brunetta

Cul de sac

Qualcuno si sta infilando in un “cul de sac“. Peccato, perchè c’è gente intelligente e competente che si sta esercitando su qualcosa di estremamente inutile, come tutte le iniziative che hanno l’arroganza di voler normare internet. Il Ministro si azzarda a definirla una operazione “dal basso“, peccato che sia stata già scritta e dal basso si può solo “proporre emendamenti”…o RFC, che fa molto più internet addicted.

Intanto scendiamo, scendiamo, scendiamo ancora nelle classifiche, per copertura della rete, per alfabetizzazione digitale, per trasparenza dei dati, ecc. Peccato. Non mi dilungo perchè non ho voglia di polemizzare, ma consiglio alcune letture utili di approfondimento: Guido, Roberto e Vittorio Zambardino.

L'aggregatore

Bha, che vi devo dire dell’aggregatore???????
http://www.italia.gov.it/

cit:.”…Il sito italia.gov.it é un motore di ricerca che…”. Diciamo che è un aggregatore di link. Girovagando ho provato quello dei Comuni su Facebook: http://www.italia.gov.it/partecipare.html

Mah!

Salviamo il nome di dominio che è coerente con le Linee Guida, mentre altri progetti vanno ancora per conto proprio: http://www.azunicode.it/

p.s. non c’entra nulla l’ottimo lavoro di Paolo, solo non capisco perchè il nome di dominio non debba essere coerente con le suddette Linee Guida emanate dallo stesso committente……… Misteri!

Gov.it

Il 26 Novembre il ministro per la Pubblica Amministrazione e l’Innovazione ha emanato al circolare n. 8:“Direttiva del Ministro … per la riduzione dei siti web delle pubbliche amministrazioni e per il miglioramento della qualità dei servizi e delle informazioni on line al cittadino”.

Alcuni temi sono particolarmente interessanti anche se denotano un atteggiamento “centralistico” rispetto al problema e alla soluzione da adottare:

A) Registrazione e creazione di siti web per specifici progetti/iniziative non correlati ai siti principali delle pubbliche amministrazioni;

E’ l’effetto celopiùlunghismo, caro Ministro. Vivendo e studiando al PA da anni denoto una diabolica ossessione su questo tema che nasce innanzitutto da un approccio sbagliato e duro a morire: la mediazione e il controllo.
Quasi il 100% dei siti istituzionali (quelli ufficiali) vengono mediati da una redazione che, nel corso degli anni, ne assume il governo totale e si radica in una rendita di posizione assoluta e impossibile da schiodare. Cosa resta da fare, dunque, per chi non vuol mediare con la redazione (o chi la presiede)? Aprirsi un proprio spazio con relativo dominio, contenuti, servizi, ecc!

Detto ciò vale sempre la mia proposta di azzerare tutto e passare dal concetto di CMS (che non ha più senso e di fatto incentiva mediazione e controllo) a quello di aggregatore ufficiale!

palermoweb[1]

Esempio da non seguire: al comune di Palermo l’informazione più in evidenza è il webmaster (CLICCABILE) che ci dice l’ora esatta. Chapeau!

B) Permanenza dei siti web anche dopo la chiusura del progetto iniziativa;

Anche in questo caso (parzialmente collegato al precedente) quando si sviluppano siti web legati a un progetto o a un iniziativa, molto spesso si sceglie un consulente, un fornitore, un qualcuno a progetto che lo governi e lo promuova. Poi, quando quest’ultimo esaurisce il mandato, non vi è nessuna competenza per aggiornare o rilanciare (nel caso serva) il servizio.
Va detto, inoltre, che molto spesso questi siti potrebbero essere una semplice sub-directory del sito istituzionale (www.istituzione.gov.it/progetto) mentre il celopiùlunghismo e l’opportunità di crearsi una nicchia propende per la scelta del dominio assoluto (www.nomeprogetto.it).

romaweb[1]
Esempio da non seguire: al comune di Roma ben 4 progetti (nella sezione PROGETTI) sono spenti o decaduti.  Chapeau!

C) Riconoscibilità non immediata della natura, pubblica o privata, del sito web;

Che dire, è l’effetto outsourcing bellezza! Da anni predico in tutte le mie lezioni, studi e seminari che SOLO un civil servant ha il senso di appartenenza all’Ente.
La proliferazione di consulenze e outsourcing tese a premiare il fornitore e a deprimere il funzionario capace e appassionato spostano l’attenzione su altri piani che non sono di interesse del cittadino.

D) Identificazione non immediata dell’amministrazione che ha realizzato il sito web;

Infatti, perchè spesso non l’ha realizzato l’amministrazione;

regioni[1]

Sembrano sfumature, ma il canale YouTube del FVG non visualizza il logo ufficiale e non dichiara (apertamente) come il Veneto la sua natura istituzionale. Eppure sono entrambi ufficiali!

