Una vera rete sociale già dagli anni '90

L’orgoglio di farne parte mi spinge a enfatizzare queste note su una rete sociale che in Italia si aggrega attorno all’associazione Assint: http://www.assint.org.

E l’orgoglio deriva soprattutto dal fatto che sono fra i fondatori, e fra gli attuali animatori e credo che questa rete, nata prima dell’esplosione del “social networking” e prima del 2.0, sia un esempio di come le aggregazioni possano esistere prima e, sicuramente dopo, per sopravvivere anche quando le varie tendenze che si susseguono su Internet entrano in fase di “bolla”!
Non eravamo nativi-digitali. Eravamo persone immigranti verso un mondo digitale che oggi celebra le “reti sociali” come punto di arrivo. Noi eravamo il punto di partenza!

Tutto nasce da un esperienza di elearning che già era 2.0 nel 1999. Nata come esperienza tecnologica si è evoluta in esperienza sociale aggregando l’eccellenza dei formatori italiani che operano nelle scuole superiori, nelle università e negli enti pubblici, nonchè negli istituti di formazione e altri enti che si raccolgono sotto l’ombrello del programma Cisco Networking Academy.

Provare per credere. Navigando nel web 2.0 più classico.
La rete è già sviluppata a livello mondiale e annovera milioni fra studenti e docenti di ogni parte del pianeta.

Nel nostro paese il punto di contatto per questa rete sociale è il sito http://www.assint.org o il portale collaborativo http://elearning.assint.org.

La cosa che mi affascina e mi appassiona di questa esperienza, è che la rete che abbiamo creato vive anche nel mondo reale. Non siamo collegati solo dai vari programmi di formazione a cui aderiamo. Non siamo collegati solo con email, skype o linkedin. Ci troviamo anche per una gita, durante le ferie, o in occasioni diverse quando siamo nelle città dei nostri soci.

La forza della nostra rete sta anche in questo, nell’amicizia che dopo tante occasioni date dai corsi, dai convegni in Italia e soprattutto all’estero, e da altre centinaia di eventi che ci hanno visti assieme, si è rafforzata e cementificata. Oggi siamo amici, abbiamo progetti in comune.

Saremo ancora insieme a Marzo in occasione del Cisco Expo durante le sessioni dell’ ITALIA 2.0 e faremo rete, rete vera, rete sociale anche senza le tecnologie.

Perchè noi siamo sempre stati 2.0, ma saremo anche 3.0, perchè come scrivevo in un mio precedente articolo: Ma poi tanto nuovo non è, questo fenomeno sarà anche facilitato dalle tecnologie, ma per sopravvivere ed espandersi ha bisogno dell’impegno e dell’entusiasmo delle persone.

Assint, infatti, nasce da un’ esperienza di successo ed è diventata un opportunità.
Non più solamente formazione, ma conoscenza. Conoscenza che parte dall’ICT ma può arrivare ovunque.

Leggendo e rileggendo lo slogan di Assint:

“.…La conoscenza tecnica aveva un ruolo fondamentale anche nelle società del ventesimo secolo, ma nella nostra era la velocità del progresso ha enormemente aumentato l’importanza della specializzazione delle risorse umane.
Per rimuovere gli ostacoli, favorire lo sviluppo e la promozione, in Italia e all’estero, della cultura delle nuove tecnologie, delle reti e dei servizi per l’informazione e le telecomunicazioni serve il contributo di tutti.
Meglio ancora se si tratta di un contributo collettivo, organizzato per ottenere il massimo risultato….”

trovo fondamentale lo spirito collaborativo e partecipativo che mai, come in questa intensa esperienza, è la base per il successo.

10 Comments

  1. gigi tu lo sai che io in materia sono ignorante ma condivido quanto dici la tecnologia passa e si trasforma quelloche resta è l’impostazione e la testa. complimenti gigi. ciao

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  2. Posso reputarmi del tutto ignorante in materia….anzi….Io sono entrato un po’ nel mondo del social networking grazie al mio blogghino….niente di più che un divertimento….Ciononostante, leggendonti, percepisco entusiasmo riguardo tutto ciò….e tutto ciò che viene trasmesso con entusiasmo ha tutta un’altra attrattiva… :-)

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  3. Cari amici io penso che se la nostra ambizione e’ quella di espandere la nostra “rete”, l’offerta formativa deve allargarsi al mondo Linux. Occorre quindi che Cisco faccia qualche accordo con RedHat, Novell o non so chi altro, per la produzione di corsi per certificazioni Linux.Ad oggi Linux e’ l’unica possibilita’ per chi voglia realmente capire come funziona il computer e quindi prepararsi a produrre innovazione anche al di fuori del circuito dei giganti dell’Informatica. Spero proprio che Cisco Academy ci stia pensando prima che lo faccio quanche altro.

