Why Intranet?

Nelle ultime lezioni che ho tenuto su Social Media e dintorni mi son avventurato nel sancire la definitiva morte delle Intranet. E’ con un certo dolore che lo dico, chi mi conosce sa quanta della mia vita professionale è stata spesa in questo specifico contesto. Però son talebano e credo nelle vie senza ritorno o se volete chiamarle SWITCH-OFF, fa lo stesso.
So che l’amico Giacomo non sarà d’accordo ma una piccola metafora per immagini, forse, può essere più persuasiva di mille parole.

Ingredienti:

Il sistema operativo WWW, un account Facebook, un account Dropbox, un computer (ma va bene anche un tablet o uno smartphone), un po’ di connettività, la capacità di aggregare delle persone in un gruppo (nell’immagine, il gruppo ‘Social media web ….‘ è quello del mio corso all’Università) …. cottura veloce, una scottatina e via.

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10 thoughts on “Why Intranet?

    1. Giacomo, ti ho pingato perchè è ovviamente una provocazione.
      Però, devi darmi atto che ogni volta si proponga uno ‘strumento’ di condivisione, tutti propendono per il web pubblico. La consumerization colpisce ancora :-)
      p.s. per me l’auto è morta da un po’. Vado solo in bici, ormai :)

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  1. Vero che le potenzialità di sharing e organizzazione dei gruppi su FB sono ai massimi livelli e superiore a molte intranet. Tuttavia esiste un problema non solo tecnologico. Nelle intranet circolano anche documenti riservati e le attuali policy di Facebook fanno un po’ a pugni con Questa necessità. Inoltre manca ancora un grado di profilazione e organizzazione dei contenuti. Personalmente credo che le intranet non saranno destinate a scomparire ma ad evolversi in sistemi integrati. Una parte residente in azienda e l’altra integrata con i servizi cloud. Sulla seconda parte, come sempre, da capire per cosa e a quale scopo. Allo stato attuale penso ad una integrazione via api con twitter, facebook, linkedin etc. Addirittura forse per il login. Forse anche integrare la funzione gruppi di FB, ma con la possibilità di renderli usabili sotto dominio aziendale, nin accessibili in alcun modo da FB. Insomma un po’ nella logica di google apps. La Intranet si trasformerà come ha fatto sempre, ma non penso sparirà.

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    1. La mia è, volutamente, una provocazione. Ci sono cento e mille altri modi per farlo, a cominciare da Office 365, piuttosto che Google Apps, ecc. Se si vuol andare oltre il freemium, si può, spendendo molto, ma molto meno in termini assoluti. La gestione di una intranet on premise è molto costosa e i vantaggi sono davvero pochi

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    2. Ho appena visto il post di Giacomo. E’ esattamente come la penso io. il lasciare la piattaforma aziendale a favore di sistemi completamente cloud da un punto di vista aziendale la vedo molto difficile. Ripeto non è solo una questione tecnologica.

      Aggiungo anche un’altra considerazione.

      Supponendo che, per qualche motivo, l’azienda voglia integrare l’autenticazione FB nei propri sistemi, il dipendente dovrebbe utilizzare il proprio account (personale?) per il login. A questo punto: sarà ancora libero di poter gestire come vuole la propria presenza in rete? Nel momento in cui dovesse lasciare l’azienda, cosa succederà ai dati raccolti grazie alle credenziali dell’utente? dove finisce la sfera professionale e quella privata?

      Negli ultimi tempi c’è una intensa discussione sulla “proprietà” dei contatti lavorativi aggiunti su LinkedIN da un dipendente quando questo lascia l’azienda. Rientrano nel patto di non concorrenza, oppure sono considerabili contatti personali? La questione sembra non essere risolvibile nemmeno con l’acquisto di un account premium da parte dell’azienda…

      Come si capisce, la questione va molto oltre l’aspetto tecnologico…

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      1. Ok, Questo però è un altro discorso. le soluzioni freemium possono risolvere i costi di infrastruttura, ma restano i costi di gestione del processo. Devi comunque assegnare (almeno) una risorsa esterna (nel qual caso avrai costi diretti) o interna (come costi indiretti). La seconda sembra erroneamente la meno costosa, ma la paghi in termini di produttività. Quella persona non potrà più essere dedicata al 100% alle proprie mansioni precedenti.

        E’ a mio avviso importante far passare il messaggio che non è mai possibile parlare di “costo zero”, ma semplicemente di una diversa ridistribuzione della spesa ed eventualmente un ammortamento del costo infrastrutturale.

        Per anni si è parlato di internet prima e di social media poi come strumenti a costo zero. I pionieri hanno scoperto loro malgrado che così non è. Se si vuole un sistema di gestione documentale, la scelta da fare deve rispondere a una domanda: investo quel poco che ho nella infrastruttura o nella gestione del processo? Personalmente consiglierei la seconda. L’evoluzione dell’infrastruttura la relativa offerta è talmente veloce e mutevole che legarsi a una tecnologia è aziendalmente perdente. In questo caso il cloud può essere una valida alternativa, scelta però con la consapevolezza di punti di forza, di debolezza, rischi e opportunità e non solo con il presupposto di “non ho un euro da spendere”…

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      2. Simone, un TCO sui Social non l’ho ancora studiato, ma ti riporto a questo contesto. Se leggi il mio post è riferito alla formazione che faccio sui Social Media e a come essi possano aiutare quelle organizzazioni (la maggior parte pubbliche) che non hanno un becco di una lira e se l’avessero non la possono spendere per una intranet :(

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  2. Ciao Gigi,
    se è così, a parte gli ingredienti che citi sotto (alcuni di difficile applicazione a livello aziendale), cosa può fare una impresa (magari grande rispetto alle piccole start-up) per ovviare al problema della “morte” delle intranet?
    C.

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    1. Favorire e incentivare l’empowerment dei propri dipendenti attraverso l’acquisizione di servizi consumer come appunto quelli cloud che, come ben sai, hanno sempre un offerta commerciale anche per le grosse organizzazioni. My 2 cents

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