Accumulatori seriali

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Con la diffusione su larga scala dei Social Media si sta verificando un fenomeno che definire inutile è perlomeno riduttivo. Se posso permettermi lo definirei dannoso per la reputazione personale.

Gli ‘accumulatori seriali‘ sono quei personaggi che scalano le classifiche dei vari social per raggiungere un numero di follower sufficiente per bullarsi con gli amici o con i datori di lavoro (don’t forget che un buon Social Media Manager da il meglio di se in qualità, non in quantità).

Il loro comportamento lo noti subito. Su Linkedin usano la solita frase preconfezionata: ‘Sei una persona di cui ho piena fiducia: vorrei quindi invitarti ad entrare a far parte della mia rete‘. Indovinate un po’ quale trattamento riservo a tali richieste, non è difficile dai :)

Su Facebook ti chiedono il contatto reciproco senza accompagnare l’azione con uno straccio di messaggio del tipo: ‘ Ciao sono tizio, ti leggo con piacere su altri social e mi piacerebbe stabilire un contatto anche qui per ….‘. Niente di niente. Solo una richiesta asettica priva di qualsiasi sentimento. Al che io rispondo comunque con una frasetta tipica che, spero, denoti cortesia e non supponenza: ‘Se non vi aggiungo subito sul mio profilo personale, quando mi mandate la richiesta, può essere sicuramente che non mi ricordi chi siete. Ok, sto invecchiando, ed è colpa mia. Ma fate uno sforzo, accompagnate la richiesta con due righe di informazioni.’. Il 99% di questi signori nemmeno rispondono alla mia sollecitazione e spariscono nell’oblio della rete per sempre.

Su Twitter (che notoriamente non obbliga alla reciprocità) il loro comportamento è ancora più buffo. Ti agganciano come follower e seguono per un paio di ore la tua TL, magari fanno un retweet di un tuo post o lo aggiungono fra i preferiti per farsi notare poi, se non li agganci anche tu come following, recedono dal contatto e se ne tornano nell’ombra.

Argomentavo attorno a questi comportamenti nell’ ultimo lavoretto: Business Networking e oggi giungo al punto di definire questa pratica come dannosa per la reputazione personale perchè assimila questi tizi agli stalker.

La qualità e il valore delle relazioni in rete (professionali o non) è qualcosa di molto più complesso e più profondo rispetto a degli asettici numeri. Per stabilire relazioni profittevoli è necessario analizzare le fonti, i contenuti, la frequenza, l’originalità e offrire agli altri altrettanto se non di più, possibilmente favorendo un arricchimento reciproco.

Poi ci sta che uno possa fare scelte rigide, ovvero seguire poche selezionatissime fonti, magari per fiducia o stima o ancora per conoscenza diretta.

Fate un po’ voi. Volete continuare ad essere dei lurker con grandi numeri o preferite diventare dei contributori a prescindere dalla lunghezza della vostra lista di follower?

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