Content curation

In questi giorni mi son dedicato con più attenzione al tema della ‘content curation’, in quanto mi è funzionale a un nuovo progetto che presto svelerò.

Essendo poi fanatico della divulgazione e della condivisione, nonchè convinto che quello che scrivo in questo blog, prima o poi mi torna sempre utile, mi accingo in un pistolotto articolato sul tema :)

Alcune definizioni:

A) Wikipedia: ‘Media curation is an emerging trend toward integrating media content using both machine and human resources. The practice includes aggregation (gathering) and curation (sorting, categorizing, art directing, and presenting) such that material from multiple sources creates a unique editorial experience for readers/visitors

Già da questa definizione si evince che non tutto può essere robotizzato (vedremo poi alcuni strumenti) e che il tema della fatica e del presidio ritorna con prepotenza. Ciò che è media, ciò che è social, ciò che è web, ciò che è content è sempre  disponibile ma, elevarlo a valore ha un costo.

B) Influential marketing blog: Content Curation is a term that describes the act of finding, grouping, organizing or sharing the best and most relevant content on a specific issue.

E qui cominciamo a distinguere le fasi (trovare, raggruppare, organizzare e condividere) che rappresentano il flusso di questa attività.
Ovviamente è solo UNA delle possibile rappresentazioni di flusso, perchè la dinamica evolve continuamente e si adatta a nuovi paradigmi e strumenti.

via

C) Linkness: ‘La social media curation consiste nel condividere un link di un sito e presentarlo, twittare link relativi all’argomento che si sta trattando, creare una board su Pinterest con link e immagini relative ad una materia, di fatto passando del tempo nel web e fungendo da imbuto per i contenuti da condividere’.

Definizione più spartana e classica che, però, fa capire da subito quanto siano importanti ed influenti gli strumenti …Twitter, Pinterest, ecc. Non male anche ‘ passando del tempo …‘ :) Molto tempo, direi.

D) Robin Good: ‘La real-time news curation, che chiama anche ”newsmastering”, è l’arte di trovare, aggregare, selezionare, curare e ripubblicare notizie di alta qualità su un argomento specifico, intercettando un interesse specifico, un problema od una passione particolare del pubblico ‘

Definizione che punta al target di riferimento, ovvero ‘interesse specifico’ e ‘pubblico di riferimento’, che mi sembra fondamentale. Ovvero la faccio per me o per gli altri? Anche perchè le modalità differiscono, come anche i risultati finali che ne derivano.

Perchè è utile

Perchè il web è caotico, è veloce ed è ruffiano. E poi cosa significa: ‘l’ho trovato su Internet?‘ . Citare il luogo o il mezzo non è sinonimo di autorevolezza ne, tantomeno, di certificazione della fonte.

Ecco perchè rispetto al contenuto ‘nudo e crudo’,  la conversazione, la condivisione, la modalità di divulgazione che lo accompagnano, ci permettono di capire se si tratta di un contributo buono e soprattutto se questo contenuto informativo sarà utile per i nostri scopi.

Utile perchè ci permette di selezionare le fonti e diminuire sensibilmente il livello di rumore di fondo.

Utile perchè ci fidelizza con chi è costante, appassionato e veritiero nel suo modo di esporre informazioni.

Utile perchè le posso incanalare nel business. So cosa succede nel mio settore. So dove va la ricerca. So chi sono i competitor e come si stanno muovendo. So cosa ne pensano gli altri, posso lavorare per pre-totipi invece che per pro-totipi.

Ed è utile perchè, quando altamente automatizzata, permette di risparmiare un sacco di tempo.

A chi è utile

E’ chiaro ora che questa attività non va intesa come perdita di tempo (spesso nelle aziende più retrogade il content curator, o newsmaster, viene visto come un cazzeggiatore del web) ma bensì come attenta e utile attività di selezione dei contenuti di qualità che diventano utili per la conoscenza.

Il suo valore, infatti è percepibile dalle aziende che ‘aumenteranno la loro brand awareness e potranno differenziarsi dai loro competitors‘, ma anche i singoli utenti ‘ che, specializzandosi in un topic, raccogliendo i migliori contributi della rete con qualità e creatività, potranno diventare dei veri e propri “guru” della community di riferimento‘.

Ma alcuni esempi, fra i più svariati, possono chiarire meglio l’idea:

e ovviamente redazioni, blogger, scuole, ecc.

Strumenti

Ecco che allora ci serve un qualcosa (metodo e strumento, o meglio ancora strumento che soddisfi il metodo) per dare una connotazione sistemica alle informazioni: categoria, etichetta, fonte, autore, periodo, validità, ecc. ecc.
Svolta questa fase di analisi, si cercherà poi di creare un flusso di informazioni, molto selezionato e spurgato dal rumore e dai falsi positivi, in base al tema di interesse per la nostra attività.

Con l’ausilio di piattaforme (qui ne trovate una buona scelta) consiglio, a puro titolo di esempio, il metodo con il quale mi son avventurato in questi giorni, ovvero Scoop.it e Hoot Suite.

Scoop.it lo reputo uno degli strumenti migliori perchè, una volta configurato per bene e con pazienza (qui una guida) riusciremo davvero a robotizzare al meglio la fase di discovery e di aggregazione.

Esaurita questa fase, che comunque va mantenuta e curata anche nel tempo con aggiunte e cancellazioni delle fonte e/o delle keywords, possiamo passare alla fase di gestione e diffusione.

Il mio consiglio cade su Hoot Suite, ovvero la consolle sociale più abbordabile e facilmente gestibile. Io ci aggrego direttamente il file rss di Scoop.it, ma so che ci sono anche altre possibilità legate alla cooperazione applicativa fra i due ambienti:  http://www.buzzes.eu/blogit/2012/10/scoopit-hootsuite-integrare.html

Considerazioni finali

La content curation è un progetto che genera processo. Quindi va gestita con calma e con molto tempo all’inizio. In questo modo otterremo i massimi risultati. Bisogna selezionare fonti, decidere keyword appropriate, scegliere la quantità e la qualità dei flussi. Armarsi di tantissima pazienza.

Le piattaforme per questa specifica attività sono in continua evoluzione. Molte son dedicate, altre generaliste, alcune anche di tipo professionale e dunque a pagamento.

Per uso personale non credo bisogna investire null’altro che il proprio tempo. Per uso aziendale val la pena provare con strumenti free e poi scalare, se opportuno.

Emergono nuove professionalità come quella del newsmaster (oddio un’altra). Si tratta di quel tizio che passa tanto tempo davanti al monitor e può dare valore all’organizzazione (o a se stesso) lavorando con passione sulla ricerca, ottimizzando l’aggregazione e ponendo molta cura nel filtraggio dei canali.

Link utili:

http://www.rohitbhargava.com/2009/09/manifesto-for-the-content-curator-the-next-big-social-media-job-of-the-future-.html

http://www.pearltrees.com/#/N-u=1_456705&N-p=32727102&N-s=1_3991169&N-f=1_3991169&N-fa=3852488

http://www.masternewmedia.org/it/content-curation-come-distinguere-i-veri-curatori/

11 thoughts on “Content curation

  1. Mi interessa molto questo tema.
    Ho cominciato a utilizzare Hootsuite (free) da vero dilettante dell’argomento quale sono, e mi è sembrato molto utile e ricco di potenzialità.
    Ho fatto richiesta di un account su SeeJay per provare anche quello.

    Mi piace

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