Starter Kit per Blogger

Non ho mai conosciuto di persona Marco Freccero ma da anni ormai le nostre letture e scritture si incrociano al punto che alcuni pensieri, spesso condivisi sui social network, sembrano quelli di due amici.

Devo dir la verità: invidio la sua seconda fase, quella di lettore accanito e critico costruttivo. La invidio perchè io leggo sempre meno e quel che leggo è frutto di un azione compulsiva e frettolosa. Lui invece dedica attenzione, riflessione e tanta passione alle letture e questo lo si evince dalla grande competenza che traspare dai suoi post.

Leggo sempre con grande interesse i suoi articoli sul blog al punto che l’eBook appena pubblicato da Marco mi sembra di averlo già letto. Esso, infatti, è in parte figlio della prima fase della sua ricerca, quella che mi ha illuminato non poco sull’approccio allo strumento ‘blog’.

Il nuovo eBook di Marco dovrebbe essere letto più volte e più volte ancora da tutti quelli che si approcciano alla parte ‘produttiva’ della rete. Siano essi blogger, twittatori compulsivi o fanatici di Facebook, troveranno alcune riflessioni (non tecniche) su come muovere i primi passi, su come relazionarsi con gli altri, su come intrattenere i propri fedeli estimatori e, soprattutto, su come ri-analizzare e ri-vedere i propri comportamenti in rete. Non tanto in funzione del proprio narcisismo, piuttosto in funzione di una accurata analisi della scrittura e della potenzialità del messaggio che questa fantastica arte veicola sul web.

p.s. Marco non è solo un bravissimo scrittore e uno dei più eleganti, sobri e intelligenti blogger italiani. Marco è anche uno dei massimi esperti del mondo Apple e spesso mi ha offerto il suo aiuto con la competenza e la straordinaria gentilezza che lo contraddistingue.

Vendere online: Master E-Commerce a Firenze

di Mattia Farinella

Il Master E-Commerce (http://www.ecommerceacademy.it/2012/1/master.html) è un corso di formazione sul web marketing e sul commercio elettronico promosso da E-Commerce Academy. Un corso innovativo che tenta di trasmettere l’importanza di questo settore in crescita attraverso una buona dose di pratica operativa. Un corso formativo, ma anche un’opportunità per grandi aziende e PMI, per tutti coloro che desiderano conoscere una materia ed un business in grande ascesa, per gestire e sviluppare tutte le risorse che il web mette a disposizione. Il master si articola in 8 giornate, acquistabili anche singolarmente, all’interno delle quali i migliori professionisti di del settore tratteranno le strategie e le tecniche operative necessarie per progettate per gestire un negozio online in diverse piattaforme.

Durante il master verranno sviluppate tutte le tematiche relative alla progettazione alla gestione e all’ottimizzazione di un e-commerce, l’analisi del comportamento dell’utente e l’usabilità del negozio online. In particolare si cercherà di sviluppare attraverso diversi casi un piano di marketing per la propria azienda e per il proprio business. Nello specifico verranno trattate queste tematiche:

• Elementi essenziali della comunicazione online e best practices web 2.0;
• Progettazione di un’interfaccia grafica per il commercio elettronico orientata alla massimizzazione delle conversioni;
• Come scegliere un applicativo e-commerce robusto ed affidabile;
• Come redarre il business plan di un’attività e-commerce;
• I pro e contro di insourcing e outsourcing;
• Case studies e workshop.

Il corso inizierà il 13 aprile 2012 a Firenze, presso l’Hotel Rivoli in pieno centro storico, a soli 400 metri dalla Stazione Ferroviaria di Santa Maria Novella. Il Master E-Commerce mira a formare figure strategiche ed operative in grado di progettare, gestire e promuovere sistemi di e-business, info-commerce ed e-commerce.

Questo blog offre a tutti i suoi lettori uno sconto del 25% sull’iscrizione all’intero Master oppure alle singole giornate, a cui potete accedere mediante questo link: http://www.ecommerceacademy.it/webconoscenza.html.

Continuare a condividere da Google Reader ai social

Google Reader cambia, per decisione di Google.

Cambia la grafica, Google Reader viene praticamente unito a Google+, spariscono i contatti e quindi le loro risorse condivise, sparisce il bottoncino Share/condividi, rimane solo il +1, spariscono i Google Shared, molte funzioni sociali di Google Reader vengono eliminate.

Da social diventa a-social, in pratica.

