Fatti non foste a viver come bruti, ma per seguir virtute e canoscenza

Questo passo di Dante su Ulisse e l’Odissea che, fra l’altro, campeggia sul mio blog sin dal primo articolo che ho pubblicato, mi ha sempre stimolato come vero e proprio manifesto di incitamento alla curiosità.

Quel “bruti” mi ha sempre fatto venire i brividi. La vità è un lampo. Perchè non attingere a piene mani da tutto il sapere possibile? Perchè non sfruttare la superiorità rispetto agli altri esseri del pianeta (bruti)?

Il canto 26mo dell’inferno è un vero inno all’ “importanza della conoscenza“. Attraverso le parole di Ulisse si percepisce che la conoscenza non ha né età né limiti. Ulisse e i suoi sono ormai vecchi. Ma vale la pena ripartire. SEMPRE.

Il desiderio di conoscere di Ulisse è forse il segreto della sua fama. Nella sua odissea ha conosciuto cose che gli altri umani (poco disposti a intraprendere un viaggio pieno di incognite verso la conoscenza) non hanno saputo e voluto assaporare.

Nemmeno gli affetti più grandi, e intensi, sono riusciti a trattenere Ulisse perchè nel suo animo, il desiderio di conoscenza, era troppo grande.

E dopo queste considerazioni mi accorgo che ho un grandissimo difetto. Amo appofondire. Non va bene. No, oggi la superficialità la fa da padrone. Purtroppo!

Io amo conoscere e mi perdo come Ulisse. Ora ho ripreso gli studi abbandonati 20 anni fa. Ho già fatto 4 esami e me ne mancano 5. Ma non ho perso il vizio.
Come il vecchio Ulisse anch’io devo sempre approfondire, ostinarmi ad andare oltre a quello che prevede il programma dell’esame. E quindi mi inerpico in scalate ardue verso una conoscenza che non potrò mai avere.
Ma è così. E’ dentro di me. La superficialità non mi basta.

Purtroppo amerei andare oltre la “conoscenza” perchè anche al conoscenza acquisita in fretta è superficiale. Vorrei, attraverso l’approfondimento e la verifica, arrivare alla competenza. Ma anche questo richiede tempo e, purtroppo, il distacco da interessi primari.

Ma non mollo. Odio vedere la superficialità delle analisi. Il copia e incolla continuo di questa società dell’informazione che ridonda ma non approfondisce i temi.

E poi mi perdo ancora con la conoscenza delle persone. Perchè amo capire di loro cosa c’è dietro l’apparenza e la superficie che manifestano.

E mi ritorna alla mente una frase di Italo Calvino:

La conoscenza del prossimo ha questo di speciale: passa necessariamente attraverso la conoscenza di se stesso.

24 Comments

  1. io vorrei porre la questione su cosa e’ la filosofia e che cosa e’ la letteratura a volte quando si cita Dante e i passi della Divina Commedia si fa riferimento spesso alla filosofia ma io credo che Dante sia andato oltre il semplice pensiero filosofico della conoscenza, egli attraverso i suoi viaggi alla ricerca di stesso con l’impronta dei suoi scritti ha voluto dare animo ai suoi personaggi come se le sue emozioni trasmigrassero dalla sua mente alla sua anima e venissero comunicati attraverso la sua opera.La filosofia si limita ad osservare attraverso la logica razionale l’agire dell’uomo ponendolo in una dimensione realistica,mentre la letteratura pone il suo fondamento su l’agire dell’uomo non solo attraverso la conoscenza ma l’impeto di emozioni che lo trasportano lo in una dimensione meno vissuta ma attraverso un inquadratura emotiva di una forma di ascetica spiritualita’.

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  2. LA MATEMATICA E LA FILOSOFIA

    Lo studio dei classici ,parte degli studi umanistici,e’ o dovrebbe essere inteso auspicabile,complementare per chi coinvolto e’ negli studi scientifici o razionalistici. E viceversa. C’ e’ un punto in cui tutte le discipline accademiche,umanistiche e scientifiche, convergono,o sembrano convergere, pur restando a se’ stanti. In quanto allo studio della matematica semplice o complessa ,sono convinto che la filosofia applicata alla matematica sarebbe molto utile per coloro che intelligenti sono ma una ” mente fotografica” non hanno. E vogliono capire bene i concetti . Per loro il supporto della filosofia matematica elogica sarebbeutile ed auspicabile. Perche’ la filosofia e il metodo filosofico ,in pedagogia, sono utili ed auspicabili per chi studia qualunque cosa,in primis :la matematica. la filosofia e’ logica ,e risulta essere moltissimo utile per chi studia la matematica,che esige la logica.

