Ieri analizzavo in aula, con i miei studenti, alcuni processi relativi alla Content Curation e al Content Marketing.
In particolare la metodologia del ‘pinnare’ (utilizzo del bookmarklet durante la web serendipity) ha suscitato alcuni dubbi.
Veniamo al dunque. Come ben descritte da Robin Good, le attività del curatore che tendono a valorizzare il contenuto, devono essere mirate all’ottimizzazione e all’accrescimento del valore:
- Ottimizza
Ottimizza i titoli per renderli pertinenti per il suo pubblico. I titoli, ancora, sono spesso scritti male, o usando un classico approccio giornalistico, oppure usando complicati approcci psicologici per farli apparire più interessanti. Il lavoro del curatore dovrebbe rendere il titolo rilevante per la sua audience-tribù, ponendolo in evidenza e spiegando cos’è davvero il contenuto.
- Modifica
Modifica / riscrive i titoli, le descrizioni e più, per personalizzare ancora meglio la rilevanza del messaggio, il linguaggio ed il focus per una specifica audience-tribù.
- Formatta
Formatta i contenuti curati con precisione microscopica utilizzando gli stili dei caratteri, le spaziature, l’uso di liste puntate / numerate, per fornire maggior leggibilità e comunicare in maniera più efficace i concetti chiave presenti nel contenuto originale.
- Seleziona
Seleziona ed aggiunge immagini rilevanti, foto, illustrazioni che complementano e rafforzano il contenuto con cui sono associate.
- Estrapola
Estrapola del testo e dei passaggi dal contenuto effettivo, per aiutare il lettore a capire il più rapidamente possibile di cosa parla il contenuto e perché sarebbe rilevante leggerlo.
- Scrive
Scrive la sua introduzione, per contestualizzare e spiegare la rilevanza del contenuto per la sua specifica audience-tribù. Apporta una “voce personale” che unisce insieme notizie o contenuti, che vengono dalle fonti più disparate. Guida il lettore attraverso di esse come farebbe la guida di un museo.
ecc.
Dunque, un articolo originale come quello di Robin, in fase di ‘pinning e curation’, potrebbe trasformarsi con una nuova enfasi ai temi che il mio pubblico predilige e si aspetta da me.
Come vedete ho cambiato il titolo, l’abstract, l’immagine e il preambolo allo scoop e al tweet.
Content is the king ma il curatore ha l’abilità di aggiungere valore @scoopit sco.lt/8A0urx
— Gianluigi Cogo (@webeconoscenza) 01 marzo 2013
Ma il contenuto rimane il re!
Content is the KING, il curatore deve solo dare valore aggiunto.











[...] http://webeconoscenza.net/2013/01/17/la-condivisione-su-twitter-e-solo-link-spraying/ http://webeconoscenza.net/2013/03/01/content-is-the-king/ http://webeconoscenza.net/2013/01/17/la-condivisione-su-twitter-e-solo-link-spraying/ [...]
Mi intrometto all’ottimo post per un chiarimento. Conosco bene Robin good e per il tema della “Curation” battaglia di questo momento. Vorrei capire questo: Noi, selezionando con cura i post creati da altri e quindi da proporre alla nostra nicchia…ma veramente possiamo modificarli e ripubblicarli??
Grazie
Non è ‘modifica’. Bensì estensione, miglioramento, aggiunta, prefisso e suffisso, maggiore enfasi, accentuazione del focus …. ecc.
Il contenuto resta il re!