Intranet e knowledge management

La settimana scorsa ho partecipato al convegno organizzato dal Formez a Rimini in occasione di Euro-Pa.

L’occasione, l’ennesima alla quale presento le buone pratiche della Intranet di Regione Veneto, è servita anche per condividere esperienze con altre comunità.

Esperienze realizzate da amministrazioni pubbliche. Quelle che il Formez indica come “esperienze di amministrazioni regionali e locali che hanno puntato su strumenti Knowledge Management per facilitare la condivisione delle informazioni e migliorare l’efficienza nell’organizzazione del lavoro”.

Ho potuto apprezzare il lavoro svolto dal Comune di Reggio Emilia che, come nel caso di Regione Veneto utilizza una serie di killer application per diffondere la cultura della partecipazione in una intranet.

Io ho ribadito i soliti concetti:
• partecipazione dal basso
• zero commitment e sponsorship
• strumenti di web collaboration
• Killer areas come CRAL, RSU e altre “zone franche”.

E poi, più o meno i principi espressi anche dal Cluetrain manifesto:

• Come per i mercati in rete, le persone si parlano direttamente anche dentro l’azienda – e non proprio di regole e regolamenti, comunicazioni della direzione, profitti e perdite.
• Queste conversazioni si svolgono oggi sulle intranet aziendali. Ma solo quando ci sono le condizioni.
• Di solito le aziende impongono l’intranet dall’alto, per distribuire documenti sulla politica del personale e altre informazioni aziendali che i dipendenti fanno del loro meglio per ignorare.
• Le intranet emanano noia. Le migliori sono quelle costruite dal basso da singole persone che si impegnano per dare vita a qualcosa di molto più valido: una conversazione aziendale in rete.
• Una intranet in buona salute organizza i dipendenti nel più ampio significato del termine. Il suo effetto è più radicale di qualsiasi piattaforma sindacale.
• Se questo spaventa a morte le aziende, è pur vero che esse dipendono fortemente dalle intranet aperte per far emergere e condividere le conoscenze più importanti. Devono resistere all’impulso di “migliorare” o tenere sotto controllo queste conversazioni in rete.
• Quando le intranet aziendali non sono condizionate da timori o da un eccesso di regole, incoraggiano un tipo di conversazione molto simile a quella dei mercati in rete.
• Gli organigrammi funzionavano nella vecchia economia, in cui i piani dovevano essere ben compresi da tutta la piramide gerarchica e dettagliati piani di lavoro potevano scendere dall’alto.
• Oggi, l’organigramma è fatto di link, non di gerarchie. Il rispetto per la conoscenza vince su quello per l’autorità astratta.

Noto poi, con piacere, che non si è soli a “combattere” contro la conservazione e la chiusura a riccio degli ordinamenti e delle normative centrali e locali della PA.
Devo dare atto al Formez che sta seminando bene e sfrutta le buone pratiche come grimaldello per persuadere tutte le amministrazioni pubbliche ad aprirsi verso la ePartecipation.
Da questo link, potete scaricare le presentazioni e farne buon uso!

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