Alcuni mesi fa partecipai a un incontro con alcuni dirigenti locali del PD. Ero stato invitato a illustrare loro le mirabolanti e fantascientifiche opportunità offerte dal web sociale :)

Ovviamente, durante l’esposizione e l’interazione, mi sbilanciai su alcune mie personali convinzioni che provai ad esternare con garbo: ‘Come mai voi del PD siete visti come conservatori? Proviamo ad analizzare questo sentimento e le motivazioni che lo favoriscono e lo diffondono?

Ne parlammo un po’, anche facendo esempi.

Io tornai a casa convinto che avessero poca voglia di progresso, anche se da anni si sono affibbiati l’etichetta di PROGRESSISTI.

Ora veniamo alla recente notte di capodanno quando, durante il cenone, alcuni docenti (tutti ‘progressisiti’) e conosciuti per la prima volta per l’occasione, si son scagliati contro le procedure on-line: http://www.iscrizioni.istruzione.it/ che dovrebbero assicurare a noi genitori un accesso semplificato alla gestione degli obblighi scolastici.

La discussione si è un po’ animata quando si sono manifestate opposizioni di ogni tipo a qualsiasi evoluzione digitale del sistema scolastico, con una notevole dose di scuse a supporto: ‘ manca la tecnologia, non ci hanno formato, ma lo facciano fare ai più giovani, le LIM non funzionano‘ ….. e una lunga serie di luoghi comuni.

Parlavo di questo episodio proprio ieri con l’amico Michele che, come sua consuetudine, non è tenero con i conservatori. Convenivamo entrambi che l’atteggiamento conservatore è tipico di quelle professionalità che son state troppo tutelate da sindacati e corporazioni.

Ricordo ancora che la sera di capodanno feci osservare alcune banalità, forse scontate, ma sotto gli occhi di tutti. Chiesi a questi insegnanti come prenotavano un biglietto aereo per Londra o come hanno sintonizzato la televisione digitale o come si son configurati il palmare. Ovviamente la risposta fu: ‘che cosa c’entra?‘. Ma i fatti, come al solito, mi diedero ragione. Quasi un’ora dopo una di queste insegnanti era intrigata con un iPad e provava ad uscirne, da sola o con l’aiuto di una sua collega, da una impasse.

La dimostrazione è sempre la stessa, se una novità procedurale, tecnologica, ecc. può darmi dei VANTAGGI personali, la adotto e non mi faccio ‘pippe mentali’. Se invece questa stessa è tesa a dare vantaggi collettivi e richiede un mio maggiore impegno per gli altri, allora la rigetto.

E questi sono i progressisti?

Condivido quindi le preoccupazioni di Pino Bruno e la critica agli organi di stampa mainstream che, come al solito, danno risalto alle posizioni conservatrici. E faccio mia la considerazione di Tuttoscuola.com:

Ma quando le preoccupazioni sfociano in ostilità e diffidenza aperte, si rischia di sconfinare in posizioni antistoriche, già superate dalle nuove generazioni, che possono rischiare di far vivere i contesti scolastici ed educativi come presìdi di immobilismo, all’interno di un mondo che corre al galoppo, e di cui i più giovani sono pienamente coinvolti. Insomma, magari si finisce con l’essere attenti al divario digitale tra famiglie, e completamente disattenti al crescente divario digitale tra studenti e ambiti scolastici.

Ora direte voi, che ci azzeccanno la sinistra, il PD e la CGIL?

Insomma, il discorso fila e mi sbilancio interpretando le ultime uscite di Mario Monti. Quel ‘tagliare le ali estreme‘ e tacciare di ‘conservatorismo‘ CGIL, Vendola e Fassina, forse sono pronunciate con spocchia, ma hanno un grande fondamento di verità. Gran parte della sinistra italiana è conservatrice, e sta nell’evidenza dei fatti nonchè nelle parole.

cgil