socialsfera

La morte di Foursquare

Vabbè, scrivo questo post in un venerdì non molto vivace di Agosto. Dunque mood negativo, avvertiti.

Dopo aver vissuto lo split fra Foursquare e Swarm con una certa repulsione e sfiducia, ieri ho provato il nuovo Foursquare ufficialmente ridisegnato in versione 8.0

Andiamo con ordine, anche dopo aver letto il post di Vincos, sempre molto attento e competente in materia.

La geolocalizzazione è morta, viva la geolocalizzazione: Chi si ricorda di Brightkite, Gowalla, ecc? Quasi nessuno. Ma potrei proseguire con l’italianissimo Mobenotes! Ve li ricordate i servizi ‘location-based‘?
Bene, tutto ciò aveva un senso (e forse oggi non lo ha più), perchè quasi tutti i servizi web-mobili attuali, ma non solo, aggiungono le funzionalità di geolocalizzazione e spesso di social chekin embedded. Ovvero fanno diventare prassi l’abitudine di far sapere ai propri fun/follower dove ci si trova.

Dunque l’esclusività e il vantaggio competitivo è finito e la funzionalità è diventata trasversale a tutte le piattaforme. Google e Facebook in primis.

Gaming, prize e engagement: Foursquare aveva capito per primo che l’incentivo all’azione (check-in, tip, commento, ecc.) dovevano essere premiate. Prima con i badge di cui bullarsi (mayorship per capirsi) e poi con i prize messi a disposizione dagli advertiser, ovvero sconti, promozioni e veri e propri regali.

Che abbia funzionato, sembra proprio di no, anche perchè uno dei motivi che ha indotto Foursquare allo split sembra sia proprio la diminuzione dei check-in. A tal proposito val la pena leggere un post del Maggio scorso proprio sul blog ufficiale di Foursquare:

Back in 2009 when we had 50,000 people using Foursquare, they were awesome. But as our community grew from 50,000 people to over 50,000,000 today, our game mechanics started to break down:

  • Points became arbitrary and less reflective of real-world achievement, because a check-in at a concert in Istanbul is really different than one at a dog park in New York (and the thousands of types of check-ins in between).
  • We created hundreds and hundreds of badges to appeal to different people around the world. Some of you want more, though we hear more often that badges stopped feeling special a long time ago.
  • Mayors were great when Foursquare was small and you were competing against your friends to rule the neighborhood coffee shop, but as more people signed up, earning a mayor crown became impossible.

Dunque questo meccanismo non paga più e viene demandato, con altre aggiunte (sticker in primis) alla nuova social app chiamata SWARM! Sarà un successo? Io credo di no, e spero di essere smentito, ma avrà vita breve.

Forse ai tamarri piace addobbarsi di adesivi da condividere con gli amici, ma la cosa mi lascia perplesso.

GPS rulez: Entrambe le nuove app, ovvero Foursquare 8.0 e Swarm fanno ampio uso del servizio di passive location sharingIn pratica GPS always on and shared! Da paura, vero?

2014-08-07 12.58.18

Insomma, mica tanto direi. Molti nuovi servizi prevedono questa funzione di default. Pensate a tutti i sistemi wearable o alle app di traking (Runkeaper, Runtastic, Nike, Step counter, ecc.) e andando oltre (per begare subito con tutti i detrattori interessati alla privacy) riflettiamo sul fatto che i nuovi smartphone portano in dote un nuovo processore dedicato proprio a queste attività in movimento, come ad esempio il co-processore M7 dell’iPhone 5S.

Detto questo sono molto d’accordo con Vincos quando fa notare la scarsa attenzione alla privacy a discapito dell’opportunità indotta:

In pratica, anche se l’app non è attiva, collezionerà questi dati nei server di 4sq al fine di comprendere le abitudini dell’utente e anticiparne i desideri, ma anche per poter costruire una mole di informazioni utilizzabile, in forma aggregata, per la pubblicità.
Crowley pensa che questo tracciamento continuo verrà accettato dagli utenti perché lo vedranno trasformarsi in consigli utili. Resta il fatto che viene attivato automaticamente, senza un avviso. Una mossa azzardata nel momento in cui anche Facebook sta virando verso una maggiore attenzione alla privacy

Ma andando oltre, veniamo alle mie considerazioni e perplessità che manifestavo su Facebook dibattendo con diversi amici:

A) Yelp rulez. Per chi come me ha frequentato diverse volte Stati Uniti e Inghilterra sa che Yelp sta correndo alla grande e l’accordo con Apple (consigli di Yelp sulle mappe) , e non solo, la sta portando a diventare l’app più utilizzata di sempre nell’ambito delle ‘raccomandazioni’.