    Ovvero ,come studiare matematica senza troppo soffrire di forzato unidirezionale mnemonico nozionismo. La filosofia incontra la matematica ,e la rende,pedagogicamente, piu’ accettabile,meno astrusa, meno ostica. Non tener conto del potenziale utile di sostegno della filosofia nello studio della matematica e’ culturalmente un controsenso.

    Si puo’ ,con il supporto della filosofia, studiare la matematica senza dover per questo dover soffrire di sindrome mnemonica.In quanto ( mi ripeto,lo so ) : esistono persone dalla ” mente fotografica ” ,ovvero ..che imparano a memoria ; o a pappagallo. Ricordano tutto ma forse non tutto quel che ricordano capiscono che significhi.

    Ed esistono ,al contrario, persone per le quali il nozionismo mnemonico non va affatto bene in quanto la loro mente e’ piu’ portata per la spiegazione logica. E’ piu’ esigente . Albert Einstein visse su se stesso detto parametro o differenza. La matematica la dovrebbero insegnare PURE i filosofi che fanno buon uso di insegnamento del metodo e della logica.

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  3. Apprezzo i buoni intenti, ma sono basati su un grosso errore di fondo: come ha scritto Konrad Lorenz nel suo libro “IL DECLINO DELL’UOMO”, nessun essere vivente è responsabile delle sue azioni, né in bene né in male. Possiamo paragonarci a raffinatissimi computers che hanno al loro interno dei programmi, diversi da individuo a individuo, che, se attivati, ci faranno comportare da ‘bruti’ o da persone illuminate cerebralmente. Il “BRUTO” altro non è che un essere CONDIZIONATO DA UN INSIEME DI FATTORI che ne determinano inevitabilmente il suo pre-determinato comportamento. Non è quindi da condannare, così come non è da premiare il “genio” che ha un DNA ad hoc e, probabilissimamente, una storia familiare e sociale ben diversa dal precedente individuo. Tutto questo fa capire che l’Homo S.S. ha totalmente fallito nel suo intento di autodeterminarsi come l’essere più importante e saggio del Pianeta. Semplicemente, non poteva non fare ciò che ha fatto, senza colpe né meriti. La verità dell’esistenza È MOLTO LONTANA DAI PENSIERI UMANI, con tutte le loro sfaccettature non sempre eccellenti e utili. L’imbroglio e la sopraffazione sono inevitabili. Quel che si dovrebbe fare è LIBERARSI da un Sistema di cose FALSO, MENDACE, DANNOSISSIMO per tutti gli esseri viventi, a cominciare dalla religione. Tutto è molto più semplice e accettabile se ci poniamo come spettatori della vita e non come giudici…

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    1. Bravissimo mi piace moltissimo le ultime frasi che hai scritto dove condanni giustamente le persone che giudicano che si ergono sopra piedistalli e dove pensano e credono di sapere tutto, e dove i loro pensieri non hanno un minimo di fantasia analisi e approfondimento. Si per me e molto meglio essere tutti spettatori della vita

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      1. Concordo. Essere troppo indagatori può solo urtare coloro che assomigliano alle galline de “LA FATTORIA DEGLI ANIMALI” di Orwell. Meglio dire sempre “SÌ, BADRONE”…

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    2. La VITA E’ UN LAMPO…è forse l’ostacolo maggiore….per liberarsi da un… Sistema di cose FALSO, MENDACE, DANNOSISSIMO per tutti gli esseri viventi, a cominciare dalla religione…..E’ sufficiente pensare a quanto tempo e investimento di energie può richiedere un singolo problema che si voglia risolvere nel migliore dei modi….senza farsi prendere dallo sconforto…”DIFENDIAMOCI DAGLI DEI”..Salvador Flexido..(anche in italiano)…o le storie di Corrado Malanga..equivalenti alla discesa agli inferi.

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  4. purtoppo la conoscenza del nostro tempo è proiettata solo sulla tecnologia che inesorabilmente trascinerà l’uomo alla nullità. Disse Einstein: “quando la tecnologia avrà superato la fantasia, saremo governati da imbecilli”

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    1. Troppe citazioni messe in bocca al buon Einstein….magari desunte dalla sua autobiografia sollecitata e supportata nella stesura da altre mani (era così indaffarato)…Diceva Enrico Fermi….”Si presenta con il cappello foggiato a genio incompreso”…ma forse era solo un’impressione di Fermi…

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  5. RIFLESSIONI SU DANTE ALIGHIERI .