Si, avete capito bene. Lo strumento che fino a poco fa ci permetteva di aggregare gli RSS di quello che ci interessava leggere e poi condividere le risorse interessanti con i nostri contatti su Google reader stesso oppure inviandole anche sui nostri social network con un solo clic sull’icona Share, perde tutto questo.

Google Reader ritira la possibilità di following, friending, shared link.

Rimane l’aggregazione degli RSS, si aggiunge la possibilità di condividere su Google+. Lo scopo è poter condividere le risorse di GReader si Google+ anche scegliendo specifiche cerchie a cui condividere.

Tutti i servizi che ricevevano il link da Google Reader quando cliccavamo sul bottoncino Share/Condividi smetteranno di funzionare, o meglio, perderanno il flusso delle informazioni condivise perchè non è automatico condividerle.

O meglio qualche soluzione per ovviare al problema c’è basta ingegnarsi e coordinare i FLUSSI!

Il post prosegue da catepol che spiega come continuare a condividere su Twitter, Friendfeed, Facebook ecc. attraverso Google Reader. Ovviamente i metodi sono validi per condividere anche altrove.

Enjoy.

Ne resterà soltanto uno

Highlander

Che strana primavera per i blogger nostrani! Mi sa che la razza è dura ad estinguersi, ma i segnali di insofferenza e di mutazione sono chiari e, forse, mai come ora molti fra gli ex logorroici della tastiera si stan chiedendo: “ne valeva davvero la pena?“.

Andiamo con ordine, perchè il vecchio giochino del backlink, sembra non funzionare come una volta. Orami tutto è liquido…..

a) I blog son morti (ennesima puntata della saga)

b) I blogger son vivi e se la spassano in prima classe (in America)

c) Allora vediamo di capire se è un problema italiano

d) Le classifiche sono indicatore di reddito (buona notte, ancora a BB stiamo?)

e) Tutto è in addivenire e il blog potrebbe diventare una “sintesi di momenti

f) …. no mi fermo qui, per non annoiare.

Il punto dunque è: son morti i blog o i blogger?

Non è morto nessuno, si è confuso il mezzo con il messaggio. Oggi chiunque apra uno spazio sul web può scegliere luogo e dinamiche (social media, social network, sito web o semplicemente gruppo di discussione). 10 anni fa c’era solo il blog. Ed è inutile chiedersi perchè o per come. E’ così perchè le dinamiche cambiano, nuovi paradigmi emergono, abitare il web significa aver meno tempo per riflettere.

Insomma, se installi WordPress sul tuo hosting non significa che sei un blogger, significa che hai scelto uno strumento. Punto! Per questo le classifiche, il biz, la continua corsa a una New Economy che non è più quella di prima, fan sorridere. E’ il web sociale bellezza, è sempre in beta e tu ti devi adeguare.

Le vecchie mailstone: backlink, blogroll, comment, barcamp, ecc. non hanno più un significato predominante. Oggi prevale il “like”, o il “checkin”. Domani chissà?

Nessuno è morto e i più intelligenti si adeguano. I nostalgici, non sanno rassegnarsi al fatto che le luci della ribalta, a volte, cambiano direzione…….e sempre più in fretta.

Permettetemi di citare l’amico Ernesto: “i blog saranno anche morti… ma, per fortuna, prima di morire mi hanno fatto conoscere alcuni meravigliosi amici… :)“. Ecco, la penso come lui.

Identità

Come annunciato, parte un lungo pistolotto di deliri esistenziali, conseguenza della tre giorni romana. Quindi, sedetevi, munitevi di pop corn in abbondanza, oppure fermatevi adesso che siete ancora in tempo :-)  Se non lo fate ci sono tanti link da aprire…….come si faceva ai tempi dei blog :-(

Lunedì inizia con una riunione in Presidenza del Consiglio dei Ministri e, per la prima volta in una riunione ufficiale, siamo due blogger veri :-) Io e Armando che rappresentiamo i nostri Enti. Cosa buffa no? Bho! A fine riunione si chiacchera delle slide per il Barcamp del giorno dopo e si conversa amabilmente sui temi a noi più cari.

Prima di cena aperitivo con Michele e Salvo (due abitanti veri della rete) con i quali affrontiamo temi sulle sinergie fra Venicesession e  Veneziacamp, Vega e Working capital. Anche qui siamo in ruolo, fuori ruolo, insomma amici, colleghi, partner………comincia il mio delirio.