E) Assenza di regole e di criteri per il trattamento dei contenuti da dichiarare obsoleti, in modo tale da garantire agli utenti internet la disponibilità, anche attraverso motori di ricerca, di contenuti validi ed aggiornati.

E’ chiaro che se il sito istituzionale (caso rarissimo) fosse progettato bene e disponesse di un sistema CMS con annesse funzinalità di versioning & expiration feautures (quasi tutti i moderni CMS ne sono provvisti) il gioco sarebbe di una banalità unica ma, questi i siti istituzionali sono molto spesso un accozzaglia di pagine messe su alla rinfusa o delle brochure webbizzate!

Ora è chiaro che la prima regola che il Ministro vorrebbe applicata è quella relativa al suffisso di dominio: gov.it per tutte le amministrazioni pubbliche. E mi trova pienamente daccordo.

Le altre sono un po’ di facciata (convegno finale, community, individuazione del responsabile della pubblicazione, ecc.)
Specialmente quest’ultima è odiosa, in quanto induce all’ennesima gara verso la “posizione” che, in un web disintermediato e partecipato non ha alcun senso.

Va comunque ammessa la bontà dell’operazione e un invito a segnalare su http://www.accessibile.gov.it/consulta/ tutte le anomalie, bizzarrie e perversioni delle amministrazioni pubbliche.

Poi, si sa, io sono un po’ “francese”. Queste direttive mi piacciono ma restano inapplicate. In Francia, di solito, danno qualche mese di tempo e se non ci pensano da sole le amministrazioni locali, lo Stato centrale attua un bel: “ghe pensi mi”! Che non fa poi male.

Indovina, indovinello?

fantasia

clipped from www.governo.it

Mercoledì 15 luglio, alle ore 18, presso la sala dei Galeoni a palazzo Chigi, il Presidente del Consiglio on. Silvio Berlusconi, il Ministro del Turismo, on. Michela Vittoria Brambilla, e il Ministro per la Pubblica Amministrazione e l’Innovazione, on. Renato Brunetta presenteranno il progetto del nuovo portale del Turismo “Italia.it” di cui verranno illustrati i temi, le modalità e i contenuti.

Per gli accrediti, si prega di voler inviare un fax al numero 06/67795441 mentre per ulteriori informazioni contattare i numeri 06/455326972 o 335/6098745

blog it

Secondo voi che si saranno inventati satvolta?
Dalla fantasia di tre ministri che iniziano con la “B” non vorrei che uscisse un altra “Boia..”!

Civil service, Public servant

di Salvatore Valerio

Questo post è la mia lunga risposta ai commenti su post di Gigi del 25 luglio: “ma il problema non sono solo i fannulloni“.

A differenza di Gigi io non penso che le persone per bene siano la maggioranza e questo non perchè sia un pessimissa sfegatato, ma perchè storicamente sono sempre le “minoranze” che hanno provato a cambiare il mondo le maggioranze, storicamente, sono sempre state quelle che si sono conformate al mondo senza provare a cambiarlo ma adattandosi ad esso così come è, e traendone tutti i vantaggi.

Anche all’estero (estero vicino – Europa – OCSE,  per intenderci) hanno avuto, e hanno ancora, gli stessi problemi che ha la funzione pubblica italiana e non li stanno risolvendo alla Brunetta, insultando e mortificando.

Civil servant, è un termine che fuori da questi italici confini, ha un significato ed un prestigio: http://en.wikipedia.org/wiki/Civil_servant

Il benchmark non è un termine che dovrebbe essere estraneo a chi ha l’ambizione di voler cambiare – in meglio – la pubblica amministrazione.

Tony Blair, nella sua decennale esperienza di capo del governo inglese,  ha avuto come obbiettivo della sua azione amministrativa, quello di ammodernare in prima persona tutta l’amministrazione pubblica. E lo stesso hanno fatto in Spagna prima con Gonzales e poi con Aznar e in Olanda in Danimarca in Svezia e Finlandia ecc.

Si lo sò,  la “notizia” è passata inosservata in Italia perchè per i giornalisti e direttori di giornali, gli itaGliani erano più interessati a Carlo e Camilla o notizie di questo tenore.

In questi paesi vicini la pubblica amministrazione è stata cambiata e migliorata copiando, adattando e migliorando quello che di buono facevano i vicini (benchmarkng).

Possibile che per risolvere i problemi italiani si debba sempre inventare qualcosa di nuovo qualcosa che non era mai stato fatto prima, qualcosa che non ha termini di paragone.

