Quel pessimismo che mi accompagna ogni volta che torno dagli USA o dal Canada, colpisce ancora. E quest’anno più forte.

Più forte perchè ho avuto modo di bazzicare nella Silicon Valley e ho capito (ma lo avevo percepito anche a Seattle qualche anno fa) che stili di vita, abitudini, tendenze e modelli possiamo solo subirli.

Non vi faccio la solita manfrina sull’IT in infradito e bermuda, sarebbe stucchevole e noiosa, però insegna molto sulla filiera dell’innovazione tecnologica.

Da noi abbiamo l’evangelist, il pre-sales, il technical account, il regional account, il country account, l’area manager, il product manager, il channel manager, ecc. ecc. Poi se chiedi a uno di questi come ottimizzarti un flusso di lavoro o semplificarti una procedura…apriti cielo.

Siamo un paese fottuto perchè il vertice non comunica con la base e soprattutto con chi ha competenze. I decisori si consultano fra loro e al massimo con qualche consulente in giacca e cravatta, nel mentre Larry Page frequenta la stessa mensa dei suoi programmatori e con loro si confronta.

Siamo un paese fottuto perchè chi ha il ruolo non ha le competenze e chi ha le competenze non ha la passione.

Siamo un paese fottuto perchè in molti ci dicono cosa fare, ma poi loro stessi non lo mettono in pratica.

Ma la più grande differenza, quella che si tocca con mano nonostante gli innumerevoli paradossi del modello nord americano, è il rispetto di poche e semplici regole.

Finchè non impareremo a rispettare le regole, resteremo un paese fottuto.

Sui modelli ho capito che possiamo solo emulare, trasferire e scimmiottare ma ormai non inventiamo e non inventeremo più nulla di nuovo.
p.s. le città e le community non sono così smart come noi amiamo definirle. Sono semplicemente: rispettate.