La serata prosegue a casa di Stefano, fra serpenti e cena bucolica (quella dei serpenti resta una sorpresa ma, credo, salterà fuori qualche foto). Ernesto è amico di Stefano e hanno ruoli consulenziali importanti a livello governativo. Eppure sono amici, nel ruolo, fuori ruolo. Chissà? Si parla di temi importanti, delle proprie relazioni istituzionali e delle competenze nostre e altrui, dei fagioli lucani e del generale “legionario romano” antenato di Ernesto. E scorre il vino e l’abbacchio e ……si parla di blog, di presidio dei social network e di Open Data.

http://www.flickr.com/apps/slideshow/show.swf?v=71649

A da passa a nuttata e ci rimettiamo la cravatta. Al primo convegno (come relatore) di ForumPA, ritrovo Armando e poi GianniMimmo, Michele, Paolo (questi son direttori, mica bau bau micio micio) ma hanno un blog, twittano con me. Abbiamo ruoli, siamo a un convegno dove un pubblicitario fa un pippone terribile sui NO TAV e lo contestiamo in diretta sui sossial netuorc, quelli che abitiamo noi :-)

forumpa

E qui sento per la prima volta alcuni manager pubblici dichiarare…..”ci siamo anche noi con la nostra istituzione, su Twitter, su Facebook, abbiamo un brand, alè!” Noi? La NOSTRA istituzione? Con che ruolo?

Finisce il convegno, riprendo i contatti con Ernesto e Caterina, ritrovo Luca, Vito, e tanti altri…… (troppi per linkarli tutti). Si hanno tutti un blog e tutti stanno su Facebook! Facebook, i social network, la propria reputazione in rete….mumble mumble, continua la confusione nella mia testa. Ma che ruolo abbiamo? Chi siamo? Cosa rappresentiamo?

Intanto si corre su in sala stampa. E’ piena, sono felice, gli amici mi danno pacche sulle spalle. I più burloni mi prendono in giro. Arriva il prefattore del mio libro (Consigliere del Ministro per l’Innovazione)…..” se Gigi non è stato ancora licenziato, una ragione ci sarà!“. GULP!

Certo, disubbidienti, visionari, poco concreti, sognatori …. stiamo tutti dentro questa casetta: http://www.innovatoripa.it. Ma ci ascolterete prima o poi? Intanto David sta dicendo in giro che in tempo di crisi bisogna “innovare senza permesso“. Ernesto mi chiede, durante la presentazione, se mi sento già un cittadino digitale vero e …… tutto scorre fra i dubbi, la fretta, dobbiamo andare, c’è AMMINISTRARE 2.0, verranno dirigenti, aministratori, gente che ha ruolo, MA NON STA SULLA RETE! Dai corriamo, è l’ora dell’Open Data anche in Italia!

libro

Intanto firmo il libro con le dediche. Sono commosso, orgoglioso, scambio una persona per un altra e inizio a slacciare la cravatta. Sudo, e con me sudano i miei pensieri.

Inizia Amministrare 2.0. Ce la mettiamo tutta, l’America è a portata di mano, basta una direttiva. Ci son tutti, quelli di Creative Commons, quelli di Open Street Maps, e i professoroni delle università, e i dirigenti delle Agenzie governative e ………… quell’ innovatore che lavora al parlamento ci dice che lui ci crede, ma deve prendersi ferie per venire domani al Barcamp! Sudo ancora di più. Qual’è il nostro ruolo, che tipo di contaminazione è questa?
Intanto si lavora ai tavoli, si approva il manifesto, mi chiama Andrea che voleva esserci con il cuore e con l’anima ma deve lavorare in giunta a Vicenza. Ehi, Andrea è un assessore ed è un blogger e dialoga con me su Facebook! Cosa sta succedendo?
Si, fatti forza, siamo tutti su InnovatoriPA, siamo tutti li, mischiati con i nostri ruoli. E Michele inizia ad avere dei dubbi, vuol vincere! E scappa a Bilbao dove va illustrare cosa si deve fare e cosa NON SI DEVE fare in rete.

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E si fa sera. La sera prima del Barcamp!

Ritrovo Elena, Giorgio e tanti altri, si mangia lucano, i peperoni cruschi sono una delle prove certe dell’esistenza ……Poi si scherza, si gioca, si finisce in bellezza.

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Ci salutiamo, alcuni continuano a parlare di innovazione, passiamo sotto il Senato…….perchè non ci capiscono? Perchè hanno altre priorità? Perchè non si aprono all’evidenza, in tutto il resto del mondo occidentale (o quasi) il governo “aperto e partecipato” è già realtà!

