Io e le immagini

Torno dopo un po’ di mesi ad analizzare gli strumenti sociali con i quali mi diletto nella condivisione delle immagini. Allacciate le cinture perchè posterò molti link, da provare e riprovare più volte per trovare la giusta dimensione di socialfotografo che più ci addice.

Partiamo dagli strumenti di cattura che, con l’avvento dei palmari e delle Apps, sono notevolmente evoluti e continuano a presentare novità giornaliere: dunque, per quanto mi riguarda da vicino, il mondo Apple e l’iPhone rappresentano bene il mio approccio con la fotografia sociale più immediata, quella in real time da condividere nei social network, on the go! Ovvio che il palmare è pratico e poco ingombrante ma, in viaggio e nei foto safari, porto sempre con me una reflex (Canon 45o/D con due ottiche) e una compatta Canon Powershot.

Vedremo poi come le foto scattate con la reflex e la compatta entrino anch’esse nel grande gioco della social fotografia, con un tempo differito rispetto a quello imposto dal palmare sempre connesso alla rete.

Dunque le app per iPhone, poche ma molto sfruttate, selezionate dopo un analisi fra mille altre che popolano il marketplace di Apple e, soprattutto, tutte rigorosamente gratuite o acquistate in offerta temporaneamente gratuita:

A) Camera awesome: http://www.awesomize.com/ sostituisce in pieno l’app nativa dell’Iphone e i perchè sono deducibili dalle mille funzionalità che il prodotto di SmugMug offre ai social-fotografi.

B) Photosynth: http://photosynth.net/create.aspx, perchè amo fare foto panoramiche e ho un iPhone 4 che non è in grado di scattarle nativamente. Inoltre, l’oggetto di Microsoft mi consente di salvare i miei panorami nel cloud, geolocalizzarli ed eventualmente incorporarli in un sito o blog.

C) Ovviamente Instagram: http://instagram.com/ applicazione sulla quale tornerò fra qualche riga per descriverne meglio gli utilizzi, l’aggregazione e il back-up.

D) Snapseed: http://www.snapseed.com/home/ da poco acquistata da Google, che rappresenta un vero e proprio ecosistema del photoediting e che permette davvero a tutti di post processare le proprie foto senza particolari conoscenze delle tecniche fotografiche.

Queste prime quattro le considero essenziali, poi ovviamente ne utilizzo anche altre ma, vorrei andare oltre per non annoiare troppo con le app per iPhone.

Dunque il tema dello stoccaggio e della sicurezza delle proprie foto che, molto spesso, sono sparse fra memorie degli apparati, SD card, dischi fissi o dischi esterni e ormai decine di servizi di cloud e di social sharing.

Andiamo con ordine.

Se scatto con il palmare, utilizzo SEMPRE la funzione nativa di upload automatico su Dropbox. Preferisco Dropbox a Streaming foto per il semplice motivo che su Dropbox ho 30 Gb di spazio gtauito conquistato con i referral, mentre sul iCloud ho solo 5 Gb e, per ora, non sono intenzionato a giocarmeli con le foto, in quanto mi servono per la componente documentale del mondo Apple. L’unico difetto di Dropbox, attualemente, è legato all’incapacità di organizzare le foto caricate in sottocartelle. Ci sarebbe un app che fa questo: http://www.cloudphotos.com/ ma aspetto una promozione gratuita o un adeguamento di Dropbox. In teoria si potrebbe fare anche con Sugarsync, altro servizio cloud che sincronizza le foto ma ancora troppo macchinoso.

Se invece scatto con la reflex o la compatta devo necessariamente passare per il cavo o per la gestione delle SD Card, ma in entrambi i casi la soluzione è sempre Dropbox che, anche sul desktop, permette di salvare le foto sul cloud in modo automatico.

Questa fase, comunque, non è propedeutica alla condivisione, ma bensì alla sicurezza, in modo da non perdere gli scatti appena fatti.

La fase successiva consiste nell’organizzare le foto sul computer desktop e questo avviene con una serie di passaggi che sono articolati e forse un po’ complicati da comprendere, ma mi permettono di gestire la LIBRERIA DEFINITIVA in modo da poterla anche back-uppare con un certo criterio. Anche qui non mi dilungo troppo e descrivo dunque la sequenza base: Post processing con Lightroom e/o Photoshop. Prima organizzazione con iPhoto, consolidamento e poi organizzazione definitiva con Aperture. Troppi strumenti? Forse si, ma assicuro che sono complementari se ben gestiti. La scelta di Aperture è dettata dal fatto che iPhoto non è adatto a gestire decine di migliaia di foto, ma solamente librerie di alcune migliaia.

Arriviamo finalmente al tema che mi sta a cuore trattare su questo post, ovvero i siti di social sharing.

Ovviamente il primo, unico e indiscutibile leader è Flickr. Sul network di Yahoo ho un account Pro e nel tempo son riuscito a gestirlo con un certo criterio: http://www.flickr.com/people/gigicogo/ , almeno spero che si evinca questo approccio, anche se ho ancora qualche SET da riordinare e diverse foto sfasate con le date di scatto che, in qualche passaggio di post produzione si son giocate i metadati originali.

Il secondo riferimento è 500px: http://500px.com/gigicogo Sicuramente un network emergente e molto innovativo che ha costretto anche Flickr a ripensare un po’ alla sua offerta, purtroppo statica e poco evoluta negli ultimi anni.