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  4. Ciao carissimo Gigi Sul finire degli anni novanta, con il sogno americano della rete del Networking Accademy oggi posso dire, “c’ero anch’io”!Per me è stata una grande prova: Autoformarsi nel campo del networking, per poi formare a mia volta e tutto questo via web o poco più, nonché rigorosamente in lingua inglese … beh, per me è stata dura. …Quanto mi sono sembrati lunghi quei corsi fatti all’estero! Oggi di quel periodo rimane tanto: le foto, gli aneddoti, i ricordi, la stanchezza delle ore di studio/laboratorio e dei tanti esami on line, resta il non essersi persi di vista o la promessa di non farlo. rimane forte il legame con le persone con le quali si è condiviso questa esperienza ed è straordinario come tutto si rinvigorisce ad ogni riunione delle accademy dove ci si incontra per scambiare opinioni ed esperienze, e soprattutto per guardare al futuro di questa comunità, per me un po speciale, colta attenta e soprattutto che non invecchia mai, perché costretta a studiare e aggiornarsi “per poi aggiornare”.Sono molto grato a questa grande rete, per le infinite opportunità che può dare a chi abbia veramente voglia di cambiare la propria vita professionale.Quello che reputo ancora oggi straordinario e il potersi collegare da qualsiasi parte del mondo per entrare a farne parte, tutto questo è possibile anche in posti orribili e senza anima come il Carcere (*), dove individui dotati di volontà e determinazione possono scegliere di imparare un mestiere “nuovo” per avere una seconda possibilità che permetta loro di reinserirsi nella società una volta pagato il debito, “con la coscienza prima” e con la società dopo.Caro Gigi buon lavoro,e buon lavoro a tutti voia presto Lorenzo.(*): II Casa di reclusione di Milano Bollate, unica Local Academy Cisco in un penitenziario, con connesione internet. 24/24.

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  5. Sono perfettamente d’accordo con tutti voi quando dite che la nostra community è un passo avanti, non soltanto dal punto di vista tecnologico ma, cosa ben più importante, soprattutto da quello umano. Dopotutto io sono nel “giro” da poco tempo, fra qualche mese saranno appena due anni che faccio parte della comitiva, praticamente un niente rispetto alla maggioranza di voi che ha iniziato 5 e più anni fa…eppure, sembrerà strano, mi sento come se avessi fatto parte del gruppo da sempre: qui l’aria che si respira è diversa rispetto ai contesti che siamo abituati a vivere quotidianamente. Nel corso dei (fino ad ora pochi) incontri che ho avuto il piacere di fare con il gruppo Assint ho potuto constatare come, al di la di tutto il resto e della tecnologia in se, quello che ci unisce è una passione comune, che viene portata avanti insieme, con grande spirito di collaborazione. Nel corso delle nostre riunioni si discute degli argomenti, si esprimono punti di vista a volte anche contrastanti come è giusto che sia, ma sempre con l’intento di raggiungere l’obiettivo comune, senza nessuno che agisce per avvantaggiarsi sugli altri. Ed in questo clima disteso è estremamente piacevole ed appagante interagire per portare avanti gli obiettivi del gruppo. Superfluo dire che tutto questo è possibile esclusivamente perché dietro c’è una “rete di persone” che assieme, ambiziosamente, stanno cercando di costruire qualche cosa di importante…

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  6. Caro Gigi è proprio così… La Community degli istruttori cisco academy è sempre stata “avanti” (se non era 2.0 almeno 1.9 sì…). Strumenti di elearning avanzati su cui fare e disfare classi. Accedere a mille risorse per l’insegnamento. La consapevolezza di possedere e condividere le stesse (o quasi) conoscenze sul networking (quelle del curriculum ccna) con decine o centinaia di istruttori in Italia…e nel mondo 10 volte di più. L’essere stati ex allievi dello stesso corso (una community quella dei Alumni, o ex allievi, ancora più grande di quella degli istruttori)… Sono collanti formidabili. Gli strumenti web si sa…affascinano…io qui tu lì lui (o lei) chissà dove… e tutti condividiamo qualcosa…gratis…in ogni momento…un’informazione, un corso, una barzelletta, un’immagine. Ma dietro ci vuole altro per fare crescere una rete di relazioni. Un conto è un test per vedere se riesco a spedire una foto o un filmato ad un sito dal telefonino…altro è il condividere lo spirito e il messaggio di questa azione. Insomma il ‘blind’ social networking cioè essere “alla cieca” in una rete tanto per esserci (un po’ come il ‘blind date’) va bene per un’emozione temporanea :-). Ma la rete cresce se c’è altro, non solo se c’è lo strumento web. E la rete Assint a quanto pare altro ce l’ha: persone con interessi comuni e voglia di condividere contenuti per crear qualcosa di più. Che prima non c’era… Vedi che siamo già nel web 3.0?

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  7. Che si sia partiti nell’ormai lontano 2000 con l’unico intento di portare a compimento il primo corso di Istruttori Cisco interamente svolto in Italia, e che questo abbia poi innescato delle relazioni che per alcuni di noi sono durate e durano fino ad oggi, direi che è già parecchio.Sia frutto della rete?, non lo sò, ma quello che sicuramente sò, e che lo spirito di aggregazione che ci ha uniti non è stato sicuramente finto. E’ vero non solo il programma Cisco CNAP che ci ha fatto incontrare, ma tutta una serie di interessi che ci ha fatto conoscere ed approfondire le nostre conoscenze ci ha sicuramente permesso di crescere professionalmente e non solo. La rete “sociale” è sicuramente uno strumento da seguire incrementare e far crescere, anche nel bene della collettività “parolone eh?”, ma che sà sicuramente di buono, specialmente laddove molte realtà cadono solto il peso degli “egoismi” e degli “arrivismi”.Si Gigi, continuiamo così e forse non sarà solo 2.0 o 3 o 4 o 5.Buon Lavoro e a vostra disposizione. Carlo Bergonzini

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  8. Commento all’articoletto, anche se tu scrivi in giacca e cravatta e io rispondo con lo stecchino in bocca: E’ da mo’ che lo dico: meglio il metodo tradizionale che l’inseminazione artificiale. Tecnologia e’ bello, ma aver anche la testa e’ meglio.Anche perche’ la tecnologia si compra, e poi passa, ma la testa …

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