E siamo al Barcamp, ressa per le presentazioni, Salvatore, Laura, Gianluca, Sergio e tutti i ragazzi del Formez, colonne del Barcamp, si danno da fare come non mai. I post-it sulla lavagna, i temi da condividere, le interviste, arrivano in tanti, dobbiamo iniziare, i ragazzi di Ignite raccolgono le presentazioni, non ci sono abbastanza sedie, un sacco di gente in piedi. Fantastico!

forumpa

Saluto Leo, Nicola, Eugenio, Francesca, Antonio, vado di fretta non riesco a intrattenermi con tutti, nemmeno con Marco. E iniziano i lavori, c’è lo streaming, si parte. Arrivano i miei colleghi della Regione, è la prima volta che partecipano, si vede che sono spaesati, ma ci sono!
Alcuni non riescono ad arrivare, ma ci hanno lasciato i podcast!

Dopo il lunch (offerto da Paolo), provo a perdermi in chiacchere con Giacomo sul prossimo libro. Anche lui consulente, uno che innova da anni. Dai che si fa qualcosa assieme, ognuno con i nostri ruoli, con le nostre competenze. Ruoli, ancora ruoli e competenze, identità e contesti.

Ma è Flavia che, finalmente, inizia a dipanare le MIE nebbie. Lei e Caterina hanno coordinato un tavolo interessante, sull’uso dei social network nella PA e hanno provato ad elaborare un vero e proprio paradigma sul tema. Va qui precisato che in mattinata c’è stato un momento molto acceso (un vero flame analogico) quando una camperista ha chiesto, agli amici legulei, cosa fare quando l’amministrazione ti chiude l’accesso ai socialnetwork e, perchè lo fa! (vedere l’ultima parte dello streeming per approfondire il contesto).

Flavia mi dice: “non ti crucciare gigetto (mi chiama sempre gigetto vista la statura :-)) è come ai tempi dell’email. Ti ricordi quanti parrucconi non volevano darla ai dipendenti? E’ ignoranza, paura, mediocrità. Passerà!”.

E continua il lavoro nei tavoli. Qualcuno si lamenta: “Ehi, al mio tavolo c’è poca gente, e su quello accanto c’è una gran ressa!“. E’ la regola della rete, bellezza! Il tuo tavolo non va? La tua presentazione non ha riscosso successo? Prova a migliorare te stesso, la tua comunicazione e le tue relazioni. Siam tutti qui, parliamone.

Poi, arriva la botta finale che mi fa capire tutto. Un amico di Nicola (sorry, I forgot your name) mi chiede: “ma voi come fate a gestire la doppia identità? Il ruolo pubblico e il ruolo privato? L’identità personale e quella istituzionale?“. E no caro mio, ora ti spiego. Noi, abbiamo più senso di appartenenza dei politici. Noi ci saremo anche alla prossima legislatura. I politici usano i social network per farsi eleggere. Per la ricerca di consenso, poi quando devono amministrare (in larga parte) li abbandonano. Noi no! Noi non abbiamo doppia identità, non siamo una sola identità quando abbiamo la cravatta e quando no! Quando scriviamo sul blog del nostro Ente e quando scriviamo sul nostro. Ecco la confusione da cosa è generata. Pensavate scherzassimo?
InnovatoriPA è una rete di persone vere che non distinguono ruolo personale da ruolo istituzionale, perchè vogliono innovare i processi come cittadini, come servitori dello stato e, soprattutto, come abitanti della rete.

E’ tardi, stiamo sbaraccando ormai. Arriva il mio prefattore e si porta via 15 copie del mio libro. Chiaccherando con un megadirigente, un po’ polemico, che mi fa notare “ma se porta in processione il tuo libro vul dire che non ci sono tante idee, tante strategie“. Mmmmmm, a rifletterci bene, potrebbe anche essere vero. Ma in quel libro non ci sono le MIE idee, ci sono le NOSTRE idee, quelle di chi abita la rete, di chi vuol innovare senza permesso, quelle di chi ha una risposta anche quando non ci sono i bugggggetttt!. Sono le idee dell’intelligenza collettiva. E sono un patrimonio di tutti.

Prima che ci caccino dalla fiera arriva Stefano. Un signore, un amico, col suo ruolo, senza ruolo, con l’dentità, senza identità, ci porta all’areoporto. Ci facciamo l’aperitivo, parlando di innovazione, uova fresche di giornata e riforma dell’università.