2014-08-08 10.30.40

Il recommendation engine di Yelp è il preferito (anche se in Italia ancora stenta) e i motivi sono questi:

In a nutshell, that’s how Yelp works. Every day our automated software goes through the more than 47 million reviews that have been submitted to Yelp to select the most useful and reliable ones to help you find the business that’s right for you. Unlike many other sites, our stance is quality over quantity when it comes to reviews. As a result, we only recommend about three-quarters of the reviews we get. More often than not, these reviews come from active members of the Yelp community, and from those we’ve come to know and trust.

B) No pay no play: Il gaming associato al prize dava un senso alla partecipazione su Foursquare, dovrebbe darla anche su Swarm? Secondo me no, perchè non incentiva il business, ma solo una competizione fra friends, fine a se stessa.

C) Le competenze di cui bullarsi in un network asimetrico come il nuovo Foursquare (more tips more competence) non credo paghino, anche perchè lo sforzo richiesto dovrebbe generare anche qui una forma di gratificazione reale che non può essere solo un profilo più ricco e posizionato o delle menzioni sulla scheda del locale censito. Mi sbaglierò, ma non paga.

D) Quale sorte per le API? A me piaceva molto giocare con Foursquare, specialmente per lo storitelling., Guardate un po’ come mi divertivo: http://www.tripline.net/gigicogo

Detto questo, spero di essere smentito dai ragazzi di Foursquare, ma la vedo nera. Dunque che fare, che alternative usare per chi, come me, sta pensando di andare oltre?

Non lo so, ma mi sa che Zuck ne trarrà notevoli vantaggi.

Il social checkin è morto. Lunga vita al checkin di prossimità

yelp_and_foursquare

Ehi, se ti dico Brightkite che mi dici? E di Gowalla ti ricordi ancora?

Morti, defunti, eppure erano i precursori del social checkin. Anche l’italianissimo Mobnotes è morto e defunto.

Diciamo che alla fine ha vinto Foursquare, servizio che si è basato sulla pointification e sui badge (per dirla breve sulla gamification) conquistando milioni di sottoscrittori e una notevole truppa di finanziatori.

Nel tempo recente, due grossi competitor come Facebook e Google hanno inserito progressivamente nei loro palinsesti le funzioni di social checkin e pian piano hanno eroso utenti a Foursquare grazie al semplice vantaggio, per gli utenti, di non dover cambiare piattaforma per segnalare le loro attività georeferenziate.

Ma il vero colosso in questo panorama è Yelp che, in Italia, pochi si filano. Ho avuto la fortuna di usarlo molto nei miei viaggi in Nord America e vi assicuro che fa bene il suo sporco lavoro. Non c’è gamification, ma solo tanta utilità indotta dai commenti, dalle segnalazioni, dai tips, dalle esperienze. Insomma dai benefici per chi passerà ancora da quelle parti dopo di noi.

E’ curioso vedere come gli americani e i canadesi, prima di entrare in un locale, consultino sempre Yelp con il loro smartphone prima di prendere la decisione. Un po’ come siamo abituati a fare noi con Tripadvisor (altro competitor che ha integrato funzioni similari al social checkin) prima di prenotare una stanza d’albergo.

La competizione fra servizi e piattaforme e l’evoluzione nei comportamenti degli utenti, nonchè l’erosione di quote ingenti di mercato, ha indotto ora Foursquare a una discutibile scelta. Lo split!

In pratica, domani, verrà rilasciato Swarm: https://www.swarmapp.com/ L’obbiettivo? Da quel che ho capito Foursquare perderà le funzioni di gamification che verranno migrate su SWARM, mentre la vecchia app dovrebbe diventare il competitor di Yelp. Previsioni? Secondo me pessime.

Il motivo? Il gioco si fa duro e, fra l’altr entrano nel gioco anche i provider di mappe. Facebook sostiene una partnership con Bing (Microsoft), Apple integra Yelp nelle sue e Foursquare, per ora, utilizza Open Street Maps. Google, as usual, gioca tutto in casa! Inoltre, tutti questi player stanno immettendo sul mercato piattaforme di micro marketing, micropagamenti e rilevamento di prossimità. Dunque, allacciate le cinture.