In ultimo, da diversi anni a questa parte viene evidenziato in diverse gratuatorie mondiali che la migliore  amministrazione pubblica del mondo è quella di Singapore. Ci sarà un motivo.

Ci saranno dei motivi anche validi perchè la pubblica amministrazione di Singapore sta ai primi posti nelle graduatorie mondiali: http://www.adminservice.gov.sg/

Il motto che appare sotto al simbolo di “Singapore government” è: Integrità, Servizio, Eccellenza. Questi concetti significheranno pure qualcosa!

Se si intervista uno dei dipendenti di queste amministrazioni si legge l’orgoglio di appartenere al Civil Service e di essere un Public Servant.

MA IL PROBLEMA NON SONO SOLO I FANNULLONI

clipped from www.lavoce.info

Trasparenza e valutazione sono i due principi guida della riforma Brunetta. Il limite è l’idea che la produttività dipenda innanzitutto dagli sforzi degli individui e dalle norme di legge, ma non dai modelli organizzativi, dagli obiettivi e dalla distribuzione delle risorse sul territorio. E’ vero il contrario. Occorre dotarsi di sistemi di contabilità industriale che misurino la produttività anche nella Pa, con modelli specifici per ciascuna amministrazione. E in questi casi il principale incentivo per gli individui non è la gratifica annuale, ma il percorso di carriera.

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via, via, via

ConfrontiPA, da oggi, aperto a tutti

Non sarò Obama, ma risponderò a tutti. Fatemi delle domande: risponderò a tutti. Obama risponde sulla crisi io risponderò sulla Pubblica Amministrazione, su cosa ho fatto, su cosa farò, su cosa ancora non va…..

Questo è il videomessaggio del Ministro Brunetta che presenta l’iniziativa: ConfrontiPA

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Dopo i primi giorni di rodaggio con alcuni soggetti preselezionati che hanno lanciato l’iniziativa fra sabato e domenica, fra i quali il sottoscritto, l’iniziativa ConfrontiPA è ora aperta a tutti. Nei prossimi giorni, assieme agli altri organizzatori del barcamp, stiamo anche studiando una forma di sostegno e di pubblicizzazione al Barcamp, con l’ausilio di una decina di videomessaggi lanciati da un maniolo di blogger.

Approfitto per chiedere ai lettori un esplicito commento e una votazione al video che ho sottoscritto, al fine di invitare Brunetta a contaminarsi con chi fa rete e innovazione dal basso…….non perdiamo le speranze vero?

Invito per il Ministro Brunetta

Come i miei lettori sicuramente sanno, sto organizzando (con l’aiuto della rete degli innovatori e di ForumPA) il primo Barcamp degli innovatori della Pubblica Amministrazione, che si terrà il 13 Maggio a Roma.

Nei giorni scorsi il ForumPa ha aperto una sezione “confronti“, nel classico format interattivo e dialogico avvalendosi degli strumenti web 2. Il mio intervento, infatti, è stato prelevato dal canale personale su YouTube ed è ora disponibile per i commenti e per i voti di gradimento.

Ho preferito evitare il pistolotto di richieste, lagne e altre amenità su progetti fuffologici. Infatti penso che il Ministro dovrebbe venire il 13 Maggio a contaminarsi con chi fa innovazione dal basso e provare ad ascoltarci, se ne avrà il tempo e la voglia.
Voi che ne pensate?

Mi piacerebbe che il Ministro vedesse e apprezzasse la vivacità della parte abitata della rete quindi, se potete, esprimetevi qui: http://confronti.forumpa.it/content/videoinvito-il-ministro-brunetta

Grazie

Siamo un popolo di formiche

Uno smile per De Rita!

«Macché. Gli italiani lavorano moltissimo. Continuo a viaggiare per l’ Italia e non vedo altro che gente impegnata sul lavoro. Siamo un popolo di formiche laboriose. Grazie a questo istinto stiamo fronteggiando la crisi. Magari, è vero, siamo anche un popolo di doppio-lavoristi, di lavoratori stagionali… Comunque di lavoratori. Piuttosto, penso che gli italiani spesso vorrebbero lavorare meglio». Ma allora, la polemica sui «fannulloni» e gli scansafatiche? «L’ attributo di “fannulloni”, stando a Brunetta, evoca l’ universo del pubblico impiego. E anche qui il problema non è dei dipendenti, spesso materialmente costretti a rimanere negli uffici senza far nulla proprio perché privi di mansioni. Il difetto è semmai di chi comanda e non sa coordinare i sottoposti».

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Linea amica

Dopo aver letto questo post, qualcuno potrebbe pensare: “Ma non sei mai contento?” E forse ha ragione. Ma, purtroppo, più passano gli anni più certe convinzioni si consolidano.

