Un modello vincente di applicazione del Cisco Newtworking Academy Program

Son passati, ormai, quasi 10 anni da quando l’ente dove lavoro, la Regione Veneto, ha aderito con entusiasmo al Cisco Networking Academy Program (CNAP).

A quel tempo lavoravo come sistemista di rete. Networking di livello 2 e sistemi. Stavamo valutando le macchine nere (quelle di Cisco) come alternativa a quelle bianche (quelle di 3Com). Non c’era molta conoscenza: manuali, libri, corsi. Si annaspava un po’ e ci si affidava al buon senso.

Devo dare atto a Luciano Cassani, account manager di Cisco per la nostra zona, di aver avuto la sensibilità e la lungimiranza di offrire un opportunità che andasse BEN OLTRE la rivendita di apparati.

Cisco Systems, a quei tempi, era un azienda leader SOLO nelle infrastrutture di rete (router, switch, firewall, ecc.). La cultura digitale in Italia era scandalosamente bassa e il problema più grosso era reperire figure professionali in grado di capire quelle scatole nere che fossero, poi, capaci di estrarne il valore. Fu proprio Luciano a dirmi: “guarda che ci sono dei corsi di formazione molto all’avanguardia, e gratuiti. Si chiamano Academy”!

L’avventura iniziò nel 1999. Dovevo partire per Budapest o per Birmighan. Non c’erano ancora Academy in Italia. Ovviamente, aspettai, anche perchè non ero del tutto persuaso. Il programma si chiamava CCNA, ed era tutto in lingua inglese. Molto ostico all’apparenza.
Nel contempo, data l’acquisizione da parte del mio ente di molti apparati neri, mi ero formato in modalità tradizionale presso il centro Horizon di Roma dove avevo seguito un corso d’aula sulle configurazioni dei router Cisco.

Poi, per fortuna, fù creato il Trainin Center italiano a Roma e li ebbe inizio l’avventura.
Il nuovo modello della Cisco Networking Academy mi fu chiaro subito. Blended learning e community. Una miscela esplosiva.
Era l’anno 2000 e non si pronunciava nemmeno il termine “social networking”. Ma in quelle aule del centro Elis, ebbe inizio una vera avventura sociale.

Da tutte le parti d’Italia conversero a Roma i primi 20 istruttori che avrebbero lanciato questo programma nella penisola. Docenti universitari, docenti degli istituti superiori, super tecnici (veri “guru”) delle più disparate aziende innovative italiane, iniziarono assieme un percorso comune che li avrebbe legati per molti anni a venire.

Come Regione Veneto siamo stati il primo Ente Pubblico in Europa a farci carico del programma e creare 20 scuole di formazione nel nostro territorio che, ora, vivono di ottima salute e continuano a portare avanti il programma che, nel frattempo, si è notevolmente evoluto.

Abbiamo stabilito, in questo decennio, molte relazioni con Istituti superiori (cito per dovere l’Istituto Zuccante di Mestre e il vice preside Alessandro Memo che è un vero caterpillar del CNAP), Università e altri soggetti impegnati in questo programma. Da queste relazioni sono scaturiti molti stage universitari. I ragazzi delle Università di Messina e di Venezia, hanno potuto studiare e lavorare presso il nostro Centro Elaborazione Dati e hanno continuato a relazionarsi con noi proponendo progetti e visioni. Abbiamo co-partecipato a programmi di formazione europea con Ifoa e abbiamo contaminato altri Enti Pubblici con il nostro entusiasmo e le nostre “best practice”.

Lo spirito del programma è sempre stato quello di diminuire lo “skill shortage” (carenza di figure professionali) e favorire un allargamento della base cultural-digitale. Su questo, come Regione Veneto ci siamo impegnati moltissimo e oggi possiamo annunciare che tramite le Provincie di Treviso e di Padova, stiamo sperimentando un allargamento del programma a tutti i comuni del Veneto.

In pratica, adottiamo il modello Cisco Academy per i due corsi principali: Informatica di base (IT ESSENTIAL I e II) e reti informatiche (CCNA). Su questi due corsi creiamo delle comunità professionali che si aggregano su un portale di elearning di Regione Veneto e sfruttano tutte le potenzialità che la tecnologia oggi offre per dare valore all’esperienza e favorire il senso di appartenenza. Insomma eGovernment di primo livello. Sostegno con azioni che favoriscano l’allargamento della base culturale e l’accesso alle tecnologie diminuendo così, il digital-divide.

In pratica i discenti (tecnici informatici, e non, dei comuni del Veneto) oltre che seguire i corsi in aula e sul portale di elearning, dialogano con i docenti via forum, via chat, via blog, continuano a sviluppare dei wiki e a popolare contenuti. Tra poco proveranno anche il sistema di videoconferenza e di gestione remota delle applicazioni. Queste persone si trovano anche in classe e poi ancora fra di loro. Fanno, insomma, rete sociale vera.

Grazie a queste forme di partecipazione, oggi, il modello Networking Academy è qualcosa di più di un bellissimo ed efficientissimo sistema di apprendimento permanente. E’ diventato una rete di persone che condividono la passione per la cultura digitale e l’innovazione. Sono particolarmente orgoglioso di aver contribuito alla nascita di Assint e ad aver spinto per la sua diffusione come “sistema” per gli ex-alumni del programma.
Oggi Assint ha l’ambizione di contare nel panorama dell’innovazione tecnologica italiana. E lo può fare.

Questo articolo è un promemoria per Luca Lepore, vera anima del programma. Lui, come Andrea Pirone, Enrico Bucci, Alessandra Morganti, Giuseppe Cinque e Antonio De Palmas non hanno un blog, ma ora hanno un posto dove poter inserire i loro pensieri e i loro ricordi su questa splendida rete: Il blog di Assint.

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