Cosa succederà in futuro? Ovviamente non sono un mago, ma credo che tutti questi servizi convergeranno in una nuova modalità di fruizione basata sulla prossimità e sull’uso della sensoristica wearable.

Un mix di geolocalizzazione, marketing di prossimità, acquisto basato sull’esperienza e sui consigli, ma anche sul rilevamento dei gusti, degli indumenti indossati e della spesa contenuta nel sacchetto apposito :) E micro pagamento incluso, ovviamente. Paura?

Insomma, un po’ si. Non sarà necessario fare più il social checkin. Verremo rilevati e invitati a dire la nostra e, soprattutto, a comprare! Dunque queste piattaforme stanno evolvendo in veri e propri marketplace, lasciando a Swarm il compito di farci ancora giocare. Per quanto tempo?

Attenti al loop

L’ho fatto. Ho collegato il mio account di Twitter a Facebook.

Perché?
In effetti, avevo dichiarato più volte che non lo avrei fatto, e invece eccomi qui a scusarmi se aumenterà il rumore, fintanto che non riuscirò ad eliminare alcune ridondanze e gli eventuali loop.

La decisione è stata presa in seguito ad alcuni cambiamenti:

A) La Timeline di Facebook ha cambiato radicalmente il senso e il valore dei post che, ora, possono essere inseriti in un contesto cronologico. Twitter non lo fa, è un social network senza storia, e allora credo sia opportuno (per il mio modo di approcciare a questi strumenti) di storicizzare anche il flusso di Twitter.

B) Friendfeed è morto, lunga vita a Friendfeed. Vabbè, esagero, ma ormai non  se lo fila più nessuno e, dopo l’acquisto da parte di Facebook, ogni sviluppo è stato congelato. Ergo sposto il mio lifestream verso la casa madre.

C) Pochi capiscono il potere di Twitter e sto insistendo, specialmente in campo professionale, perché tutti lo provino. Molti fan del mondo professional mi seguono solo su Facebook e Linkedin, vediamo se riesco a fargli cambiare opinione :-)

D) Quasi tutti i miei profili sui social network di ‘status’ e ‘geotagging’ sono già collegati a Twitter

…… insomma, ora devo lavorare di cesello per non creare duplicati nella Timeline. Abbiate un po’ di pazienza e segnalatemi l’overload.

p.s. dovrebbe salvarsi da questo ambaradan la fan page di FB che, al netto di eventuali errori, credo, rimarrà pulita: https://www.facebook.com/gigicogo

 

Continuare a condividere da Google Reader ai social

Google Reader cambia, per decisione di Google.

Cambia la grafica, Google Reader viene praticamente unito a Google+, spariscono i contatti e quindi le loro risorse condivise, sparisce il bottoncino Share/condividi, rimane solo il +1, spariscono i Google Shared, molte funzioni sociali di Google Reader vengono eliminate.

Da social diventa a-social, in pratica.

Si, avete capito bene. Lo strumento che fino a poco fa ci permetteva di aggregare gli RSS di quello che ci interessava leggere e poi condividere le risorse interessanti con i nostri contatti su Google reader stesso oppure inviandole anche sui nostri social network con un solo clic sull’icona Share, perde tutto questo.

Google Reader ritira la possibilità di following, friending, shared link.

Rimane l’aggregazione degli RSS, si aggiunge la possibilità di condividere su Google+. Lo scopo è poter condividere le risorse di GReader si Google+ anche scegliendo specifiche cerchie a cui condividere.

Tutti i servizi che ricevevano il link da Google Reader quando cliccavamo sul bottoncino Share/Condividi smetteranno di funzionare, o meglio, perderanno il flusso delle informazioni condivise perchè non è automatico condividerle.

O meglio qualche soluzione per ovviare al problema c’è basta ingegnarsi e coordinare i FLUSSI!

Il post prosegue da catepol che spiega come continuare a condividere su Twitter, Friendfeed, Facebook ecc. attraverso Google Reader. Ovviamente i metodi sono validi per condividere anche altrove.

Enjoy.

1 GB in più su Dropbox per tutti

Dropbox, il servizio utilissimo per archiviare, sincronizzare con tutti i device e condividere i nostri file, regala 1GB di spazio in più a chi risolve il Dropquest.

