare operando con le proprie dita nel di lui sfintere. C’è a questo punto la benedizione politica e morale che si spande qual ubertosa rugiada su tuttta una serie di “comportamenti” di massa (già quindi con la forza della legalità di fatto), dallo scontrino fiscale all’auto in divieto di sosta (beh, i vigili urbani sono impiegati pubblici e se l’Italia soffoca nel traffico la colpa è loro, mica del fatto che l’Italia vanta il record di nazione più motorizzata del mondo e che quasi un terzo delle pubblicità sono di auto), dalle tasse e contributi evasi ed elusi alle cicche di sigaretta in ogni dove (fumo anche io e, pur essendo un impiegato pubblico, non buto le cicche in terra), dalle fatture non fatte agli abusi edilizi.Ancor più divertente è che nel corso degli anni ho la netta sensazione (ed anche un qualcosina in più) che la pubblica amministrazione abbia tanto interiorizzato il senso di colpa di esistere e abbia “smollato”: ok, diamo tutto a tutti e non facciamo arrabbiare nessuno, chè sennò poi dicono che siamo cattivi. I problemi per un impiegato pubblicano iniziano non quando da quel che vuole il cittadino, ma quando (districandosi nelle centocinquantamila norme stimate come valide e vigenti nel nostro Belpaese… ma chi le ha volute?) dice “no, spiacente, ma questi soldi non le spettano”: bisogna che si giustifichi più e più volte, all’interno ed all’esterno. Se i fannulloni impiegati pubblici lavorassero (e ci fosse la reale volontà politica di farli lavorare) a pieno e completo regime, divertitevi un po’ a pensare a quante attività si estinguerebbero, dal consulente del lavoro, al patronato, a moltissime aziende che campano alla meno peggio evadendo l’evadibile, in un paese in cui l’onere dei contributi sul lavoro dipendente è fra i più bassi dell’Europa occidentale (come annche i salari). A questo proposito vi invito alla lettura di questo articolo: http://www.ilsole24ore.com/art/SoleOnLine4/Norme%20e%20Tributi/2007/08/cipolletta-italia-paese-modello.shtml?uuid=fab0d072-4a34-11dc-b7a2-00000e251029Mi sono dilungato troppo. E troppo avrei ancora da dire… anche se temo che sia davvero inutile.Oggi ho preso un giorno di ferie perchè doveva venire un “privato” a farmi dei lavori in casa. Mi ha telefonato un’ ora fa: non viene perchè è malato.Specifico: vivo e lavoro in una laboriosa zona del centro-nord.

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  2. E’ arduo fare opinione, o contribuire all’opinione di altri, semplicemente riportando articoli di giornale. Chi è all’interno di una PA dovrebbe fare uno sforzo di immaginazione per proporre soluzioni, anzichè sparare a zero su fannulloni, CGIL (che mi risulta rappresentare anche i dipendenti privati) ed esaltare persone che, finora hanno fatto solo annunci. Le rivoluzioni sono più efficaci senza proclami, solo con i fatti.

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  3. http://www.illavoratore.euè un nuovo blog che ha preso le mosse proprio dalla rivoluzione copernicana che il Ministro Brunetta vuole realizzare nel pubblico impiego. Pensiamo però che non tarderà la reazione della casta dei nullafacenti a stipendio garantito per la quale già la CGIL ha data le prime avvisaglie. Pensiamo che se dovesse proseguire così determinato, il sindacato risponderà con una serie di scioperi selvaggi ed il governo si vedrà come sempre costretto a mediare ed ad edulcorare una riforma che invece è necessaria per la moralizzazione della nazione primaancora che per lo sviluppo.ma se dovesse vincere questa difficilissima battaglia di civiltà poer cui nella Nostra Italia non vi sarà più differenza tra impiego pubblico ed impiego privato e tutti i lavoratori godranno degli stessi diritti ma avranno gli stessi doveri, allora sarà ricordato al pari di Cavour.se aggiungete tra i vostri links anche http://www.illavoratore.eusarà per noi motivo di grande incoraggiamento.grazie

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  4. Ciao Gigi.Io mio adeguo a tutto, per carita’. Specie se serve.Ma francamente mi sfugge il senso ‘socialmente’ utile di questa operazione.Questa e’ tutta gente che le tasse le paga.Lavorando poi per una p.a. so che le trasparenze necessarie sono ben altre…Il popolo che legge queste tabelle ha mai letto una finanziaria di una qualche regione? Lo invito a farlo: e’ istruttivo. Cosi’ vede dove vanno i soldi e vede pure che i ‘dipendenti’ pubblici sono mooolti di piu’ di quel che si crede.O forse va bene masticare fiori di loto?Luciano

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  5. E’ un primo passo. Ma lavorando in una PA delle più “cristallizzate”, in una delle regioni più “bloccate” dal punto di vista dell’innovazione e del turn-over, vorrei dire la mia: non serve a molto sapere il numero di assenze, perchè vi è dentro un po’ di tutto (assenteismo, problemi personali o familiari, etc.). Vedo molti che, sapendo di non essere valutati in base al loro rendimento (dalla dirigenza scarsa che ci ritroviamo), quando sono nel luogo di lavoro non sanno come passare il tempo: perchè secondo loro l’importante è essere presenti, tanto basta a loro e agli altri per salvare le apparenze. Vogliamo buttare a mare le apparenze? Vogliamo sperimentare nuove soluzioni per dare nuovi servizi ai cittadini, invee di creare cose bellissime ma funzionali solo alla PA? Perchè non pensare ad una valutazione del rendimento del personale degli Enti locali (pèartendo dai dirigenti) espresso dai cittadini? In fondo, sono soltanto loro i datori di lavoro. Eppure, non hanno voce in capitolo

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  6. Si.. Apprezzo anche io questa cosa che andrebbe istituzionalizzata e mantenuta nel tempo e comunque resa obbligatoria visto che nei dati forniti si dice che compaiono le retribuzioni dei dirigenti che hanno “autorizzato” la pubblicazione.. Di certo i dati di chi lavora per lo stato devono essere pubblici proprio in nome della “Glasnost” che il Prof.Brunetta sta varando, naturalmente non sarà facile arrivare dove si prefigge ma credo che basti cambiare il clima e poi i dipendenti si adeguereranno al nuovo corso.. Emerge dai dati pubblicati che il Capo Dipartimento della Funzione Pubblica non ha fatto assenze nel 2007 ferie escluse.. Bravo.. In fin dei conti porta a casa un bello stipendio e tutto sommato è confortante sapere che almeno a livello di presenza clo ha anche guadagnato..

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