10 anni e ancora continuiamo a misurarcelo

Non c’ero, ovvero ero distante dal bel paese e non mi curavo delle vicende blogosferiche.

Son tornato, leggo di MCC e di Grillo e oggi leggo il post di Gianluca Neri che, dopo un po’ di giorni, cerca di chiudere il cerchio.

Credo che tutta la blogosfera (nessuno escluso) è costituita fondamentalmente da narcisi. Bisognerebbe essere TUTTI onesti. Se si apre un blog o un qualsiasi profilo sociale lo si fa per aumentare la visibilità, per mostrarsi e mostrare. E’ un esercizio normale, del quale non mi stupisco.

Qualcuno mostra le sue foto, altri i propri video, altri ancora i propri scritti, le proprie slides, ecc. ecc. Si chiama condivisione ma nasce sempre dalla pubblicazione di qualcosa di personale e/o di gruppo.

Prima scrivo, canto, disegno, filmo, fotografo e poi lo condivido. Ma con chi, per chi?

Prima per me stesso (almeno io lo faccio perchè così non perdo nulla). Tutto sta sul social web e quando ho bisogno di qualcosa lo ritrovo. In seconda battuta lo faccio per i miei seguaci, followers, lettori, fan, chiamateli come volete. Possono essere parenti, amici, conoscenti ma sempre a loro mi riferisco, altrimenti perchè dovrei pubblicare qualcosa su un palinsesto globale?

Dunque i followers sono l’essenza stessa di questo sistema narciso e autoreferenziale. Se non mi segue nessuno è come se non esistessi. Alzi la mano chi non gode all”aumentare del proprio seguito. Forza, uno solo che mi dica: sto sul ‘social’ ma preferirei che non mi seguisse nessuno!

Ogni cantante ama il suo pubblico, ogni attore ama i suoi fan. Perchè dovrei cantare in un teatro vuoto? O forse dovrei cantare allo specchio mentre mi rado la barba?

Dunque leggo di polemiche sterili che provano a marcare distanze e distinguo. Mentre constato che siamo tutti uguali: MCC, Grillo, le persone, le aziende, i gruppi, ecc. cerchiamo consenso, pubblico, platea, clack. Chi compra i seguaci, chi li conquista chi li illude e li sottrae, chi li inventa e chi li millanta.

Il vero problema è che dopo 10 anni continuiamo a misurarcelo senza guardare avanti e guardare oltre. L’unico comportamento davvero omologo è proprio questo, poi le idee, gli scritti le foto, le musiche, son diverse e rivelano pulsioni, passioni e sensazioni che sono specifiche. E per fortuna queste ‘sfumature’, ancora mi fanno amare follemente il social web.

Ecco, mi soffermerei qualche volta su queste, non sul fatto che si cerchi il consenso. Quello è scontato e tutto sommato ‘banale’.

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11 commenti

  1. Copioeincollo da Mantellini (http://www.mantellini.it/2012/07/26/cose-scritte-altrove/):
    “È una stupidaggine perché la reputazione in rete di Beppe Grillo, così come quella di chiunque altro, non si misura con i numeri dei fustini del Dash. La logica quantitativa applicata alle relazioni di rete è una scemenza che viene da prima della rete. Applichiamo, da un decennio almeno, dinamiche vecchie ad uno strumento nuovo. La quasi totalità dei soggetti in campo, dagli investitori pubblicitari ai centri media, dagli uomini del marketing alle piattaforme editoriali, continuano a ragionare oggi su Internet esattamente come ragionavano prima che internet esistesse. Il fustino del Dash come unità di misura nei secoli dei secoli. Anche (e soprattutto) della propria inadeguatezza.”

    1. Infatti, la vera influenza e la reputazione positiva è un aspetto qualitativo, non quantitativo. Son d’accordo con Massimo

  2. beh tutti uguali insomma… i fini mi sembrano piuttosto differenti tra me, Grillo e l’azienda x che produce servizi y… no?

    1. Assolutamente si. Infatti il blog è un mezzo che possono usare indifferentemente persone, aziende, associazioni, ecc. Ecco perchè non concordo con Gianluca quando tira in ballo casi personali di blogger che usano il loro narcisismo per emergere come persone. Son molto differenti i loro casi di ricerca del consenso da quelli di un corporate blogger come Grillo che, di fatto, è un azienda con un brand. Io per tutti uguali, intendo i personal blogger.

  3. Però, però…concordo fino a un certo punto: nella letteratura e nell’arte i veri capolavori non sono stati quasi mai realizzati scrivendo per gli altri, mentre non so se esistano dei blogger che scrivano per sé stessi. Pare anche a me che i blogger siano spinti da una personalità narcisista ed esibizionista, anche se purtroppo il web (come ogni altro media) si frappone tra comunicatore e ricevente, e di conseguenza le emozioni del materiale che si condivide in rete sono assai ridotte.

    1. Si, è vero anche questo, infatti la ricerca di qualcosa che emozioni veramente è sempre più difficile, sia per l’enorme numero di emittenti che per la loro manifesta mediocrità

  4. I soliti vizi dell’italica gente e niente virtù, davvero sconfortante :-(

  5. natalinove · · Rispondi

    Gigi, meno male che sei tornato… bel post

  6. A me questo post è piaciuto, e ne condivido il pensiero. E quindi grazie. Perché tutti commentano i post brutti, e questo che era bello non lo hanno commentato? :P

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