Se non sei ancora registrato, registrati da qui: http://www.dropbox.com

Si comincia da qui https://www.dropbox.com/dropquest2011 e si dovrebbero risolvere e indovinare tutti gli step per guadagnare 1 GB di spazio alla fine del gioco.

Ovviamente si trovano già le soluzioni in rete. Io le ho trovate qui su questo forum, le ho seguite passo passo, ho ottenuto il GB in pochissimo tempo:

http://www.fatwallet.com/forums/hot-deals/1066357/

Ve le riporto:

Step 1 Si comincia da qui: https://www.dropbox.com/dropquest2011

Step 2 https://www.dropbox.com/dropquest2011/D Domanda: 5305404/18681 = ? Risposta: 284

La risposta è cliccare il link successivo: Step 3 http://forums.dropbox.com/topic.php?id=284

cliccare il link in fondo a questa frase “Congrats! You’ve found step 3. It’s dangerous ahead though. Here, take this.

Step 4 http://dl.dropbox.com/u/211024/Step4.zip

Step 5 La password dello zip che scaricherete è password = “huskies”

Sui mac non funziona. Fa nulla, cliccate direttamente sul link successivo. Lo zip non contiene altro che quello.

Step 6 http://www.dropbox.com/dropquest2011/r

Risolvere il puzzle. Soluzione puzzle here.

Step 7 http://www.dropbox.com/dropquest2011/0

Il 3612 numero primo è: 33739

Step 8 https://www.dropbox.com/dropquest2011/p

Step 9 passare direttamente avanti

Step 10 https://www.dropbox.com/dropquest2011/b

E’ un sudoku. Queste di seguito le righe da inserire per completarlo.

OWIREDFSA
DEFAWSIOR
RSAOIFWED
EIDFRASWO
FAOISWDRE
SRWEDOAIF
IOSDFREAW
WFRSAEODI
ADEWOIRFS

Step 11 https://www.dropbox.com/dropquest2011/o

Step 12

Passare direttamente allo step successivo.

Step 13 https://www.dropbox.com/dropquest2011/x

Andare sul forum seguente.

Step 14 http://forums.dropbox.com/topic.php?page=18&id=18#post-9110

Andare sul link successivo. Step 15 http://blog.dropbox.com/?p=18 click sul link della parola Katana-ya

Step 16 http://dl.dropbox.com/u/211024/Step16.zip

Nello zip trovate il link successivo.

Step 17 https://www.dropbox.com/dropquest2011/h Risposta = BAFF1E

Step 18 https://www.dropbox.com/dropquest2011/e Risposta = Drew Houston

Step 19 https://www.dropbox.com/dropquest2011/a

Clicca direttamente il link successivo

Step 20 http://www.dropbox.com/help/206

Step 21 e scarica http://dl.dropbox.com/u/211024/Step21.zip Condividi un nuovo folder dal tuo Dropbox con l’account dropquest@dropbox.com Nomina la cartella: 1F75CC

Step 22 https://www.dropbox.com/votebox/3712/frozen-yogurt

Scrivi Rian Hunter se vuoi, altrimenti vai avanti.

Step 23 clicca https://www.dropbox.com/about

Step 24 Click su Rian Hunter (è il sesto della prima riga di foto)

Step 25 http://dl.dropbox.com/u/211024/rainbowshell.zip

Step 26 Le note del midi file contenuto in questo zip = badcabbage

Step 27 https://www.dropbox.com/dropquest2011/t Risposta = badcabbage

Step 28 https://www.dropbox.com/dropquest2011/s Answer = 1133471056

Step 29 https://www.dropbox.com/dropquest2011/U Risposta = Dr0pbox heaRts U

Step 30 https://www.dropbox.com/dropquest2011/finish_line

Wall of Fame https://www.dropbox.com/dropquest2011/wall_of_fame

La visibilità su Facebook dipende dalla socialità

La visibilità su Facebook è una questione di socialità, interazione e conversazione con i propri contatti e fan, non di numeri.

E’ questione di socialsfera e di come la gestiamo.

Volendo spiegarlo come se avessimo tutti 5 anni:  il compagno delle elementari che mi ha chiesto l’amicizia e che ho aggiunto come contatto perchè non lo vedo mai in bacheca?

 

Può essere che abbia una vita banale e non aggiorni mai il suo status? Poi vado sulla sua bacheca e scopro che non è così.

