Le bandiere rosse di via Paolo Sarpi

Non ce l’ho fatta a trattenermi.
Era quasi una sfida. Il blog di Beppe Grillo sta battendo tutti i record sul post dal titolo: “Le bandiere rosse di via Paolo Sarpi“.

Quando mi son collegato io i commenti erano più di 2100.
Ovvio che il mio contributo verrà annegato nel mare di commenti però, voglio replicare il commento per i miei lettori, in quanto un certo impegno sociale con la “pancia” e non con la “testa” ha permesso di aggregare attorno a quel post di Beppe tanti blogger con idee diverse.

Ecco il mio commento:

Non so se sto commentando solo per battere il record di commenti :-)

Penso che questo post sia nella top-ten di tutti i tempi. Quindi ecco il mio +1. :-)

Mentre scrivo, però, mi ricordo di essere blogger anch’io e non voglio lasciarmi sfuggire questa occasione da “hall of fame”, quindi aggiungo la mia opinione con una certa passione civile che ultimamente mi sta tornando!

Mi chiedo quanta voglia abbiamo tutti di impegnarci. Qui siamo duemila, molti blogger, certi di destra altri di sinistra o di centro….ma che palle!

Perchè non cominciamo a dire che destra e sinistra sono un retaggio del secolo scorso e che queste questioni “politiche e culturali” sono NOSTRE in senso Italico del termine, senza dividerci!

Vi prego non accusiamoci di nazionalismo, di autarchia o di altre amenità. Proviamo a parlare di “senso di appartenenza”, senza sventolare bandiere.
Non di orgoglio italiano, che sa di muffa, ma di senso di appartenenza a un concetto culturale e sociale che, stentatamente ma lentamente, abbiamo recuperato ora, negli ultimi vent’anni.

Un giorno ho letto che da qualche parte che l’Italia è un paese con il culo in Africa e la testa in Europa.

Forse è vero, ma proprio questa specificità ci ha permesso di non diventare nazionalisti come i vecchi stati nazionali europei ne tantomeno apolidi come le tribù Africane.

Italia è lentamente diventato sinonimo di qualcosa, anche di positivo.
Ora, come dice Beppe, succede una cosa strana. Mentre in Germania i turchi vogliono diventare tedeschi e in Francia gli algerini vogliono diventare francesi, qui da noi, Cinesi, Ucraini, Arabi e altri vogliono rimanere in ghetto con la loro identità.

Non vogliono contaminazione!
Perchè? Perchè? Perchè gli permettiamo di uscire da ogni regola che, a stento e lentamente, abbiamo costruito?

Diamo manforte a tutte le iniziative che permettano integrazione vera, sociale, religiosa, politica ed “ETICA”!

Scoraggiamo tutti i politici che su queste questioni fanno giochi di tornaconto elettorale. Fermiamoli!

 

2 Comments

  1. Ti ringrazio per la visita e per il commento. Il fatto che non ti sei identificato, forse, fa presumere che sei uno sporadico lettore del mio blog. Mi fa piacere comunque, che chi passa di qua noti un certo impegno etico e civle che vede negli strumenti tecnologici nuove forme di possibile democrazia.Certo che un paio dei tuoi passaggi mi hanno fatto pensare.L’aspetto storico l’avevo solo sfiorato ma concordo con te che è importantissimo.Dopo la caduta dell’impero romano non abbiamo subito altro che invasioni e dominazioni e forse per questo il “senso di appartenenza a stato, nazione, patria ecc” è scarsissimo in noi italiani.Per mia fortuna sono veneziano. Qui da noi 1000 anni di storia (oligarchica) hanno permesso di maturare una forte propensione al rispetto degli altri ma, da quello che ho studiato, senza mai venir meno alle regole.Gli orientali, ad esempio, avevano il loro fontego per le merci, ma giravano liberi per i mercati e si integravano con noi negli avamposti veneziani e nella città stessa.Vabbè non mi dilungo oltre, anche se sarebbe bello capire perchè siamo stati poco “italiani”, meno di due secoli, e tra poco saremo invasi nuovamnete.L’altro giorno ho visitato un sacrario della grande guerra, ci sono arrivato per caso. Dentro di me ho pensato: “ma per chi son morti questi?”.Valeva la pena morire per una speranza di “patria” che si è dissolta in meno di 100 anni?Che senso hanno le guerre difensive quando l’attacco vero verrà, comunque, portato a livello economico e sociale?

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  2. Ciao blogger.Bello non riuscire a trattenersi. Bello anche sentire che la coscienza civica risale prepotente.Bellissimo ridimensionare il tifo da stadio tra destra sinistra e centr’attacco…Il guaio e’ pero’ che ormai (credo) nessuno e’ piu’ in grado di correggere alcuna rotta. Basta essere una persona con un po’ di cervello per essere sinceramente preoccupati per come va la societa’, l’Italia, il mondo.Magari no, ma forse abbiamo raggiunto la soglia critica oltre la quale il volante non risponde piu’ ai nostri comandi.Bisognerebbe saper leggere la storia: forse li’ c’e’ scritto come andra’ a finire. Caduta dell’impero romano? Invasioni barbariche? Scomparsa dei dinosauri?Ci eravamo illusi che il giocattolo fosse nostro solo perche’ non avevamo piu’ tragedie dal ’45?Magari fosse cosi’.Su una cosa forse sbagli: siamo noi che vogliamo l’integrazione ma solo per difenderci. Loro sono molti molti di piu’. L’integrazione a loro proprio non serve.Personalmente faro’ anch’io il mio per dare un contributo positivo alle cose, ma la vedo dura. Non vedo chiaro. Spero di essere solo io.1 Lettore

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