Veniamo al dunque. Il cavaliere senza macchia e senza paura Renato Brunetta ha presentato Linea amica, progette che tende a sviluppare un contact center unico con il cittadino. Si tratta sostanzialmente di un “mega URP” che lo stesso ministro annuncia come il più grande d’Europa.

A cosa mira il ministro? Sicuramente a rendere più facile, comprensibile, snello ed efficace il primo contatto fra il cittadino e la Pubblica Amministrazione. Bene, direte! Certo, i propositi sono degni e dettati dal buon senso. Ma, a mio modo di vedere, sono una tipica operazione di cosmesi. Anzi, l’ennesima pennellata di cerone che rischia di aumentare lo spessore della facciata pubblica rendendola ancora più impenetrabile.

Il problema che sta all’origine dei tentativi di semplificazione della macchina pubblica sono la sua maledetta complessità. Sembrerà una considerazione banale, ma se ci pensiamo bene non lo è.

Perchè la macchina pubblica è maledettamente complessa e impenetrabile?

Prima di tutto perchè il paradigma semplice ma perverso funziona: meno mi capisci più facilmente mi conservo.

Secondo perchè la complessità è un industria. Si, la complessità è un fattore economico e di consenso non indifferente, spesso a vantaggio di aziende private che poi sono fra le prime a sputare sul piatto dove mangiano.

Gran parte dei meccanismi perversi (che poi si esprimono in leggi e regolamenti) sono figli della lobby politico/industriale. Quando si attiva un iter (parola odiosa) che non ha pari nel mondo reale, spesso lo si accompagna con procedure che richiedono:

  • istituzione di struttura (ennesimo Ente, Agenzia, Autority, Commissione, ecc. con Dirigenza spesso prelevata dal privato….amico del ?)
  • organizzazione della struttura in sedi e uffici (costruttori, palazzinari, affittuari fatevi avanti!)
  • assunzione di personale (quasi sempre a progetto o in outsourcing in modo che ne benefici qualcuno….amico di ?)
  • procedura informatica (con aziende sempre pronte a complicarla al massimo o a riscriverla da capo, alla faccia del riuso!)
  • dotazioni mobiliari e tecnologiche (con diverse aziende pronte a beneficiarne)
  • modulistica, libri, manuali, e altre forme cartacee (ahimè la PA è fra i maggior produttori di inutile carta)
  • campagna di comunicazione e marketing (data in mano ad agenzie e studi professionali)
  • ecc.

Ma torniamo a noi. L’operazione di Brunetta è dettata da buonsenso ma è viziata all’origine perchè il 90% delle cose che il cittadino non capisce potrebbero essere facilemnte cancellate.

Semplificare significa eliminare, prima di tutto, il superfluo. Ma qui casca l’asino, come si potrebbe poi distribuire il consenso se manca la materia prima, cioè la fuffa? In un momento di crisi in cui tutte le aziende chiedono aiuto alla Pubblica Amministrazione e vogliono ciucciare dalla sua tetta, come si fa ad eliminare il superfluo?

E allora via, istituiamo qualcosa di nuovo che si sovrappone all’esistente.
Lo so, il mio è un discorso stucchevole e naif, ma a cosa servono gli URP? Oddio qui centinaia di professionisti potrebbero tacciarmi di ignoranza e presunzione, ma secondo me la stessa idea di URP è una dichiarazione di sconfitta e di incapacità funzionale.

Se non so erogare i miei servizi il motivo principale è perchè non li ho vestiti sui fabbisogni reali, ma li ho costruiti secondo le mie necessità interne che spesso sono dettate dal bieco opportunismo.

Quindi, la prima cosa da fare è diminuire la distanza con il cittadino ascoltandolo. Costruendo i servizi sui suoi fabbisogni reali. Semplificando la burocrazia e azzerando tutto l’inutile.

L’operazione di Brunetta è dettata da una strategia seria e probabilmente vincente:
a) ti dimostro che i dipendenti sono fannulloni
b) ti dimostro che sono amico dei cittadini
c) ti dimostro che, senza dirlo, aiuto le solite lobby

e chi non lo voterebbe? Fa del bene a tutti no?

Ale!

clipped from blog.panorama.it

D’altronde il costo attuale di tutti gli urp italiani non è insignificante. La stima è di circa un miliardo. Che, dunque, va messa a profitto. Solo all’Inps la spesa è di circa cento milioni,quasi 40 mila le telefonate. Il network Linea Amica, il numero verde 803.001, inizialmente dal lunedì al venerdì dalle 9 alle 17) è un progetto messo in piedi a risorse date pari a circa 4/5 milioni euro, ma l’auspicio è, se avrà successo, che si possa mettere qualche risorsa nella prossima Finanziaria.

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