Se non abbiamo mai interagito in qualche modo dopo la richiesta/approvazione di amicizia non vedremo i nostri reciproci aggiornamenti (a meno che non abbiamo entrambi meno di 250 tra amici e pagine a cui siamo iscritti).

Ecco, non lo vedo mai sulla mia homepage di Faccialibro perchè non è nei 250 di default (o nel numero che noi abbiamo inserito). Allora vado sulla sua bacheca, lo commento o gli scrivo in bacheca anche solo come stai. Da quel momento il compagno delle elementari comincerà ad apparire in bacheca.

Se poi il compagno delle elementari mi risponde, ecco da quel momento anche io apparirò sulla sua homepage ogni qual volta posterò qualcosa sul Faccialibro.

La visibilità su Facebook, dunque, dipende anche dalla nostra socialità e dalla voglia di entrare in relazione con la sfera sociale che fa parte della rete dei nostri contatti. Questo il meccanismo banale.

Purtroppo a prevederne gli usi spammosi basta fare 2 + 2…

Recensione senza averlo mai avuto

Il ciclo. Non cominciamo a fraintendere.

Dovete sapere che il tenutario del blog ha recensito una applicazione per iPhone. E fin qui. E’ abbastanza in gamba e tecnicamente preparato per recensire applicazioni, infatti tiene una rubrica su Wired dove è solito spiegare applicazioni utili e futili per Blackberry e iPhone.

Orbene, cosa accade? L’ultima recensione riguarda una app per calcolare e tenere sotto controllo il ciclo.

Si tratta della prova e recensione di Calcola Ciclo prodotta da Giulio Giorgetti di Sviluppoiphoneitalia, applicazione che consente di tenere sotto controllo il ciclo mestruale, di memorizzare le date mensili in cui esso occorre e, in tempo reale, calcolare gli intervalli e la media in giorni del ciclo stesso.

Possiamo quindi avere sempre a portata di mano un utile promemoria da portare, ad esempio, al ginecologo.
 L’app Calcola Ciclo consente, inoltre, di fare la previsione sull’arrivo del prossimo ciclo, basandosi sui dati storici inseriti segnalando anche i probabili giorni di fertilità.

Se volete, potete scaricare l’app e provarla anche voi, colleghe donne (si, s’è capito, son sempre catepol).

Non essendo proprio tecnico, il ragazzo, dal momento che recensisce app certo con competenza, ma in questo caso, converrete,  il ciclo non lo ha mai avuto, ha chiesto consulenza a me e Galatea prima di inviare il pezzo.

Volevate ben dire eh?

Solo che poi noi due donnine ci siam messe a parlare tra noi di cicli nostri…estromettendolo!

Webeconoscenza un sito web carico di Iodio

Di Salvatore Valerio

È di questi giorni la campagna pubblica contro lo Iodio. Contro le fabbriche dello Iodio. Contro tutti quelli che fanno uso di Iodio. Gli assuntori di Iodio. I diffusori di Iodio. I fabbricatori di Iodio.

Dicendo che, lo Iodio fa male. Che l’assunzione, la divulgazione, la fabbricazione  di Iodio fa male al re, fa male a ricco e al cardinale.

Questo sito web invece vuole farsi portabandiera dello Iodio. Lo Iodio è un micronutriente importantissimo per la buona salute del nostro organismo.

L’organismo umano utilizza lo Iodio per la sintesi degli ormoni tiroidei, la triiodotironina (T3) e la tiroxina (T4) due ormoni che sono messaggeri biologici importantissimi per regolare il metabolismo corporeo.

La carenza di iodio diminuisce la funzionalità tiroidea e può causare cretinismo, ritardi nella crescita (nel feto e nei bambini) e gozzo (negli adulti). Un deficit di iodio in età adulta è responsabile anche di sintomi come svogliatezza, stanchezza cronica e calvizie precoce.

 Chi Iodia, vive/ chi Iodia, ama.

Prendete più iodio/ Lo iodio fa bene/ lo iodio conviene/ a tutte le età

Prendete più iodio/ prodotto italiano/ rimedio sovrano/ di tutte le età/

Prendete più io…/ prendete più io…./ prendete più iodio!

Questa è una campagna pubblicità & progresso di Webeconoscenza.net a favore dello Iodio.

I social network al tempo della retorica

Che il bloggante si sia espresso in tempi non sospetti sui fenomeni del microblogging e del lifestream è ormai scritto su Wikipedia! (la voce l’ho davvero aggiunta io con il contributo di @Catepol).

