Strane dinamiche

Sta diventando un cruccio la comprensione di alcune dinamiche che stento a classificare.
Parto da alcuni assunti che do per scontati e, invece, ahimè non lo sono.

Immagino che lo status di “abitante della rete” o, per lo meno di abile dominatore dei social media, induca i frequentanti della blogosfera a riconoscerse che i comportamenti indotti da questi mezzi, o da questo status di abitante, possano contaminare e quindi generare un beneficio al sistema.

Io trovo molta soddisfazione quando vedo che un azienda, un ente, un associazione o dei singoli professionisti si convincono della bontà delle metodologie favorite dal web 2.0 e dall’adozione delle sue filosofie. Mi fa piacere vedere un azienda che da valore alle conversazioni o che piuttosto utilizza i mash-up o al limite favorisce delle votazioni di gradimento e permette di lasciare dei feedback.

Come dicevo in un precedente articolo, proprio giovedì ne abbiamo parlato a un convegno a Venezia, ma ne abbiamo discusso a lungo anche lunedì a Roma con Mauro e anche in modalità laterale con Antonio e altri. La parola “contaminazione” è stata usata più volte come positiva.

Ora mi trovo, invece, a non comprendere alcune prese di distanza da una campagna di buzz-marketing che ha lanciato Skype adottando dinamiche 2.0.

Mi chiedo. Come mai quando le aziende prendono spunto da questi modelli, l’abitante della rete ha dei dubbi? Perchè non è soddisfatto dalla contaminazione che ha avuto, finalmente, successo?

Scrivevo in uno dei commenti al post di Mantellini, che giudico difficile persuadere un acquirente a comprare una petroliera solo grazie a dei commenti positivi su un blog, ma l’esempio citato di Siemens dimostra che si può favorire la conversazione anche facendo buzz su argomenti noiosi come quelli dell’enterprise computing.

Ormai le aziende hanno capito che costa meno una campagna di marketing che sa mettere in moto 1000 blogger con i loro 1000 potenziali lettori, che altre forme tradizionali e generaliste.
Anche perchè i blogger hanno influenza su quei lettori e possono incidere molto di più che con i modi tradizionalisti.

Non capisco, quindi, perchè questo non venga visto favorevolmente come rapporto dialogico fra azienda e utente/consumatore Insomma, la modalità interattivo/dialogico/conversazionale è sempre un bene. Ebay insegna che i feedback valgono, i blog insegnano che i commenti hanno valore, i social media insegnano che i tag valgono più delle categorizzazioni autoreferenziali.
Che c’è di male se lo si dice prima e si fa marketing permettendo all’utente di dissentire di criticare ma anche di esaltare, premiare e favorire il buzz?

2 Comments

  1. a me sembra di aver capito che sia la marchetta che non è piaciuta, ma io non la chiamerei neanche marchetta, anche perchè è dichiaratamente un’operazione di marketing di un’azienda senza alcunché di occultomagari c’è qualcuno che vorrebbe una più netta separazione il buzz dal marketing, ma mi scappa un po’ da ridere (leggi: basta seghe mentali)secondo me hai fatto benissimo a darti disponibile per la tappa veneziana e a pubblicizzare la cosa sul tuo blog

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  2. Polemiche in merito alla tipa che gira il mondo per skype? Polemiche sul tuo post in cui inviti a Venezia a partecipare alla cosa?E’ questo che leggo qui?(te lo chiedo perchè non ho ancora letto i feed, allora se sbaglio in quello che sto per scrivere correggimi e bacchettami pure).Se polemiche ci sono, nel condominio della blogosfera (cit.) per quanto riguarda questa tipa che non ha fatto del male a nessuno, anzi che si fa un mazzo (se pur divertendosi) per dimostrare come con Skype e con il web 2.0 correlato…se polemiche ci sono perchè la tappa Italiana è a venezia e quindi sei stato contattato tu come organizzatore (ho capito male??)…Immagino che il vero problema del condominio sia:Perchè gigi e non io?Cosa ce ne viene a noi?Ci saranno le blog star?Ah non c’è un elenco di invitati VIP?Skype non mi regala niente?Immagino eh?(certo quello a cui faccio tenerezza regalava posti in paradiso no?)Non vedo cosa ci sia di male nè nell’idea di Skype di far fare il giro del mondo alla nostra nomade, nè nella scelta della nomade in sè.Non vedo cosa ci sia di male a diffondere sia il buzz per skype (dopo tutto lo skype gratuito lo usiamo tutti no?) sia ad organizzare l’ospitalità blogger per la bionda australiana.Diffondiamo buzz per ogni cazzata che passa per la blogosfera (anche quando non dovremmo, anche quando qualcuno ci guadagna realmente sul nostro contributo alla diffusione, positiva o negativa, basta che se ne parli).Perchè non dovremmo interessarci alla blogger nomade?E’ ovvio che è una blogger/twitterina/skypeista/myspacistachi altri avrebbe potuto reggere non tanto il viaggio in sè ma l’always connect e l’always communicate everywhere via web.ma magari ho capito male la questione…

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