Son qui da un pezzo e abito con piacere il mondo della rete. Lo vivo con intensità nel lavoro, nel tempo libero e anche nei rapporti famigliari. Vita analogica e vita digitale son divise da un confine che si assottiglia ogni giorno di più.

Il blog è il mi sfogo, il mio delirio, è un posto dove metto le cose che non voglio dimenticare, dove provo a stimolare un dibattito su alcune visioni della vita. Mi serve per prendere gli spunti sui miei nuovi libri, sulle lezioni che vado a tenere, sulle slides che sto preparando. Qui siete sempre i benvenuti, tutti, indistintamente.

Su Facebook credo che il rapporto di reciprocità sia da gestire con delicatezza. Molti do voi lo hanno sperimentato, non aggiungo nessuno che non conosco nella vita analogica se prima non troviamo una giustificazione a questa reciprocità.

Sulla mia fan page appare questa raccomandazione:

ed è il messaggio che invio a tutti gli sconosciuti che mi chiedono amicizia.

Su Twitter appare un’ulteriore raccomandazione:

ed è questo un ambiente che non richiede reciprocità per rimanere in contatto. Vi leggo, leggo i vostri blog, leggo gli hashtag, quando trovo il tempo e quando il confine fra vita analogica e digitale lo sento più grave e difficile da scalare, insomma quando non riesco a starvi dietro.

Non voglio scomodare teorie, perchè spesso le ho condivise, illustrate e poi criticate. Credete ancora nei 6 gradi di separazione, nella teoria del mondo piccolo, nel villaggio globale, ecc. Certo, anch’io ma ……

Oggi scrivevo così su Twitter

e queste son le prime osservazioni, molto lucide:

Aiutatemi a capire se sbaglio e dove sbaglio!