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Il prossimo Papa

Decisamente simpatica la provocazione di NBCNews cha ha voluto sottolineare, mettendo a confronto le due foto della Associated Press in Piazza San Pietro,  come corre veloce il tempo della tecnologia, del digitale e della rete, e di come gli stili di vita cambino anch’essi repentinamente.

L’attesa del prossimo Papa, la immagino meno legata a un qualcosa da portare, piuttosto la vedo adatta per qualcosa da indossare. Concordate?

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Omo senza lettere ieri, nel web sociale oggi

(post di catepol via Didattica col web 2.0)

L’omo vitruviano di Leonardo, senza lettere un tempo, nel web sociale oggi. Per calcolare le proporzioni dell’uomo moderno non bastano più solo cerchio e quadrato. Il giusto equilibrio comprende anche la rete e i vari pezzi di identità che lasciamo in giro.

Due cattedrali a confronto. Due Europe a confronto.

Oggi pomeriggio ho terminato di leggere “La cattedrale del mare” di I. Falcones, che ho divorato in pochissimi giorni.

Immagine di La cattedrale del mare

Il libro non è male, anche se sembra il gemello di “Mondo senza fine” di K. Follet.
Le analogie sono molte:

  • stesso periodo storico
  • una cattedrale al centro della storia
  • fratelli contro
  • la violenza sulle donne
  • il difficile rapporto fra plebe e nobiltà
  • un uomo onesto come protagonista
  • lo spettro della peste
  • ecc.

Comunque un gran bel ritratto, in giallo, della Barcellona tardo-medioevale. Nel 2008 son tornatoo due volte a Barcellona, entrambe per una settimana piena e ho avuto modo di assaporare l’atmosfera del quartiere della Ribera proprio dietro a Port Vell e alla Barceloneta. Il cuore antico di Barcellona insomma. Forse per questo ho divorato il libro vivendo ricordi, luoghi e momenti davvero belli.

L’ho letto subito dopo aver terminato “Mondo senza fine” di K.Follet, il seguito di “I pilastri della terra“, che mi ha accompagnato durante le feste di Natale.

Immagine di Mondo senza fine

A differenza del romanzo di Falcones, il libro di Follet è quasi tutto basato su un luogo di fantasia anche se i personaggi e i momenti storici sono reali.

Amo molto i romanzi storici e continuo a leggerne in continuazione. Adoro quelli ambientati nel tardo medioevo quando lo spettro della peste e l’inizio dell’inquisizione, gettavano ancora un ombra minacciosa sull’Umanesimo e sul Rinascimento che di li a poco avrebbero ridato speranza all’Europa.

E’ difficile immaginare, nonostante il pessimismo che ci pervade ancor oggi, come un manipolo di coraggiosi sia riuscito in quei secoli a sconfiggere l’ignoranza, la prepotenza e l’ingiustizia.

Resta comunque, almeno per il sottoscritto, assolutamente affascinante e allo stesso tempo inquietante, immaginarsi come i protagonisti di questi romanzi impegnati a sfidare tutto e tutti per costruire un mondo migliore.

Narcotizzati dalle olimpiadi

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Ho la netta sensazione che la maggior parte dell’opinione pubblica non abbia affatto capito cosa stia succedendo in Georgia. Oppure lo ha capito ma cerca di esorcizzarlo.
Oppure è talmente narcotizzata dal "baraccone olimpico" che non ha il tempo per dedicarci l’attenzione che merita.

Che Putin e i suoi "guappi" non vedessero l’ora di usare i muscoli, era nell’aria. Già, da troppi anni Mosca subiva una lenta ed inesorabile erosione dell’ex-impero. E questo deve aver fatto inbufalire, non poco, il nanetto del Cremlino.

In Georgia non si gioca la partita della Nato, non si gioca la partita del petrolio, non si gioca la partita delle minoranze irredentiste.
Piuttosto ci si gioca il ruolo di protagonisti negli equilibri planetari da qui ai prossimi 20 anni. Con una Cina lanciatissima, un Sud America che torna a produrre, un Islam sempre più prepotente in Africa, un Euro troppo forte e invadente, questo è l’avvertimento finale: L’ORSO DEL CREMLINO SI E’ SVEGLIATO DAL LETARGO.

Chiunque sarà il prossimo inquilino di Washington è avvertito. Ora non si scherza più e se volete essere catastrofisti rivedetevi qualche telegiornale degli anni ’80! Io non sono particolarmente ottimista. Voi?

Unesco dove sei? – Live blogging da Tarragona

Ieri abbiamo visitato Tarragona, città catalana che rappresenta meglio la dominazione romana della penisola Iberica. Tarragona, infatti, nacque per opera degli Scipioni (Tarraco Scipionorum opus) e si trasformò nella più importante base militare romana in Hispania: Tarraco.

Abbiamo visitato tutta la città vecchia e i resti della dominazione romana, dal’anfiteatro

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alle rovinde del foro

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e poi la torre degli scipioni, l’arco di Berà

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e tutta la parte medioevale dalla cattedrale sino a cercare il famoso ponte/acquedotto romano.

Proprio perchè Tarragona e tutti questi siti denominati “Conjunt arqueològic de Tàrraco” sono stati iscritti nel patrimonio mondiale dell’Unesco, devo denunciare con forza l’abbandono e la desolazione del sito Ref: 875-009 relativo all’acquedotto.

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Il sito è completamente abbandonato in mezzo alla desolazione. Con le strutture di un parco, appositamente costruito attorno al ponte/acquedotto, lasciate deperire senza sorveglianza e manutenzione.

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E si vedono benissimo tutti gli investimenti spesi in vialetti, panchine, parcheggi, fontane, segnaletica, centro informazioni e centro medico, cancelli di entrata, ecc. Tutto abbandonato. Terribile!

Sto per scrivere, indignato all’Unesco (wh-info@unesco.org), anche perchè per raggiungere il sito non c’è una sola segnaletica a disposizione. Tutto è lasciato al più completo disinteresse delle autorità.

Computer: un amarcord fotografico

di Caterina Policaro (via)

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