In accoglienza di una blogger-nomade

Il 3 Giugno passerà per Venezia Rebecca Campbell che, sostenuta da Skype nella sua avventura, ha deciso di dare vita a Skype Nomad Tour”, un’esperienza incredibile che coinvolgera’, la ragazza australiana, in un giro del mondo in 33 giorni:

Dall’Australia alla Cina, fino in Alaska e negli Stati Uniti passando anche per Londra, Parigi e Venezia, il tutto pero’ stando SEMPRE in movimento. Rebecca non avra’ mai la possibilita’ di fermarsi neanche per dormire (approfittera’ di questo tempo per muoversi da una nazione all’altra o da un continente all’altro), ma avra’ sempre la possibilita’ di essere raggiungibile tramite Skype. Rebecca sara’ infatti munita di 3 SKYPEphone con cui potra’ comunicare con i blogger dei paesi per cui passera’. Potra’ inoltre aggiornare il suo blog, Myspace e Facebook, tramite Twitter.

Insomma è un viaggio dal sapore ben esplicitato e con tutti i connotati del marketing virale e, sicuramente, il contributo di un azienda che la sostiene è un “buzz” fenomenale offerto alla rete dei blogger per ampliare il messaggio. Ma penso sia utile sostenere questa iniziativa anche a livello social.

Ecco perchè a Venezia son sicuro che la accoglieremo in diversi, puntando sulla socialità di noi veneziani da sempre viaggiatori e ospitali con chi viene a visitare la nostra città da ogni parte del mondo.

Grazie al coordinamento che, da un paio di anni ci porta a condividere una lista di distribuzione e altre forme di raccordo fra di noi, oggi stesso avvertirò tutti i blogger che conosco in zona e che frequentano la lista suddetta. Proviamo ad offrire a Rebecca un momento davvero “social”.

Lo scopo di Rebecca è infatti quello di incontrare bloggers, in ciascun posto si trovi per condividere fisicamente o virtualmente il suo viaggio e con noi si troverà a Venezia il 3 Giugno. Un altro motivo che mi ha convinto ad accettare questa “candidatura” di coordinamento è quella umanitaria. Skype, infatti, si è unito all’ ente di beneficenza internazionale per disabili Motivation, che collabora con i Paesi in via di sviluppo per innalzare la qualità della vita delle persone con problemi motori. Skype farà una donazione all’ente e altre donazioni potranno essere fatte dal sito www.justgiving.com/Skypenomad.

Welcome to Venice REBECCA!


12 Comments

  1. Nelle mie parole non c’era alcun tono polemico, tanto meno rivolto a chi questa cosa desidera farla. Mi farebbe solo piacere andare un po’ più a scavare il motivo. Ovviamente scriverò un articolo, e ovviamente dirò quel che penso. Ma, lo ribadisco: sono pronto a cambiare completamente idea, qualora chiunque mi presenti motivazioni valide a tale proposito. Fino a qui vedo solo una straniera che grazie al suo bel sembiante e a una giusta dose di furbizia sta girando il mondo a gratis, conquistandosi la sua fettina di notorietà. Un domani la inviteranno in qualche discoteca, piuttosto che, al limite, allo SMAU. Secondo me questo non farà avanzare di un millimetro la diffusione del web in Italia. A meno che, appunto, qualcuno non mi fornisca dati alternativi, che attendo con totale apertura. Personalmente mi pare che questa tipa riproduca perfettamente la smania, tutta giovanilistica, verso idiozie culturali come l’Erasmus, dove contenitori umani di crediti formativi vagano per l’Europa cammuffando un soggiorno per un progetto culturale. Come dire: le tecnologie dovrebbero abbattere le frontiere, ma qui le frontiere sembrano essere confermate dalla morbosa voglia di evadere, di uscire, di allontanarsi. Insomma, signori miei, resto a guardare. Se da questo incontro veneziano scaturirà qualcosa di buono, sarò felicissimo di dividere in due quello che ho da scrivere: prima e dopo. In mancanza, preferisco ospitare ragazze che potrò ospitare anche domani, dopodomani e dopodomani ancora. Se poi usano Skype, meglio.

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  2. @filippo albertinnessuno è obbligato a fare nulla :-)Ogni opinione ha diritto di essere ospitata ma, se leggi bene il post, ho proprio evidenziato che di viral marketing e di buzz si tratta. Solo che io non sono Montemagno e non ho invitato nessuno con nome e cognome o link del blog. Ho detto, io ci sarò, son convinto dell’ospitalità veneta, chi viene con me a salutarla e accoglierla?That’s all

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  3. uffi voglio esserci anche iooooo(però magari mettimi una buona parola che ci offriamo per il sequel, si come coppia ovvio, prima lei da sola fa il giro del mondo, poi l’anno dopo lo fa una coppia di cui una è una nota blogger capacissima di usare tutti gli ammenicoli skype e 2.0 anche per il suo husband).Ci offriamo volontari…..:-)

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  4. Approfitto del commento qui di sopra per dire che sì, effettivamente la voce “accoglienza”, nel caso di una tipa del genere, mi suona piuttosto autoreferenziale e ridicola. Chi non accoglierebbe una così. Il punto è (perdonate la malizia): l’accoglienza sarebbe dettata da una irresistibile volontà di apprendere qualcosa che sia legato al web e alla sua tecnologia? Trovo che lo stesso risultato si sarebbe ottenuto con la testimonial tanto di una catena di asili nido quanto di una setta neonazista. E faccio fatica a capire: ma questa che cosa ci azzecca con il web? Perché ospitare lei e non qualsiasi altra utilizzatrice italica di tali strumenti? Perché venire a vedere lei e non una top model che presenta l’ultimo modello di un’auto? Secondo me la risposta è questa: ci sono molti utilizzatori del web che vogliono sentir parlare di web, e ne vogliono sentir parlare in modo apparentemente partecipativo. Questi eventi vengono presentati come potenzialmente soddisfacenti per questi utilizzatori. Per quel che mi riguarda, lo ribadisco, l’iniziativa può essere interessante, ma per come è stata proposta fino ad ora mi pare esattamente definibile come è stata definita: “trita”.

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  5. Dubito che rebecca possa avere problemi ad essere accolta. Certo che come operazione mi sembra un tantino trita, potevano scegliere una persona meno fotogenica come testimonial.

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  6. Non so. In tutta sincerità questi eventi di marketing mi lasciano un tantino perplesso. Mi sanno di già sentito: le navi da crociera e i pullman per la politica, e adesso queste tipe pagate per il loro bel faccino da studentesse in eterno viaggio, per promuovere roba web al di fuori del web. Per carità, non voglio sparare a zero su di un’iniziativa di cui conosco poco. Dico solo che mi puzza. Magari domani cambio idea. Ma, una domanda: a parte quella ventina di persone che faranno ciao con la manina a questa testimonial belloccia con lo zaino sulle spalle, a parte forse quegli sparuti che tenteranno di introdurre le loro infiorescenze generative nella di lei analoga, mi spiegate il senso ultimo di questo incontro fugace con una perfetta sconosciuta? Mi si parla anche di scopi umanitari. Ma quale valore aggiunto può dare questa qui? Mi scuso per il tono, ma vi assicuro che è dettato dall’interesse per questi argomenti. In ogni caso, un grazie per la segnalazione.

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