Per dovere, non per passione

Sono anch’io fra gli indecisi, quelli che stanno li in fondo alle tabelle dei sondaggi.

Una campagna elettorale che, nelle intenzioni, doveva rappresentare la modernità e soprattutto l’affermarsi del digitale anche attraverso i social media, mi è sembrata fra le più orribili degli ultimi 50 anni tanto da non suscitare in me nessuna emozione e nessuna passione per i candidati o per i programmi.

Fra cagnolini, leopardi, falsi master e false cartelle IMU, ho registrato il peggio del peggio della comunicazione televisiva e non solo. Anche in rete, se davvero la comunicazione sui nuovi media è stata affidata a degli spin doctor, registro che siamo veramente alla preistoria.

Mi spiace davvero che nessuno sia riuscito a scaldarmi il cuore e dunque mi trovo, alla soglia dei 55 anni, ad aver perso la passione politica.

Dunque provo a farmi aiutare da chi leggo e da chi mi legge, per recuperare almeno la ratio che, come la passione, ormai vacilla.

Dal punto di vista professionale dovrei seguire il consiglio di Carlo Mochi,  peccato che di Obama, da queste parti, non si intraveda nemmeno il giardiniere.

Da un punto di vista razionale dovrei scegliere il voto utile per mandarli a casa uno alla volta e sperare in un ricambio.

Da un punto di vista ideologico (se ancora le ideologie hanno senso) ho provato, anche quest’anno, il giochino di Openpolis e mi riscopro centrista: http://politiche2013.voisietequi.it/risultato/2e213a215e7eaf735c3592bfab8fb65d/. Mah!

Dunque, per capire dove collocarmi e chi scegliere, dovrei leggere i programmi come è giusto che sia ma, allora, la comunicazione a che serve?

I programmi li sto leggendo (mannaggia come son scritti male)ma nel contempo, per favore, aiutatemi a farmi un idea giusta o sbagliata di quel che percepisco:

  • PDL: Vecchio, da tutti i punti di vista. Dal leader, alla comunicazione, al programma, agli slogan, alle solite facce.
  • PD: Ha perso un occasione storica con Renzi. Peccato. Sembra un partito masochista che, invece di spiegare il suo programma continua ad elencare i difetti degli altri, che tutti già conosciamo.
  • Lega: Non pervenuta. Preistorica, redicale, mai evoluta.
  • UDC, FLI, Montiani: Per ora un grande sbadiglio. Europa, Europa, stabilità, qualche faccia nuova. Troppo poco per scaldarmi il cuore.
  • Giannino & C.: Sembra brava gente, molti sconosciuti. Peccato lo scivolone comunicativo.
  • Ingroia: Semplicemente e politicamente non è mai esistito.
  • Meloni & C: Lei sembra anche una piena di passione, certo che si circonda di personaggi da film di Tarantino.
  • Grillo: Credo che, come a tutti, susciti emozioni contrastanti. Il programma è spesso incompleto e poco razionale.
  • Radicali, verdi, movimenti….: Povera Italia paese del mugugno e dell’immobilismo, avessimo davvero le palle dei tedeschi o degli svedesi.

Dunque che fare?

Ho provato a scorrere i candidati e mi son venuti sbadigli contagiosi. Qualcuno lo conosco e lo stimo, ma non sta nel mio collegio.

Ho ancora poche ore, alla fine sarò costretto al voto utile, tappandomi il naso? No, stavolta non ci casco.

3 thoughts on “Per dovere, non per passione

  1. Continua a valere la logica del “tu chi voti? il meno peggio”; lo so, così non si va lontano, non si scalda il cuore della “gente”, ma nell’italietta delle cordate e delle filiere d’nteressi, pragmaticamente, penso sia meglio dare il voto a chi, si spera, farà meno danni e, magari, sia più serio (apparenza?) di altri…qualcuno c’è ;-)

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