Giovani speranze ….digitali!

Ieri ho partecipato a questo evento presso l’Università di Venezia.

All’inizio dell mattinata ho tenuto un intervento sulle esperienze di stage che alcuni laurenadi hanno fatto presso la struttura informatica che coordino presso Regione Veneto.

Più tardi nella mattinata ho partecipato alla tavola rotonda con rappresentanti di confindustria, di alcune aziende aziende ICT ecc. Il tema era, più o meno, “come cambiano le conoscenze, le competenze e le diponibilità delle figure informatiche che escono dalle Facoltà tecniche….“……………..più o meno.

Per farla breve, abbiamo detto ai giovani lureandi di non concentrarsi SOLAMENTE sulle tecnologie pure, ma di studiare e applicare anche project management, knowledge management, business management, ecc.

Erano parzialmente daccordo ma poi uno di loro si è stupito quando a una domanda del tipo: “ma le aziende e gli enti, sanno che differenza c’è fra una laurea triennale e una specialitica?” Quasi tutti noi che stavamo sul palco per la tavola rotonda gli abbiamo detto: NO!

Mi ricordo ancora un passaggio di una mia risposta che ha stupito e lasciato allibiti molti ragazzi. Loro erano convinti di entrare in azienda e poter fare i “guru tecnologici” e io ho risposto più o meno così:

Sapete perchè siete sfruttati e passate spesso per i Call Center anche se siete laureati? Perchè la vostra professione è “funzionale” e non “strategica”.
Fino a quando i manager che vi assumono non avranno la conoscenza e la cultura, per capire come trarre vantaggi dalle vostre capacità, non sarete stratgici.

Non è colpa vostra, ma di questo paese che, come dice il prof. Monti, è schiavo della “dittatura del breve termine”.
Chi vi assume vuole soluzioni immediate (funzionali) non strategie!

Purtroppo!

5 Comments

  1. Bene, vedo che lo stimolo a dibattere c’è e dovrebbe far piacere anche ai vostri prof. che conosco personalmente e, garantisco, sono attenti al vostro futuro.Alle domande di Jakaiser c’è una sola risposta: “fate voi le aziende innovative! Siate voi start-up”.Ecco perchè dico che dovete imparare a pensare anche al business management.Che differenza c’è fra un laureato italiano e uno pachistano o americano della Vostra stessa materia?Semplice solo una. lui appena esce crea una azienda e si fa incubare/finanziare.I modi ci sono e so che la Vostra Facoltà intende fare un altro incontro con la perte più prettamente economica (Banche, incubatori d’impresa, ecc.).Ma non aspettatevi idee e soldi dagli altri. Andateveli a cercare!

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  2. Non potendo partecipare all’incontro di due giorni fa, ho dovuto ricavare qualche informazione da commenti con i colleghi dell’università e dal suo blog. Certamente il quadro finale che ho ottenuto è parziale, ma l’ho trovato poco incoraggiante.Lei dice che “Fino a quando i manager che vi assumono non avranno la conoscenza e la cultura, per capire come trarre vantaggi dalle vostre capacità, non sarete strategici”.Questa frase l’ho interpretata come un “non si può usare ciò che non si conosce”. Sono d’accordo, ma cosa manca ai manager per capire che possiamo essere utili? Non credo siano così ottusi da non intuire che certi automatismi (es. una banale macro in Excel) possono far risparmiare letteralmente ore di lavoro.Penso che il problema sia più di mentalità che di conoscenza: probabilmente un laureato in informatica viene considerato “un guru”, ma non c’è l’INTERESSE a usarlo: perché far scrivere un programma che fa risparmiare due ore di lavoro quando il sistema manuale c’è e funziona? Perché ricorrere a nuove tecnologie quando le vecchie vanno bene?Ho l’impressione che il terziario italiano sia ‘zoppo’, nel senso che risparmia sulla ricerca. Non conosco startup italiane che lavorino su progetti innovativi (come Skype, o Google); per contro, mi vengono in mente due o tre ditte che producono software gestionale.

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  3. Concordo con Nicola. Il concetto di formazione continua o per dirla da guru “longlife learning” :-) vi deve entrare nello spirito e nell’anima.Siate sempre affamati di conoscere! E di imparare. Non basta una vita!E non siate negativi, il mio post è solo uno stimolo. Siete voi giovani che dovete diventare classe dirigente. Noi moriremo prima e vi lasceremo gli spazi.Ma a quel punto fate tesoro di quanto è successo in questi anni. Non chiudetevi anche voi nella boria e nella cecità dei manager. Ascoltate e capite i giovani. Sono un energia vitale!

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  4. I miei 2 cent da venticiquenne alle prese con il mondo del lavoro.Credo che in parte la colpa vada attribuita anche ad alcune Università italiane che, per quanto riguarda l’informatica, non danno una formazione che prepara adeguatamente al mondo del lavoro.In Italia (a torto o a ragione) l’informatico viene considerato come l’operaio del nuovo millennio, se oltre alle fondamentali conoscenze teoriche non si hanno quelle capacità tecniche che solo l’esperienza e lo “smanettamento” possono dare, le aziende difficilmente si concentreranno sull’assunzione di laureati. La formazione personale al di fuori degli esami universitari, può sicuramente aiutare.

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