Picasa di Google, ora completamente integrato in Google Plus, non mi ha mai del tutto convinto, nonostante un blog fotografico molto seguito, come quello di Marco Crupi, ne abbia parlato subito molto bene. La cosa che più mi manca, è la possibilità di inglobare (embed) una singola foto su un blog o in un qualsiasi altro sito esterno a Google Plus, nonchè l’impossibilità di avere una vanity url. Mancanza davvero grave e stranamente ancora irrisolta.

Un’altro fattore che mi tiene distante da Picasa è l’ibridazione degli album con tutte le altre forme di condivisione immagini del mondo Google. Mischiare le immagini inserite nei post della loro piattaforma di blogging con quelle inserite nella Timeline di Google Plus, con le foto degli album fotografici,  è davvero odioso. Lo stesso dicasi per Facebook dove ogni strumento di foto sharing crea automaticamente un album dedicato e dove le immagini della Timeline e del tagging sono mescolate in un delirio che non mi convince proprio. Va detto, ad onor del vero, che le foto di viaggio o comunque legate alla memoria familiare e/o amicale, trovano in Facebook il miglior viatico per la diffusione, essendo la piattaforma specializzata proprio alle dinamiche di tipo relazionale.

Veniamo ora agli aggregatori. Ne esistono di due tipi, quelli dedicati ad ampliare le funzionalità dl un singolo servizio e quelli multiservizio.
Fra i primi ricordo Flickriver: http://www.flickriver.com/photos/gigicogo/ aggregatore verticale per Flickr che favorisce una serie di servizi aggiuntivi fra i quali spicca il badge creator.
gigi.cogo - View my most interesting photos on Flickriver
Fra gli aggregatori verticali del mondo Instagram, preferisco, fra i tantissimi: http://followgram.me/gigicogo e http://statigr.am/gigicogo , che offrono oltre alle funzionalità avanzate anche un esperienza utente molto ‘pintesterizzata‘, se così si può dire.

Dunque anche Pinterest, fra gli ultimi arrivati, potrebbe essere considerato un aggregatore ma, di fatto, può svolgere questa funzione solo se alimentato a mano. Non esistono ricette alternative, perchè le sue API, come quelle di Google Plus, funzionano solo in un senso. Basta dare un’occhiata alle ricette di IFTTT e ci si accorge subito che c’è poca trippa per gatti. Peccato davvero, perchè Pinterest, nel mondo del foto sharing, poteva collocarsi a metà fra blog fotografico e aggregatore.

Fra gli aggregatori multiservizio preferisco Pictarine: http://www.pictarine.com/gigicogo  che si interfaccia con ben 15 servizi fotografici sul web e regala funzionalità avanzatissime con un ottima esperienza utente.

Eccoci dunque alla parte di back-up. Anche qui i servizi sono moltissimi, e gli stessi cloud storage come Dropbox o Sugarsync potrebbero andare bene. Ci sono però un paio di alternative più visual. La prima è offerta da Photobucket: http://s1223.beta.photobucket.com/user/gigicogo/profile/che personalmente uso poco, ma potrebbe esser utile come backup ora che non ci son più limiti di storage:

L’ultima che ho sperimentato e che consiglio caldamente è Snapjoy, che attualmente copia e conserva le foto di Flickr, Picasa e Instagram senza creare doppioni. Provatela, subito, è davvero fantastica

 

Eccoci infine alla parte di presentazione dei nostri lavori.
Io non ho un vero e proprio blog fotografico di tipo canonico, con le funzionalità di commento, condivisione, ecc. Preferisco una vetrina tipo portfolio che ho creato con iWeb perchè mi permette di gestire facilmente le foto prelevate da Aperture. iWeb non è più supportato da Apple, ma basta configurarlo come FTP client e funziona benissimo. Questo è il mio blog fotografico…ops portfoio fotografico :).

Nel contempo mi sto orientando ad altre piattaforme che non siano i classici Tumblr o Worpress, molto gettonati fra i fotografi ma che non attraggono il mio interesse. Il più performante che sto usando negli ultimi tempi è sicuramente JUX: https://gigicogo.jux.com/ che su un monitor da 27 pollici come il mio offre un esperienza da storitellyng assolutamente affascinante. E proprio per lo storytelling, amo elencare fra i top anche Erly: http://erly.com/featured/gallery dove un mio set appare fra i futured, con una punta di orgoglio….indovinate quale?

Ovviamente con questo mio escursus (non esaustivo) ho voluto elencare alcune delle 1000 risorse in rete adatte alla condivisione delle foto ma, come è logico, essendo il web il più grande sistema operativo del pianeta e perennemente in beta, credo che fra un annetto ritornerò sul pezzo e saremo ancora qui a raccontare esperienze.

3 commenti

  1. Grazie Gianluigi per le interessanti indicazioni. Non conoscevo alcune di queste risorse e le proverò.
    Ti segnalo rapidamente due cose. Tra le applicazioni Photogene e PS Touch, mentre tra I siti ‘seri’ per la distribuzione delle proprie immagini consiglio di provare Photoshelter.com.

    Ciao, Alessandro

    1. Grazie mille per le dritte. Photoshelter.com lo conoscevo ma non credo che accederò mai a un servizio a pagamento, sono un ‘fotografo per di(f)letto’ :)

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