Fotomappiamoci

Panoramio è morto. Lo sapevate?

A dire il vero il servizio acquistato da Google nel 2007 non ha mai riscosso i favori dei social addicted, per capirsi quelli che hanno sempre privilegiato Flickr prima, o Instagram poi, per condividere le proprie foto e mapparle su un layer geografico.

Ma Panoramio era un luogo cult, al punto che si erano creati i cosiddetti GAP (Gruppo Amici Panoramio) veri e propri cenacoli per fotografi e turisti dallo scatto facile.

Google, ora lo integra ufficialmente nella piattaforma social cambiandogli il nome in Google Views e lo fa diventare un aggregatore delle ‘…. foto con informazioni sulla posizione che hai condiviso pubblicamente su Views, Google Maps o Google+ …’.

Diverse le novità:

A) Nuova interfaccia con maggior risalto alle ‘raccolte speciali’ (street view) e popolari.

B) Nuova landing page del profilo. Che barba che noia i nuneri seriali di Google. A quando un vanity url?

C) Particolare risalto ed enfasi alla funzionalità ‘foto sferiche 360′ che, grazie all’app dedicata, dalle parti di Google son convinti sia molto cool e sfonderà alla grande.

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D) Caricamento e mappatura sfruttando i connettori di altri servizi Google ovvero Google immagini, Google Hanghout, Google Maps, ecc. ma ovviamente anche sfruttando il caricamento da computer. Non ci sono, per ora, connessioni con altri servizi di foto sharing su web, tanto per confermare la CHIUSURA di Google al mondo di altri social competitor, mentre rimane intatta la possibilità di condivisione delle foto di Views su Twitter.

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Per ora direi: #pocaroba e dunque non mi attizza più di tanto questa trasformazione.

Voi che farete? Io resto su Flickr, 500PX e Instagram.

 

 

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Grande fratello

Pongo molta attenzione alla mia privacy, anche se è noto che per questioni di studio e ricerca sui Social Media e sul web in generale, la mia vita pubblica è patrimonio di tutti. Per mia fortuna non ho nulla da nascondere, anzi socializzo per sfruttare tutte le opportunità, siano esse professionali o semplicemente amicali. Proprio […]

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Web design

Oggi Google ha messo mano al suo favoloso Social Network. La rincorsa a Facebook continua ma ……. che ci devo mettere li sulla destra?

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Cloud storage per uso personale

Fra gli argomenti del corso che sto conducendo a Ca’Foscari, c’è anche quello del cloud computing, declinato come paradigma, tecnologia, visione, dominio enterprise o privato. Dopo la lezione di oggi, ho promesso a eGov di scrivere qualcosa in merito, prendendo spunto da queste slides. Stasera mi metto all’opera. Se ho dimenticato qualcosa, son qui a disposizione […]

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Continuare a condividere da Google Reader ai social

Google Reader cambia, per decisione di Google. Cambia la grafica, Google Reader viene praticamente unito a Google+, spariscono i contatti e quindi le loro risorse condivise, sparisce il bottoncino Share/condividi, rimane solo il +1, spariscono i Google Shared, molte funzioni sociali di Google Reader vengono eliminate. Da social diventa a-social, in pratica. Si, avete capito […]

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iCalendar

Il calendario sul web, sincronizzato con i propri apparati mobili e computer, è ormai un must. Personalmente mi son orientato su quello di Google (http://calendar.google.com) per sfruttare poi la sua offerta tesa a condividerlo ovunque, a traverso il protocollo ICAL. Negli ultimi hanno ho provato a fondere in vari modi e le funzionalità di altri […]

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Ho un cerchio alla testa

  As usual (così fan tutti quelli che hanno un blog), bisogna dire qualcosa sul nuovo giocattolo, per cui mi accingo a fare delle considerazioni alquanto banali ma personalissime. Google Plus sfrutta al meglio gli errori di Wave e di Buzz (fino a che punto si possa parlare di errori e non di esperimenti, non lo […]

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Telefono, casa!

Una buona notizia in tutti i sensi. Apprendo dall’amico Pierluca che Google ha messo a disposizione tre numeri di telefono per Twittare una voice-mail. La notizia, diffusa da Reuters, è di quelle buone che vanno contro la censura, che aiutano a capire come la rete possa essere uno strumento di democrazia, a prescindere dai grandi […]

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