Si può fare! La ePartecipation si può fare!

Devo dire che ricevo diverse “sberle” durante la mia attività di “combattente”. Però, parafrasando il titolo di un libro “I no che aiutano a crescere”, ne faccio tesoro.E’, vero, sostengo che non seve comittment, sostengo che non serve sponsor, sostengo che la partecipazione deve partire dal basso, sostengo che le aree “franche” devono essere virali, sostengo che non bisogna demordere e che dopo due o tre generazioni, forse, il vento della partecipazione spazzerà anche gli ordinamenti della PA.

Ma la paura?
La paura dei manager che dicono “ma cosa fai? fai partecipare i dipendenti? gli dai strumenti micidiali? e poi? Se non lavorano, se cazzeggiano sui forum sui blog?

Io sostengo che questo non è un problema di strumenti, ma di organizzazione, e chi combatte per diffondere cultura digitale e conoscenza lo deve fare a prescindere. Anche nela PA.

Però spesso mi dicono, vai piano!!!!!!!
Sei troppo veloce, non siamo pronti!

Insomma, ma son davvero io veloce o forse mi vedete veloce?
Santo Dio, se tutti sanno fermi, sempre immobili, anche uno che camina lentamente sembra un centometrista!

E poi, che sarà mai, lasciteli partecipare, lasciateli provare a mettersi in condivisione.

Il bello è che ai dipendenti pubblici piace. Nei prossimi giorni, durante un convegno, premieremo tutti quelli che hanno partecipato: http://venetoexpo.regione.veneto.it e che chiedono di continuare a partecipare.

Penso, auspico, che se i dipendenti partecipano nelle Intranet sarà più facile metterli in sintonia con i cittadini che, anche loro, vorranno partecipare. A tutto campo. Con strumenti 2.0 finalmente anche in quei mostri di portali pubblici che smbrano non aprirsi MAI alla partecipazione.

Poi leggo questo clip tratto da: http://www.nove.firenze.it/

e spero che sia vero, che qualcosa “si può fare”!

Questo post, un po autoreferenziale, chiederebbe commenti e incoraggiamenti e una discussione su come “combattere” la resistenza e la conservazione, su che strategie adottare e su quali strumenti di marketing virale concentrarsi per provare a vincere questa sfida anche nelle PA.

clipped from www.nove.firenze.it

Gli organizzatori del recente seminario su WEB e TV dei saperi, hanno posto in
evidenza il diritto dei cittadini all’accesso alle reti ed alle TV gestite dagli
Enti Pubblici, per produrre contenuti e per contribuire ad una fase più avanzata
di democrazia culturale interattiva tra istituzioni e cittadini, in particolare
nei settori dell’ e-Democracy e dell’ e-Government nel quadro dello sviluppo
della Societa della Conoscenza. ONNS/EGOCREANET intende presentare entro un mese
al Presidente Riccardo Nencini, prendendo in considerazione le fattive
esperienze di aperto colloquio con i cittadini, un’idea progetto per utilizzare
le Reti e TV istituzionali, o convenzionate con la RT, per partecipare con
propri contenuti le strategie politiche di sviluppo della Societa della
Conoscenza in Toscana

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3 Comments

  1. Certo, per molto tempo – almeno 25 anni direi – la motivazione al coinvolgimento in azioni/iniziative basate sull'uso "organizzativamente efficace" dell'ICT è stata in modo esclusivo il "vantaggio" economico; due domande del top management Olivetti degli anni 80 mi risuonano nella testa come un incubo; "where is the beef?" e "cosa vuol dire concettuale?". Poi c'è stato il dramma dell'interesse a partecipare in progetti di "trasferimento di tecnologie", per prendersi i soldi dei finanziamenti europei.Adesso mi sembra proprio che la resistenza e la conservazione si possano combattere solo con "la paura" dello svantaggio economico … chi non ci si decide a cambiare comportamento rischia grosso.Sto cercando di farmi un account Twitter .. che casino però :(

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  2. Io sono con te.Per quel che mi riguarda andrei anche più veloce, per chi può andar veloce. La PA deve dare l’esempio e non seguire a ruota e aggiungerei facendolo bene. Altrimenti gli ritorna tutto con gli interessi (vedi portale e logo Italia)

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  3. Gigi, domandi “come promuovere la partecipazione”? Io vedo solo un modo: proporre cose che possano interessare il/la destinatario/a.Noi adulti, facciamo bene a non fare una cosa se non riusciamo a trovare almeno un briciolo di ragione per farla …..Siamo fatti così …. Non importa se per i superiori livelli di consapevolezza di chi propone una cosa d’avanguardia, la stessa ha senso, ha più senso di un’altra. Ciò che è tua consapevolezza per me non è nulla. Perchè tanta gente non viene alle nostre iniziativa formative? Spesso perchè non sono interessanti. Nessun’altra dietrologia. Si, la resistenza al cambiamento, come diciamo noi psicologi, ma il succo è l’interesse e/o il “vantaggio” che io ne posso trarre. Cerchiamo, quindi, di usare queste leve.

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