Ma più in generale è il tema del Social Networking che è stato trattato in questo spazio diverse volte, animando dibattiti e riflessioni.
L’amico Stefano (con il quale abbiamo conversato spesso in rete su questi argomenti) torna a stimolare il dibattito mettendo sul piatto una visione prospettica e geometrica di assimetria fra la dinamica del bloggare e quella del partecipare allo scorrere della vita sociale (lifestreaming?). Stefano tocca il tasto dolente dell’abbandono dei blog e punta il dito sulla mancanza di incisività delle “conversazioni liquide e frenetiche” tipiche del lifestream.

Il bloggante, ha osservato questo fenomeno con particolare attenzione nel corso degli ultimi anni e, diciamo, che la storia del lifestream che si è mangiato i blog, non lo convince del tutto.
Interessante è anche l’osservazione di Gianluca: “FF non è simmetrico, per cui, al contrario di FB (almeno in certa misura) ricrea (almeno in potenza) il fenomeno dei 1000 follower/100 following con formazione spontanea di Friendfeedstar (che in certi casi ricalcano le Blogstar, ma non sempre)“.

Su queste analisi, comunque, si gioca un po’ la credibilità del fenomeno “socialsfera” (ormai ex-blogosfera) che, diciamolo, in Italia non ha espresso mai un grande valore e nemmeno un movimento incisivo e credibile. Il blogger italico (o per lo meno quella sporca trentina che dal 2003 si è costituita in clan) ha fondato la sua esistenza su due fattori portanti e importanti: il narcisismo del consenso e le relazioni esclusive. Il narcisismo del consenso è un nettare essenziale alla sopravvivenza della specie. Il commento, il backlink, sono il riscontro ossessivo ma indispensabile al lavoro di redazione del post. Mentre la relazione esclusiva rafforza il clan, lo contestualizza e lo eleva ad elite (sarebbe banale chiamarlo blogroll, ma di fatto, tecnicamente, lo è!).

Ed era così prima che si spezzasse l’incantesimo. Prima che l’onda anomala del lifestream mettesse (o rimettesse) in discussione tutto. Quanti eravamo su Facebook fino a 2 anni fa? Pochi credo. Qualche decina di migliaia in tutta Italia e qualche centinaio fra i blogger che, in qualche modo, si relazionano attraverso gli hub forti!

6 gradi

Ed eccoli li! I 6 gradi di separazione sono scoppiati. Esplosi, implosi, frantumati in un Big Bang…….che ha generato nuove relazioni, nuovi link, nuovi piccoli e grandi attori della parte abitata della rete che non hanno mai conosciuto: il prima. Ieri ho chiesto alle mie figlie (22 e 18 anni) che cos’è OGGI il web. Mi hanno risposto senza esitazione: “E’ Facebook!”.

Questa consapevolezza ancora non è così permeata nel vecchio clan. Qualcuno ha provato a capire, a collegare, a relazionare i vari mondi con Friendfeed e altri cazzabubboli. Ma il Big Bang ha creato nuove galassie, non ha rimodulato quelle esistenti. Il Big Bang ha creato nuovi pianeti, incoscenti del prima e privi di relazioni subordinate. Un esempio su tutti (tecnico purtroppo): Ho chiesto a molti miei contatti di Facebook che si divertono a commentare i miei post direttamente da DENTRO la piattaforma di Facebook (grazie alla funzione dell’app Networkedblogs), se fossero a conoscenza che quella era una funzione che collegava il mio blog personale (L’ORIGINALE) a Facebook. Ovviamente no. Ma non gli e ne frega nulla! Il fatto che esista o non esista un blog da decenni, non gli sposta una virgola. E’ solo retorica, puro esercizio dialettico su “definizioni”. Blog, Social Network? E’ il web bellezza! Le sue sfumature sono dettagli.

Alla fine qualcuno se ne sta andando. Del vecchio clan si stan perdendo le traccie. Il Big Bang ha ucciso il loro narcisismo? Ha ucciso la loro creatività? O ha messo in discussione le relazioni esclusive? Non ho la risposta, anche perchè io stesso mi muovo con difficoltà e con una certa schizzofrenia dentro questi ambienti mutevoli e mutanti.