    “Fatti non foste per vivere come bruti..”Sembra quasi una massima Zen.Meraviglioso,il concetto.In quanto nell’umano( e molto disumano)iper egoismo ,homo sapiens sapiens et jerarchus ,sublima nell’egoismo la brutalita’. E diffonde il male che danna l’uomo da se stesso . Vittia e carnfice.
    Nel genere umano la brutalita’ da egoismo,e le sue varianti: ipocrisia ,narcisismo ,potere,eccetera.. sembra ( salvo ecceioni)essere tanto innato individuale quanto collettivo,globale.

    E da bruto comportandosi in questo pure chiamato homo sapiens sapies,eccetera,insulso e prepotente quale e’ ,nella vanta’,nel grado,nel distgo pure si crogiola. Smarrendosi. Disvalori che stanno all’apiche della piramide umana gerarchica.

    Dante Alighieri continua:”…ma per seguir virtude e conascenza”.Ulisse o non Ulisse ,Dante si riferisce al genere umano.Siamo tutti e tutte convolti.Chiamati e chiamate a comportarci bene,non da brutie brute. (virtude) , e a migliorarci nella conoscenza,ad istruirci e aiutare il prossimo ad istruirsi.E ad evoverci nella santita’.

    Ma a quanto pare non sono in taniti ad avere fatto virtude di questa..conoscenza.

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  6. Apprezzo vivamente la tua curiosità e la tua sete di conoscenza! vorrei aggiungerti che esiste anche un’altra spiegazione a questi famosi versi o meglio un’altra interpretazione: non siamo nati per restare animali (allo stato bestiale) ma siamo nati, come figli di Dio ed esseri spirituale, per conoscere in primis noi stessi attraverso le nostre virtù che dobbiamo coltivare incessantemente e seguire come il faro che ci porta al mare immenso della conoscenza. Ricordi la frase sul tempio di Apollo: conosci te stesso? Seguendo la nostra dignità (virtude/nobiltà di figli di Dio e pertanto dei) raggiungeremo l’Universo. Bella meta anche per Ulisse, non trovi?

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  7. Sei uno dei pochi che si prende in giro e prende in giro i blog.Sappi che molti blog italiani sono noiosissimi specialmente quelli che parlano di tecnologia. Ciao

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  8. e bravo gigi che oltre ad aver studiato ci fa pure il compitino sul blog..scherzo…il post è molto belloNon si finisce mai di imparareSi impara da tutto e da tuttiLa verità non la possediamo noiNon esiste una sola verità:-)In bocca al lupo per gli esami

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  9. Credo che uno degli aspetti positivi della nostra epoca è proprio questo: non esiste un’età né un motivo valido per tirarsi indietro. Ci sono e ci saranno sempre valide ragioni per essere sempre affamati di conoscenza.

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  10. Oggi si deve saper essere superficiali per scremare le informazioni degne di essere approfondite.Si può essere esperti solo in un campo specifico.La conoscenza ai tempi di Dante era infinitesima rispetto a quella attuale.E anche le fonti di conoscenza.

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  11. Guarda che amare l’Odissea più dell’Iliade è già di per sè un segno di vecchiaia.Ma anche per me rischia di essere così come tu dici e mi accorgo che la mia vita è una continua curiosità, è per me un continuo voler sapere senza mai stancarmi e fino a che mi interessa.E a volte gigi ho più voglia di vivere ora che a 20 anni e forse è normale sia così, forse la vita la vuoi più intensa con più vedi che che passa.Non lo so, ma di certo so che ho talmente amato la vita che a volte ho rischiato di bruciarla in un attimo, spesso per averla desiderata troppo intensamente proprio come i personaggi di jack Kerouac. Così io la voglio ancora la mia gigi, al di sopra delle righe sempre.ciao e auguri per i tuoi studi.

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  12. é molto bella da parte tua riprendere gli studi, iniziati in passato ( lo avevo già letto dal tuo profilo linkedin), la ricerca della conoscenza e del sapere sono cose estremamente importanti.Ci perdiamo in tuuto il sapere disponibile ( sulla rete specialmente ) ma sopratutto veniamo anche “offuscati” da tanta “monezza” che ci gira intorno..la superficialità è il male del nostro secolo , non credi ?

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