Nota a margine. Per la prima volta non ho visto nemmeno uno stand (escludendo dal conto i due minuti spesi allo stand di Gugol per mettere in contatto Michele e Andrea).Vorrà pur dire qualcosa?

google

p.s. lunedì su Radio24 vi racconto il resto!

Recall

Ultima recall, in quanto da domani sarò unplugged per qualche giorno.

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Messaggio per tutti quelli che ancora non lo hanno fatto, ma che hanno già dimostrato l’intenzione a partecipare alla Bloggercena del 20 Febbraio, chiaccherando nei vari socialnetwork: vi prego di CONFERMARE, prestissimo, la vostra presenza qui: http://bloggercenaveneta.pbworks.com/

Il ristoratore ha la necessità di sapere esattamente quanti siamo, al più presto.

Ci vediamo dall’Amelia!

Blogopalla

Il prezioso lavoro/studio di Vincenzo ha favorito le prime riflessioni fra gli addatti ai lavori (blogger professionisti e non).

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Ci son le riflessioni cazzare che rivendicano palle più grandi o motori di ricerca palle più raffinati, e quelle più serie che mirano a definire un improbabile criterio scientifico che dia a queste ricerche una parvenza di “certificazione”.

Ora non credo che l’intento sia questo. Vincenzo è uomo di business e la sua agenzia studia i fenomeni sociali per suggerire ai committenti alternative di successo al marketing convenzionale.

Nel merito vedo alcune problematiche ancora in evoluzione:

A) Il traino è generato dagli Hub Forti ed è logico che sia così. Chi non vive di luce propria prova a vivere di luce riflessa.

B) I giornalisti professionisti stanno sull’olimpo del backlink. Ed è abbastanza logico in quanto riescono a presidiare diversi canali di distribuzione dello stesso contenuto anche se in futuro, sembra, la differenza si assottiglierà sempre di più.

C) Technorati è ancora credibile? E’ ancora uno dei parametri che stanno alimentando l’algoritmo di Blogbabel? Solo Liquida docet!

D) E chi è fuori dal perimetro? Chi non usa sistemi di tracciatura? Fra i blog che leggo ce ne sono a centinaia!

E) Negli ultimi due anni ho assistito a una spinta centripeta che ha spinto molti blog generalisti verso la ricerca di una “tematica” che li distinguesse. Ciò, stranamente, ha favorito invece la crescita di influenza di quelli generalisti o, per lo meno, generalisti nel contesto dei temi web/informazione/sociologia della rete che, fatalità, emergono dalla ricerca di Vincenzo come i più esposti.

F) Possiamo dire che i blog più influenti sono leggermente sbilanciati a sinistra? E possiamo chiederci se è davvero così, o qualcosa non funziona nell’algoritmo visto che il paese, invece, è sbilanciato altrove?

G) Investireste in pubblicità (più o meno subliminale :-) ) in simil-testate come i blog per veicolare una campagna di marketing in esclusiva. Cioè, non “anche”, ma “solo” su un blog gettonatissimo!

Per quanto mi riguarda, infine, trovo intrigante la seconda fase della ricerca che Vincenzo ci anticipa: “Nei prossimi giorni approfondirò l’analisi, mostrando come questo groviglio indistinto di relazioni nasconda legami forti, cluster, spesso basati su affinità tematiche”.

Ecco, questa seconda fase mi affascina molto di più perchè entra nel concreto e si pone alla ricerca di un “valore” che emerga da relazioni forti e non sporadiche legate alla “visibilità” come uno criterio per emergere. Ma su queste riflessioni legate al “metodo”, non posso non consigliare le splendide riflessioni di Marco che ogni giorno ci illumina la via!

Nel frattempo…….calda di forno, ecco la ricerca dell’Economist!

Avviso ai naviganti

bloggers

Informazione di servizio per la combriccola bloggante.
Stiamo organizzando una cena blogger qui nel nebbioso Nord Est. La voce circola da giorni, si diffonde via socialnetuorc :-)

C’è un sondaggio aperto per scegliere la giornata più consona a tutti gli abitanti del web di queste lande: http://www.doodle.com/g2rhu455vpg22qgg

Le adesioni sono già molte ma si prega di spargere……la voce.

L’occasione sarà anche (ma non solo) quella di ritrovarsi per immaginare il format migliore per il Barcamp di Luglio all’Arsenale di Venezia!