Twitter ad esempio. Nel 2006 ne ero un fan. Oggi che lo usa la casalinga di Voghera (e che i contenuti sono davvero discutibili) non mi attrae quasi più. Quindi il virus del clan ha colpito anche me? Forse si! E’ la solita storia, vecchia come il cucco. Si stava meglio quando si stava peggio! Si stava meglio quando eravamo 4 gatti! Cosa insegna tutto ciò? Forse che le dinamiche non si possono determinare in pochi ma, che le stesse, sono frutto di diversi e differenti approcci.

Gli stili di vita si subiscono e non si determinano. Ahimè! E forse quelle di BJ Fogg sono solo delle pie illusioni. La follia dell’uomo non ha limiti e anche il Social Networking non sa come definire se stesso, perchè chi lo anima è ancora alla ricerca di un identità che, troppo spesso, si confonde solo con la visibilità. E quando questa ne risente, tutto si rimette in discussione.

A proposito. Che fine ha fatto Wave?

Quale formaggio scelgo? Aggregatori di social network e cose così…

Grandioso il paragone di Techcrunch, quasi meglio del mio “Ci son più social network che stelle in cielo“.

Borat che ha necessità di capire se tutto è “Cheese” come si fa a scegliere. Noi che tra Twitter, Friendfeed, Facebook, Meemi ecc. abbiamo necessità di capire cosa utilizzare, come utilizzarlo e soprattutto come aggregare tutta questa digital life e questo lifestreaming che produciamo in giro?

Ogni giorno nascono come funghi startup e servizi 2.0 e nuove applicazioni, siano esse per desktop, da utilizzare via Web e/o sui nostri stratosferici telefonini di ultimissima generazione. Tutte che si propongono di diventare la nostra porta di accesso principale al digital streaming nostro e dei nostri contatti. Io ebbi necessità di fare il disegnino, disegnino che dovrei pure aggiornare perchè col passare del tempo son cambiate le dinamiche del mio lifestreaming, in parte.

Ma quanta gente conosciamo a parte noi che ha veramente necessità di gestire account multipli e diversificati mediante una applicazione di terze parti che raggruppi insieme, che aggreghi in uno, tutti i nostri social network?

Solo per Twitter esistono tante di quelle applicazioni che ne ho perso anche il conto (questo post infatti andrebbe aggiornato prima o poi) eppure Twitter dalla pagina web rimane il modo migliore di Twittare alla faccia delle varie, seppur ottime, dozzine di applicazioni come TweetDeck, Twhirl / Seesmic Desktop, PeopleBrowsr, Sobees, Streamy, Tweetie, Nambu, TwitterBerry, e chi più ne ha più ne metta.

Io ad esempio uso la webpage di Twitter con l’accorgimento di PowerTwitter o il Twittergadget da Gmail

E Friendfeed? Alla fine il modo migliore per utilizzarlo è la web page (e le notifiche mail a cui si può rispondere direttamente).

Per non parlare delle svariate applicazioni che oramai permettono di utilizzare contemporaneamente, inviando messaggi sincronizzati da una parte all’altra tra FriendFeed, Facebook e Twitter. E tutti i sedicenti “social media strategist and expert” che esaltano le lodi degli account multipli e dei migliori aggregatori che possano offrire la “best-user-experience-known-to-mankind”, la miglior esperienza utente possibile per aggiornare dappertutto il proprio status.

It’s the ultimate social networking service aggregator update management tool, baby!

Ehy, baby, sappi che questo è il miglior servizio al mondo per l’aggiornamento dello status aggregato su tutti i servizi in modo che tu possa seguire ed interagire coi tuoi amici di facebook, twitter, friendfeed, meemi, e anche quelli su marte che utilizzano quel social network strano…tutto in questo meraviglioso nuovo cazzabubolo social che non puoi non avere, non installare, non provare ecc.

Arifaccio la domanda di Techcrunch a voi miei lettori :

Ma quanta gente conosciamo a parte noi che ha veramente necessità di gestire account multipli e diversificati mediante una applicazione di terze parti che raggruppi insieme, che aggreghi in uno, tutti i nostri social network?

Quanta gente ha davvero necessità di tutto ciò? Non si rischia con gli aggregatori di social network di fare solo più rumore, perdere solo più tempo, distrarsi troppo su cose meno importanti per la smania di seguire il flusso di tutto e di tutti (spesso e volentieri ripetuto e rilanciato ovunque, in maniera automatica)?

Quale formaggio scegliere tra gli aggregatori di social network? In un prossimo post vi spiego quale formaggio ho scelto io.