Virtual workspace nelle intranet

Avevo annunciato in un precedente articolo la presentazione dello studio condotto dal Politecnico di Milano in occasione del Convegno: Oltre le Intranet e i Portali: l’emergere dei Virtual Workspace.

Bene, sono apparse le prime considerazioni che ribadiscono i problemi “culturali” e “organizzativi”. Insomma si vince la resistenza e la conservazione solo se si abbattono le barriere funzionali.

Cito:

Secondo l’analisi delle best practice effettuata nell’ambito della Ricerca, il modello migliore di integrazione per far fronte alle barriere tecnologiche prevede di investire in una progressiva componentizzazione del sistema ed in un orientamento ai servizi, tenendo però conto del livello di maturità delle applicazioni e delle esigenze delle diverse tipologie di utenti. Sebbene oggi solo il 3% delle organizzazioni del campione abbia intrapreso questo percorso, una percentuale molto più ampia di casi prevede di attuare queste evoluzioni nel giro di uno o due anni.
Non meno critiche di quelle tecnologiche sono le barriere che il percorso verso l’integrazione del Virtual Workspace incontra a livello organizzativo. L’analisi delle scelte di governance effettuate dalle organizzazioni del campione ci ha consentito di definire una “Roadmap del cambiamento” che fornisce orientamento e linee guida per governare in modo efficace l’evoluzione della Intranet verso un Virtual Workspace avanzato.

http://www.i-dome.com/flash-news/index.phtml?_id_articolo=11036

Il messaggio di fondo quindi che emerge dalla Ricerca è che il percorso verso il Virtual Workspace richiede un processo di maturazione e crescita di consapevolezza in cui, all’aumentare del livello di integrazione tecnologica del Sistema Informativo, cresce di pari passo la cultura organizzativa e la capacità di governare gli impatti della tecnologia ed allinearne gli sviluppi alle priorità del business. Cambiano in questo processo i benefici attesi e gli obiettivi alla base delle iniziative di sviluppo, passando dall’efficienza alla flessibilità organizzativa, fino all’agilità strategica nel governare e riconfigurare processi e relazioni in rete. Il successo di chi si troverà a gestire il Virtual Workspace dipenderà dalla sua capacità di uscire da logiche di potere e confini disciplinari e culturali angusti, aprendosi al coinvolgimento di attori diversi e, soprattutto, sapendo conquistare l’attenzione ed il commitment degli utenti, i veri protagonisti attorno ai quali andrà progettato e fatto evolvere il Virtual Workspace.

http://www.datamanager.it/articoli.php?idricercato=17544

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